Cdp Equity verso il 29,9% di Nexi: mossa strategica nei pagamenti digitali

Il Cda della holding del gruppo Cassa Depositi e Prestiti delibera la salita fino alla soglia massima senza OPA. Titolo in rally a Piazza Affari, analisti positivi

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QuiFinanza

Redazione

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Il fronte dei pagamenti digitali italiani si arricchisce di un nuovo capitolo. Il Consiglio di Amministrazione di CDP Equity, holding del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, ha deliberato la possibilità di incrementare la partecipazione in Nexi entro il limite massimo del 29,9%, segnando un passaggio rilevante per la struttura azionaria della paytech di Piazza Affari. L’attuale quota detenuta è di circa il 19%, posizione che già rende Cdp Equity primo azionista istituzionale della società, mentre il primo azionista in generale resta il fondo Hellman & Friedman con il 22,23%, con un flottante elevato pari al 58,6%.

Gli strumenti dell’operazione

La strategia approvata dal board prevede un’architettura articolata. Come parte di questa strategia, Cdp Equity ha deliberato la sottoscrizione di contratti derivati fino all’8% del capitale sociale di Nexi, che potranno avere regolamento in azioni, ove ottenute le necessarie autorizzazioni. Inoltre, la partecipazione potrà essere aumentata anche attraverso acquisti diretti da parte di Cdp Equity. La holding ha tenuto a precisare un elemento dirimente sul piano della disciplina di mercato: Cdp Equity non intende lanciare un’offerta pubblica di acquisto sulle azioni Nexi, mentre l’operazione sarà soggetta al rilascio delle autorizzazioni regolamentari necessarie per il superamento delle soglie rilevanti.

Nell’operazione, Cdp Equity è stata assistita da Mediobanca Banca di Credito Finanziario, J.P.Morgan e PricewaterhouseCoopers Business Services in qualità di advisor finanziari e da Hogan Lovells in qualità di advisor legale.

La razionale industriale

Nelle motivazioni diffuse al mercato, Cdp Equity sottolinea la valenza sistemica dell’asset. La società crede in una forte evoluzione innovativa e industriale di Nexi, che già oggi processa 1.800 miliardi di euro di transazioni digitali in oltre 25 Paesi, e che potrà giocare un ruolo chiave nello sviluppo europeo di una infrastruttura tecnologica a supporto della digitalizzazione della moneta. L’obiettivo dell’operazione, secondo fonti vicine a Cdp, è contribuire alla creazione di un leader nelle infrastrutture digitali in grado di competere su scala europea. L’incremento della partecipazione rappresenta inoltre la prima operazione di rilievo per Fabio Barchiesi da quando, lo scorso ottobre, è stato nominato amministratore delegato di CDP Equity, e si inserisce nel più ampio percorso comunitario di riduzione della dipendenza dagli operatori statunitensi nei circuiti di pagamento.

La reazione del mercato

La risposta di Piazza Affari è stata immediata. Il titolo Nexi ha guadagnato circa il 5% nelle prime contrattazioni, salendo fino a un massimo di 3,577 euro e mantenendosi in testa tra le componenti del Ftse Mib; resta tuttavia negativo il bilancio da inizio anno, con un calo del 14% rispetto ai livelli di inizio gennaio. L’indice FTSE MIB tratta in territorio positivo, in rialzo di oltre l’1% in area 50.000 punti. La decisione segue l’uscita dei fondi Advent e Bain Capital dal capitale di Nexi, avvenuta il 12 maggio scorso, che ha riconfigurato gli equilibri dell’azionariato.

I commenti degli analisti

Le principali case di brokeraggio hanno accolto positivamente la mossa. Gli analisti di Equita mantengono la raccomandazione hold con prezzo obiettivo a 3,1 euro, ritenendo l’aumento della quota di Cdp un elemento di supporto per il titolo. Anche WebSim Intermonte sottolinea come un eventuale aumento di partecipazione da parte di Cdp stabilizzerebbe e sosterrebbe il prezzo delle azioni, soprattutto considerando l’elevato livello di posizioni short sul titolo, evidenziando però che l’attrattiva speculativa della mossa è limitata, poiché l’esclusione di un’OPA da parte di Cdp riduce anche la possibilità di un’offerta di private equity volta al delisting. Per gli analisti, l’operazione contribuisce a definire l’attuale livello del titolo come un floor credibile, rendendo meno probabile uno scenario di disinteresse istituzionale verso Nexi.

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