Aumentano i casi di morbillo in Italia. Per quanto gli esperti ancora non parlino di allarme morbillo, l’aumento dei casi segnalati nei primi cinque mesi del 2026 è pari al +78,1%. Una percentuale talmente elevata che il ministero della Salute ha emesso una circolare con la quale invita a rafforzare la vigilanza e le vaccinazioni.
I più colpiti, e quindi i più richiamati al vaccino, sono i giovani adulti di età compresa tra i 15 e i 39 anni. In questa fascia si concentra il maggior numero di casi e la più bassa copertura vaccinale.
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Aumentano i casi di morbillo: +78,1%
I numeri del bollettino parlano chiaramente di un aumento fuori dalla norma: +78,1% nei primi cinque mesi del 2026. Da inizio anno a fine maggio sono state raccolte 609 segnalazioni, contro le 342 dello stesso periodo dello scorso anno.
In particolar modo, la fascia più colpita è quella tra i 15 e i 39 anni, con 345 segnalazioni su 609 complessive. Il motivo è semplice: con il tempo ci si dimentica del richiamo. Infatti, se la copertura nazionale per la prima dose è del 94,7% (laddove il 95% è la soglia considerata necessaria per impedire al virus di circolare nella popolazione), per la seconda dose scende al 71,9%.
Esistono poi delle differenze regionali. Per la prima dose:
- in Lombardia si supera il 98%;
- in Molise si è al 98%;
- in Sicilia ci si ferma all’88%.
Al primo richiamo invece nessuna regione raggiunge il 95% e appena sette regioni superano il 90%, con in testa l’Umbria al 94,3%, mentre la Sicilia scende al 67,8%.
Un quadro che si riflette direttamente sui contagi:
- in Calabria si è passati da 17 segnalazioni nel 2025 a 265 nel 2026;
- in Campania si è passati da 18 segnalazioni nel 2025 a 100 nel 2026;
- in Toscana si è passati da sei segnalazioni nel 2025 a 49 nel 2026.
E sono aumentati anche i ricoveri: dal 49,5% nel 2024 al 56,3% nel 2025, fino al 57,8% nei primi 5 mesi del 2026.
L’avviso del Ministero della Salute: servono più vaccini
Come si legge nella nota del Ministero, firmata dalla capa del Dipartimento della Prevenzione Maria Rosaria Campitiello, esiste una criticità nella copertura vaccinale e un conseguente rischio di aumento della circolazione del morbillo tra i soggetti non immunizzati.
Alle Regioni viene richiesto di potenziare i sistemi di sorveglianza, indagando le segnalazioni dei casi sospetti, e di promuovere campagne vaccinali mirate sulle fasce meno coperte, come quella adulta. Emerge però la difficoltà di intercettare ventenni e trentenni, perché, come spiega Gianni Rezza, professore straordinario di Igiene dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano:
Si tratta di una fascia della popolazione in genere sana, che ha pochi rapporti con il proprio medico o con altri attori sanitari e con una percezione del rischio molto bassa.
Nella circolare si invita inoltre a verificare lo stato immunologico degli operatori sanitari, così da ridurre possibili contagi all’interno degli ospedali e delle strutture ricettive. La quota dei casi tra gli operatori sanitari rappresenta il 19,2% dei casi adulti: sono 55, dei quali 40 non vaccinati.
Perché il morbillo è pericoloso negli adulti?
Il morbillo non è una malattia innocua (in gradi e piccoli), ma un’infezione estremamente contagiosa che soprattutto negli adulti e nei soggetti fragili può portare a complicazioni serie.
Si va dalla polmonite all’encefalite, passando per otiti e diarrea grave. In una percentuale limitata, ma comunque da tenere in considerazione, il morbillo può lasciare danni permanenti e portare al decesso.
Quindi, se il morbillo non rappresenta ancora un allarme generale, può trasformarsi in un’emergenza in alcune fasce d’età e in alcune regioni dove la copertura della seconda dose è sotto la soglia di sicurezza.
Rischio epidemia: qual è la situazione
Se a livello nazionale non si parla di allarme, in Liguria la situazione si avvicina all’emergenza. Nella sola regione si sono registrati 12 casi negli ultimi 20 giorni, con quattro ricoveri al Policlinico San Martino di Genova per complicazioni polmonari, neurologiche ed epatiche.
Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’IRCCS San Martino, parla di “focolaio epidemico senza precedenti in questa regione”. E aggiunge:
Siamo solo all’inizio di una gravissima epidemia che colpirà probabilmente non solo la Liguria, ma in generale l’Italia.