Allarmi bomba sugli aerei, frigoriferi dei supermercati hackerati e attacchi informatici alle imprese. La guerra ibrida ha un costo economico che ricade su aziende, istituzioni e cittadini, anche quando non provoca danni materiali immediatamente visibili. Secondo un’analisi del Quotidiano Nazionale, le conseguenze comprendono spese per la sicurezza, interruzioni dei servizi, perdita di prodotti alimentari e ritardi nei trasporti. Per l’Italia, i soli incidenti informatici osservati nel primo semestre 2026 hanno generato perdite stimate in circa 468 milioni di dollari. Non tutti i cyberattacchi sono riconducibili a operazioni di guerra ibrida, ma i dati mostrano quanto possa essere elevato il costo delle minacce digitali.
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Allarme bomba sui voli, quanto costa un aereo bloccato
Un falso allarme bomba può comportare costi elevati anche quando non viene individuato alcun ordigno. La segnalazione di una minaccia può richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, controlli straordinari, cambi di rotta e atterraggi in aeroporti alternativi. Secondo i parametri di Eurocontrol citati dal docente dell’Università di Bologna Luca Mantecchini, i ritardi possono costare indicativamente tra 160 e 2.010 euro al minuto per singolo volo, considerando anche le ripercussioni sugli altri collegamenti.
Per un ritardo di 60 minuti, applicando questo intervallo, il costo teorico varia quindi da 9.600 a 120.600 euro. Non si tratta però di una spesa fissa applicabile a ogni episodio. A questi importi possono aggiungersi il rifornimento dell’aereo, la riprogrammazione dei collegamenti e l’assistenza ai passeggeri.
L’intervento di un caccia Eurofighter costa mediamente circa 75mila euro per un’ora di volo, secondo i dati della Difesa riportati da QN. Il 5 novembre, per esempio, alcuni Eurofighter decollati da Grosseto hanno scortato fino a Roma un aereo Finnair proveniente da Helsinki dopo una segnalazione di possibile minaccia.
Frigoriferi hackerati nei supermercati, il costo degli alimenti distrutti
La guerra ibrida può interessare anche la distribuzione alimentare. Nei primi giorni di novembre, diversi supermercati europei hanno registrato attacchi hacker contro i sistemi di refrigerazione, con temperature modificate a distanza e prodotti alimentari deteriorati. In Italia sono stati segnalati episodi in alcuni punti vendita Coop in Sicilia, mentre altri casi sono emersi nelle Marche.
A Macerata, un supermercato Tigre ha dovuto smaltire circa 450 chilogrammi di alimenti, dopo che i frigoriferi avevano raggiunto temperature fino a 40 gradi. Le conseguenze economiche comprendono il valore della merce distrutta, gli interventi tecnici, l’eventuale sospensione delle vendite e lo smaltimento dei prodotti.
In Francia, Thierry Cotillard, presidente del gruppo Intermarché, ha stimato perdite per decine di milioni di euro in seguito agli attacchi di ottobre Palazzo Chigi ha precisato che in Italia l’impatto iniziale è rimasto limitato. Sono tuttavia proseguite le indagini per individuare i responsabili e verificare eventuali collegamenti tra gli episodi.
Cyberattacchi in Italia, quasi 470 milioni di dollari di perdite
Il costo economico delle minacce informatiche emerge anche dai dati sulle imprese. Secondo il rapporto Hackmanac, nel primo semestre 2026 in Italia sono stati osservati 407 incidenti informatici, associati a perdite stimate in 468,18 milioni di dollari. La cifra rappresenta un aumento del 33,3% rispetto al semestre precedente.
Un’altra indicazione arriva dal rapporto IBM 2026: il costo medio di una violazione dei dati per le organizzazioni italiane analizzate è pari a 3,55 milioni di euro, che salgono a 4,65 milioni nel settore energetico. La Banca d’Italia ha inoltre evidenziato come gli incidenti informatici possano compromettere la continuità aziendale e incidere sulla valutazione dell’affidabilità finanziaria delle imprese.
Quanto spende l’Italia per difendersi dalla guerra ibrida
Oltre ai danni prodotti dagli attacchi, esistono i costi necessari per prevenirli. Il 15 ottobre 2026 Consip ha annunciato tre iniziative per la cybersicurezza della Pubblica amministrazione, per un valore complessivo superiore a 1,2 miliardi di euro. Le risorse comprendono 826 milioni per servizi di sicurezza da remoto, 317 milioni per sistemi di protezione e 112 milioni per la gestione delle infrastrutture.
Si tratta di valori di gare destinate a rendere disponibili servizi e strumenti di sicurezza, non di somme già interamente spese. Alle risorse pubbliche si aggiungono gli investimenti delle imprese per proteggere reti, dati e sistemi produttivi. I costi della guerra ibrida possono inoltre estendersi all’economia attraverso l’incertezza: quando aumenta il rischio di interruzioni dei servizi, le aziende possono rinviare investimenti e le famiglie ridurre alcune spese.