Camion fermi con lo sciopero degli autotrasportatori, c’è davvero un’emergenza carburante?

Lo sciopero dei tir dovuto al caro gasolio è solo l'ultimo segnale di un settore in affanno: in 10 anni perse oltre 19mila imprese

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Lo sciopero dei tir annunciato in risposta al caro carburante è la punta dell’iceberg di un settore in affanno.

Secondo l’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, un’impresa su cinque rischia di chiudere entro la fine del 2026 per via della crisi di liquidità. Se il prezzo del diesel dovesse rimanere sopra i 2 euro al litro non ci sarebbe alternativa per molti piccoli padroncini.

Verso lo sciopero dei tir

Lo sciopero dei tir dovrebbe iniziare il 15 maggio e durare per cinque giorni. Le modalità effettive del blocco dei trasporti su gomma saranno comunicate alla Commissione di garanzia lunedì 20 aprile.

Trasporto su gomma e caro gasolio

Il punto dolente non riguarda solo la disponibilità di carburante, quanto la sua sostenibilità economica per le imprese. Oggi il diesel costa mediamente 2,135 euro al litro, con un aumento del 30,6% rispetto a fine 2025 e del 24% dall’inizio del conflitto nel Golfo. Un livello di prezzo che sta mettendo fuori gioco soprattutto i piccoli operatori.

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