Screening dell’udito, come ci aiuteranno smartphone e cuffie “intelligenti”

Quasi due persone su dieci presentano qualche forma di perdita dell’udito. Uno screening semplice e su misura può essere anche effettuato con le cuffie dello smartphone

Pubblicato:

Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Ricordiamoci di controllare il nostro udito. Basta poco per fronteggiare un problema che pesa, e molto, sulla salute di tante persone. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 1,5 miliardi di individui nel mondo convivono con una perdita uditiva. È un numero enorme: significa che, in media, quasi due persone su dieci presentano qualche forma di perdita dell’udito. Il tutto, con ripercussioni sul benessere.

Negli ultimi dieci anni la ricerca ha dimostrato sempre più chiaramente quanto l’udito sia fondamentale per la salute generale. Stando a quanto riportano i dati della Lancet Commission on Dementia, la perdita dell’udito è probabilmente il più grande fattore di rischio modificabile per il decadimento cerebrale, per il modo in cui influisce sul cervello. Inoltre l’udito è fondamentale per mantenere l’equilibrio: le persone con perdita uditiva hanno un rischio più elevato di cadute. Ed allora, studiamolo al meglio. Con uno screening semplice e su misura, che può essere anche effettuato con le cuffie dello smartphone.

Cos’è e come si fa l’audiometria

Per studiare l’udito può essere d’aiuto un semplice esame, l’audiometria, per cominciare a comprendere che qualcosa non funziona. Il test richiede pochi minuti e si esegue in una speciale cabina isolata acusticamente per evitare l’impatto di rumori ambientali. Chi la esegue indossa una coppia e riferisce all’esaminatore se sente o meno lo stimolo acustico inviato. Lo scopo dell’esame è valutare il valore della minima intensità percepita, la cosiddetta soglia uditiva, parametro che si abbassa significativamente nelle persone più avanti con gli anni.

Cosa offre la tecnologia

Una sorta di test dell’udito, che richiede necessariamente il parere del curante, si può oggi fare anche con “cuffie” intelligenti, AirPods Pro 2 o AirPods Pro 3. Il controllo può identificare eventuali perdite di udito e mostra la capacità di sentire i suoni a diverse frequenze misurata in decibel. Alla fine del test dell’udito, compaiono i risultati e si può studiare come comportarsi.

Come ha recentemente spiegato Frank Lin, del Clinical Team di Apple, le funzioni possibili con AirPods Pro sono tre, partendo dall’attivazione della protezione dell’udito non ancora indossati. Se ci si trova in un ambiente rumoroso – per esempio su una strada trafficata o in metropolitana – il sistema riduce automaticamente il livello dei suoni esterni per mantenerli entro una soglia sicura per l’udito. La seconda è appunto la possibilità di effettuare un test dell’udito.

“Utilizzando AirPods Pro insieme ad iPhone o iPad, è possibile eseguire un audiogramma di livello clinico, simile a quello che si effettuerebbe in ambulatorio”

commenta Lin. Questo è importante perché molte persone fanno un test dell’udito solo in giovane età, ad esempio a scuola, e poi non lo ripetono più per molti anni, spesso troppo tardi. Rendere questo tipo di informazione accessibile aiuta a individuare eventuali problemi in modo precoce. Infine si propone l’utilizzo di AirPods Pro come ausilio acustico in presenza di perdita uditiva.

“Sia il test dell’udito sia le funzionalità di assistenza rientrano nella categoria dei dispositivi medici di Classe IIa. La protezione dell’udito e il test sono già disponibili in Italia; le funzionalità come ausilio acustico non lo sono ancora, ma stiamo lavorando con le autorità sanitarie per renderle disponibili il prima possibile. Questo è un buon esempio di come il nostro lavoro sia guidato dalla scienza: prima individuiamo un’area con un bisogno reale, poi sviluppiamo non una sola funzione, ma un insieme di strumenti complementari – proteggere l’udito, testarlo e, quando necessario, supportarlo. È proprio questo l’approccio che cerchiamo di seguire: usare le evidenze scientifiche per orientare le scelte e sviluppare tecnologie che possano realmente aiutare le persone nella loro vita quotidiana”

ricorda Lin.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963