I medici chiedono di ritardare l’apertura delle scuole per il caldo, quanto costerebbe l’aria condizionata in classe

I medici sono preoccupati per gli effetti che il caldo potrebbe avere sugli studenti al ritorno a scuola, ma installare l'aria condizionate nelle aule è troppo costoso per gli enti che dovrebbero occuparsene

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

In un appello, la Società italiana di medicina ambientale (Sima) ha chiesto alle istituzioni di prendere maggiormente in considerazione la salute degli studenti in aula, anche considerando il grande caldo che sta caratterizzando i primi giorni di settembre. I medici hanno chiesto di rinviare l’inizio dell’anno scolastico al sud almeno fino all’equinozio di autunno.

Sima ha anche ricordato che, a differenza di praticamente ogni altro edificio pubblico, le aule scolastiche non hanno quasi mai un sistema di condizionamento dell’aria né una ventilazione appropriata. Il costo di installarle, però, sarebbe molto elevato, come dimostra il caso di Roma

Apertura delle scuole da rimandare per il caldo, l’appello dei medici

Tra il 10 e il 17 settembre apriranno le scuole in tutta Italia e migliaia di studenti torneranno nelle aule. La Società italiana di medicina ambientale (Sima) ha però sottolineato che il caldo anomalo che ha caratterizzato l’inizio del mese potrebbe compromettere la salute dei ragazzi. Il professor Alessandro Miani, presidente di Sima, ha spiegato:

Le aule italiane generalmente affollate, surriscaldate e scarsamente ventilate, con conseguenti possibili aumenti di anidride carbonica (CO2), causa di diversi problemi quando le sue concentrazioni superano il valore del valore di 1.500 parti per milione.

I cambiamenti climatici e i fenomeni meteorologici globali, come El Nino, possono causare temperature molto alte, fino a 36 gradi, anche fino a ottobre. La soluzione più immediata, secondo Sima, è rimandare l’apertura delle scuole:

Bisogna fare i conti con la realtà e ragionare sulla possibilità dilasciare chiuse le scuole al Sud Italia fino all’equinozio di autunno, che cade tra il 21 e il 23 settembre, allo scopo di tutelare il benessere psico-fisico degli alunni, spostando l’attenzione sul benessere in aula e in particolare sul microclima e sulla qualità dell’aria indoor.

Quando riaprono le scuole italiane

Diverse regioni stanno già tentando di ritardare il più possibile la data di rientro degli studenti a scuola, in particolare al Sud. Il calendario completo, per ogni regione, è:

Quanto costerebbe mettere l’aria condizionata nelle scuole

Una soluzione a questa situazione sarebbe il condizionamento dell’aria delle aule scolastiche. Non solo permetterebbe di iniziare a settembre le lezioni senza problemi, ma consentirebbe anche di tenere aperte le scuole in estate, con programmi diversi dalle lezioni tradizionali che risolverebbero però il problema, che pesa su molte famiglie, di a chi affidare i figli durante i mesi estivi.

Installare l’aria condizionata nelle aule scolastiche le metterebbe al pari di praticamente tutti gli altri uffici pubblici. È però un’operazione costosa, che spesso gli enti locali, da cui dipende l’edilizia scolastica, non riescono a finanziare

Il caso della Città Metropolitana di Roma

Daniele Parrucci, consigliere delegato di Città Metropolitana per l’Edilizia scolastica, lo ha chiarito in una recente analisi delle opere che servirebbero nella Capitale:

Climatizzare le scuole di Roma e provincia, contro le ondate di calore, non è affatto una cosa semplice. Servirebbero almeno 25 milioni. E comunque rimarrebbero ancora altri nodi da sciogliere, come l’aumento del costo dell’elettricità.

Se a questo si aggiunge che, nella Città Metropolitana di Roma, sono richiesti interventi per 80 milioni di euro solo per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, si può capire quanto sia complesso, per enti come le Province e le Città Metropolitane, intervenire senza l’aiuto di un programma nazionale.

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