Juventus sotto esame Uefa per il Fair Play finanziario: cosa rischia il club bianconero

Juventus sotto osservazione dall'Uefa per il Fair Play finanziario, cosa prevede la football earnings rule e quali sanzioni sono previste

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Nell’ottobre del 2025 la Juventus ha confermato ufficialmente che i conti della società sono finiti sotto esame da parte della Uefa. L’attenzione dell’organo di controllo europeo riguarda il possibile mancato rispetto di uno dei criteri del nuovo Fair Play Finanziario, in particolare della cosiddetta football earnings rule. Il procedimento non riguarda un singolo bilancio, ma un periodo di monitoraggio triennale che, nel caso specifico, copre gli esercizi 2023, 2024 e 2025. L’obiettivo è verificare se la Juventus abbia rispettato i limiti di perdita consentiti nel nuovo quadro regolamentare.

Cos’è la football earnings rule

La football earnings rule ha sostituito il precedente criterio del break-even. La nuova norma consente ai club una perdita massima di 5 milioni di euro nel triennio di riferimento. Questa soglia può salire fino a 60 milioni di euro, a condizione che l’eccedenza venga coperta attraverso aumenti di capitale da parte degli azionisti.

Il calcolo non si basa sulla semplice somma dei risultati netti di bilancio. Il punto di partenza è il risultato ante imposte, dal quale vengono poi sottratti una serie di costi che la Uefa considera virtuosi. Tra questi rientrano le spese per il settore giovanile, gli investimenti infrastrutturali, come l’ammortamento dello stadio, e i costi sostenuti per la squadra femminile.

Per la Juventus, queste voci hanno un peso rilevante e incidono in modo significativo sulla determinazione finale della perdita ammessa ai fini del controllo.

Il nuovo Fair Play Finanziario: i due pilastri

Oltre alla football earnings rule, è stato introdotto lo squad cost ratio. Questo indicatore misura il rapporto tra i costi sostenuti per la rosa della prima squadra e l’allenatore, comprese le commissioni sui trasferimenti, e i ricavi rettificati del club. L’applicazione dello squad cost ratio è stata graduale. Nel 2023 il limite massimo era fissato al 90%, nel 2024 è sceso all’80% e dal 2025 in avanti è stabilito al 70%. L’obiettivo è evitare che una quota eccessiva dei ricavi venga assorbita dai costi della squadra.

Lo squad cost ratio è sostanzialmente assimilabile all’indicatore di costo del lavoro allargato che la Figc ha introdotto a partire da gennaio 2026 per il controllo economico-finanziario dei club italiani e che ha già penalizzato il Napoli. Anche in questo caso il parametro mette a confronto il costo complessivo del lavoro sportivo con i ricavi.

Per la sessione invernale dei trasferimenti il limite è fissato a 0,8, mentre per quella estiva scenderà a 0,7, in linea con il 70% previsto dalla Uefa. Secondo quanto emerso, la Juventus ha rispettato pienamente il parametro dello 0,8, evitando limitazioni sul mercato che invece hanno colpito altri club.

I dati della Juventus sullo squad cost ratio

Secondo Calcio e Finanza, il club bianconero prevede di rispettare anche il limite del 70% richiesto dalla Uefa per l’anno solare 2025. I dati definitivi dovranno essere presentati entro il 31 marzo 2026. Questo indicatore è attualmente in linea con le soglie previste e rappresenta un segnale della strategia di riequilibrio intrapresa dalla società dopo diversi esercizi caratterizzati da forti perdite. Va comunque considerato che il rapporto può variare in funzione di nuovi ricavi o di costi aggiuntivi che potrebbero emergere nei primi mesi del nuovo anno.

La possibile sanzione e quando arriverà

Diversa è la situazione legata alla football earnings rule. Su questo fronte, la Juventus si attende una sanzione economica, seppur di entità contenuta rispetto ai ricavi complessivi del club. La sanzione dovrebbe seguire uno schema già visto in altri casi recenti, con una parte fissa e una parte condizionata al raggiungimento di specifici obiettivi di risanamento.

Indicazioni più precise sull’esito del procedimento sono attese tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. La Uefa dovrebbe comunicare le proprie decisioni prima dell’avvio della prossima stagione, una volta concluse le competizioni nazionali. Questo tempismo consente di valutare la situazione dei club coinvolti anche in relazione alla qualificazione alle coppe europee e di concordare eventuali piani di risanamento.

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