Lunedì 13 aprile 2026 le farmacie private sono coinvolte in uno sciopero nazionale di 24 ore che interessa oltre 76mila lavoratori tra farmacisti, collaboratori e personale dipendente. Lo sciopero durerà dalle ore 00:01 alle 24:00 dello stesso giorno.
La protesta dei farmacisti del settore privato nasce da un nodo che ad oggi non si riesce a sciogliere: il contratto collettivo nazionale che è scaduto il 31 agosto 2024 e che, dopo mesi di trattative, non è stato ancora rinnovato. Ma il malcontento dei farmacisti è dovuto anche ad altre criticità che riguardano una professione che si va trasformando.
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Sciopero delle farmacie, la situazione
Lo sciopero dei farmacisti del 13 aprile 2026 non è uno stop totale: le farmacie resteranno aperte ma con attività ridotte.
Trattandosi di un servizio fondamentale per la collettività, durante lo sciopero devono infatti essere garantite alcune condizioni minime:
- presenza di almeno un terzo del personale;
- erogazione di almeno il 50% dei servizi;
- apertura garantita anche per le farmacie di turno.
In pratica si possono acquistare farmaci e si può accedere ai servizi essenziali, ma con tempi più lunghi e possibili limitazioni. Solo in casi estremi (adesione totale allo sciopero e impossibilità organizzativa) una farmacia potrebbe chiudere, ma deve comunicarlo alle autorità locali.
Perché i farmacisti scioperano
I sindacati denunciano:
- salari non adeguati al costo della vita;
- perdita del potere d’acquisto negli ultimi anni;
- responsabilità aumentate senza riconoscimento economico;
- condizioni di lavoro da aggiornare (turni, maternità, malattia).
E c’è poi un altro tema fondamentale che riguarda la trasformazione della farmacia: negli ultimi anni, con la cosiddetta “farmacia dei servizi”, i farmacisti sono diventati sempre più simili a operatori sanitari di primo livello, offrendo prestazioni che prima non esistevano. Il contratto, però, è rimasto fermo al passato. In sintesi: più lavoro e maggiori responsabilità a fronte dello stesso stipendio che non cresce.
Per inquadrare lo scenario bisogna capire che il Sistema sanitario nazionale va scaricando sempre più funzioni sul territorio. Da una parte si punta ad alleggerire il carico degli ospedali, in cronica carenza di personale. E dall’altra parte si punta a migliorare la vita ai cittadini. Si ricorda a questo proposito che gli italiani sono disseminati fra poco meno di 8mila comuni e che milioni di persone vivono in contesti lontani da ospedali e cliniche. Una farmacia dei servizi può quindi trasformarsi in una risorsa fondamentale.
Manifestazione dei farmacisti a Roma
Lo sciopero delle farmacie del 13 aprile è accompagnato da una mobilitazione nazionale: a Roma è andato in scena un corteo con partenza da Piazza Vittorio Emanuele II e arrivo a Piazza San Giovanni, vicino alla sede di Federfarma. L’obiettivo è arrivare allo sblocco della trattativa.
Non è la prima protesta dei farmacisti: già il 6 novembre 2025 c’era stato uno sciopero che però, come è evidente, non ha portato a risultati di rilievo.
La testata Collettiva, il giornale della Cgil, riporta le voci delle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che chiedono “risposte concrete su salario, professionalità e qualità del lavoro”. Le sigle denunciano 2lo stallo delle trattative” ed evidenziano come nonostante la ripresa del confronto, a partire dall’incontro del 4 febbraio, “le distanze non si sono ridotte in modo significativo”. I sindacati affermano che “Il rinnovo del contratto deve restituire dignità salariale e prospettive al settore”.