Banca occulta smantellata a Milano, evasione e riciclaggio: sequestri per 2,5 milioni

La Guardia di Finanza ha smantellato a Milano una banca occulta, che permetteva ad aziende e professionisti di evadere il Fisco: sequestrati 2,5 milioni

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

A Milano è stata smantellata una cosiddetta banca occulta, un sistema di false società che permetteva ad aziende italiane di evadere il Fisco. Una serie di società “cartiere” emetteva fatture false per nascondere i profitti di aziende reali, che venivano poi riciclati e riconsegnati in contanti attraverso un’infrastruttura simile a quella di un istituto di credito.

Tra le persone coinvolte ci sono quattro arrestati e anche un commercialista italiano, che non potrà più esercitare la professione. L’indagine era legata a un’altra simile, che aveva smantellato una banca occulta a maggio scorso.

Banca occulta smantellata a Milano, arresti e sequestri

La Guardia di Finanza di Milano ha eseguito quattro arresti nell’ambito di un’inchiesta per smantellare una banca occulta, legata all’operazione svolta lo scorso giugno contro un’infrastruttura illegale simile gestita da imprenditori cinesi. Le persone arrestate sono ai domiciliari, mentre è coinvolto anche un commercialista italiano che non potrà più esercitare la professione.

Oltre agli arresti, la Guardia di Finanza ha sequestrato 2,5 milioni di euro in beni alle persone coinvolte. Le accuse per le società e le persone coinvolte sono quelle di riciclaggio di denaro ed evasione fiscale. Si stima che questa banca occulta avesse trasferito illegalmente all’estero, soprattutto in Cina, circa 80 milioni di euro di profitti fatti in Italia e nascosi al Fisco.

Come funziona la banca occulta

La banca occulta si basa su una serie di aziende cosiddette shell company, o cartiere in italiano. Sono società che non esistono e non fanno nulla se non emettere fatture. Le aziende che vogliono utilizzare la banca occulta pagano queste fatture con i loro profitti, in modo da non farli risultare come tali al Fisco italiano. A seconda della forma dell’azienda, sui profitti si pagano l’Ires, l’Irap oppure l’Irpef, con percentuali che comunque possono superare il 27%.

Una volta nascoste al Fisco in questo modo, le somme di denaro venivano riciclate e spesso mandate all’estero. Le banche occulte, però, non eseguono bonifici internazionali diretti, perché le autorità potrebbero facilmente risalire al metodo illecito con cui sono stati ottenuti i fondi. Compensano quindi debiti e crediti con società simili in Cina, trasferendo di fatto il denaro all’estero.

I profitti riconsegnati in contanti

In alcuni casi, però, gli imprenditori che sfruttano la banca occulta non vogliono trasferire il denaro all’estero ma semplicemente evadere le tasse. In questo caso, l’associazione a delinquere attivava un vero e proprio sistema di cashback.

Broker cinesi incaricavano corrieri di consegnare il denaro contante agli imprenditori italiani coinvolti. La cifra era pari a quella delle fatture false pagate dall’azienda, meno una commissione per il servizio. Nel centro operativo di questa attività di cashback, a Milano, sono stati trovati 120mila euro in contanti.

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