Le bollette della luce stanno per aumentare. Arera ha comunicato le nuove tariffe e per 3 milioni di utenti “vulnerabili”, cioè serviti in un regime di maggior tutela, la bolletta nel secondo trimestre del 2026 vedrà un aumento dell’8,1%. Con questo rialzo, la spesa annuale sarà di 589,34 euro (da luglio 2025 a giugno 2026), in aumento del 4,5%. Secondo il Codacons il rincaro sarà maggiore, intorno ai 605 euro.
A fronte di questo nuovo fronte di crisi, il Governo ha chiesto la fiducia alla Camera sul decreto Bollette (più noto come decreto Energia, di fine febbraio). Nel testo è previsto un bonus da 115 euro per coloro che hanno un Isee fino a 9.796 euro, o 20mila euro in caso di famiglia numerosa (4 o più figli). Dentro c’è anche altro, ma in linea generale il decreto non piace alle associazioni dei consumatori perché è considerato “insufficiente”.
Indice
Bolletta luce: +8,1% per i “vulnerabili”
Nel secondo trimestre del 2026, la bolletta elettrica per il cliente vulnerabile servito in Maggior Tutela aumenterà dell’8,1%. Dietro l’aumento c’è l’incertezza sulla durata del conflitto in Medio Oriente che, come si legge nella nota:
ha causato un inaspettato innalzamento dei prezzi dei prodotti energetici sui mercati internazionali con una ricaduta diretta sulle bollette di energia elettrica.
Con questo aumento, la spesa annuale per l’utente tipo vulnerabile in regime di Maggior Tutela (con consumi di 2.000 kWh/anno e potenza impegnata di 3kW) si attesterà a 589,34 euro nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026. L’aumento è del 4,5% rispetto ai 563,76 euro registrati nel periodo precedente (1° luglio 2024-30 giugno 2025).
Chi sono i clienti vulnerabili?
Arera nella nota ricorda anche che tutti i clienti vulnerabili che si trovano nel mercato libero hanno il diritto di passare alla maggior tutela.
Ma chi sono i “vulnerabili”? Sul sito di Arera troviamo le caratteristiche da possedere per essere all’interno di questa categoria.
I clienti vulnerabili:
- hanno un’età superiore a 75 anni;
- si trovano in condizioni economicamente svantaggiate (ad esempio, percettori di bonus);
- sono soggetti con disabilità ai sensi dell’articolo 3 della legge 104/92;
- l’utenza serve un’abitazione di emergenza a seguito di eventi calamitosi;
- l’utenza si trova in un’isola minore non interconnessa.
La nuova bolletta dal 1° aprile
Proseguendo nella nota, si legge che dal 1° aprile 2026 il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo sarà di 30,24 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse.
La spesa sarà così suddivisa per la materia energia:
- 15,81 centesimi di euro (52,3% del totale della bolletta) per i costi di approvvigionamento dell’energia, in aumento del 15% rispetto al primo trimestre 2026;
- 2,24 centesimi di euro (7,4% del totale della bolletta) per la commercializzazione al dettaglio, invariata rispetto al primo trimestre 2026.
Al totale si aggiunge la spesa per il trasporto e la gestione del contatore:
- 6,18 centesimi di euro (20,4% del totale della bolletta) per i servizi di distribuzione, misura, trasporto, perequazione della trasmissione e distribuzione, qualità; invariata rispetto al primo trimestre 2026.
Poi la spesa per oneri di sistema:
- 3,03 centesimi di euro (10% del totale della bolletta) per la spesa per oneri di sistema; invariata rispetto al primo trimestre 2026.
E infine le imposte:
- 2,98 centesimi di euro (9,9% del totale della bolletta) per le imposte che comprendono l’IVA e le accise, in aumento del 7,4% rispetto al primo trimestre 2026.
Decreto bollette: le proposte del Governo
Il Governo con il decreto Bollette punta a sostenere imprese e famiglie. Per fronteggiare il caro energia arriva il bonus da 115 euro per il 2026. Si tratta di un bonus sociale straordinario per i redditi più bassi. I requisiti per riceverlo sono:
- Isee fino a 9.796 euro;
- nel caso di famiglia numerosa (4 o più figli) la soglia Isee si alza a 20mila euro.
Per le famiglie con Isee fino a 25mila euro, le aziende energetiche potranno elargire un contributo volontario fino a 60 euro all’anno per il 2026 e 2027. Si tratta di uno “sconto” valido per chi non usufruisce già del bonus sociale. Si applica alle utenze domestiche che non hanno consumato oltre 500 kilowattora tra gennaio e febbraio.
Ci sono altre misure, come il divieto al telemarketing “aggressivo” e la proroga della dismissione graduale delle centrali a carbone.
Un decreto considerato dalle associazioni dei consumatori come “insufficiente” e il Codacons denuncia:
È evidente come il decreto bollette varato dal governo non sia in grado di intervenire sulla situazione attuale né di calmierare l’impatto negativo della guerra in Medio Oriente.