Il mieloma multiplo rappresenta la seconda neoplasia ematologica più frequente, dopo il linfoma non-Hodgkin. Ed è responsabile dell’1-2% di tutti i casi di cancro e del 10-15% dei tumori del sangue. Colpisce soprattutto gli anziani, con un’età media alla diagnosi di circa 70 anni (solo il 2% dei pazienti ha meno di 40 anni).
In Italia ogni anno si stimano circa 6-7 mila nuovi casi. Ma attenzione: ci sono altre cifre che vanno tenute presenti. Ed aprono davvero il cuore alla speranza. In dieci anni l’aspettativa di vita dei pazienti con mieloma multiplo è quasi quadruplicata passando da circa 2 anni e mezzo a oltre 10. A guidare medici, pazienti e familiari sono i progressi della medicina, ai trapianti, ai farmaci innovativi. E così questa malattia, che colpisce le plasmacellule (tipo particolare di globuli bianchi presenti nel midollo osseo, fondamentali per il nostro sistema immunitario) fino a trasformarle e renderle “fuori controllo”, si sta avviando verso un percorso di cronicità che rappresenterà la vera vittoria per i malati. In questo percorso, ovviamente l’interconnessione operativa tra le strutture di diagnosi e cura è fondamentale.
Ed è per questo che nasce LabNet MRD Mieloma Multiplo, network che collegherà centri di cura e laboratori per garantire diagnosi avanzate e monitoraggio della malattia su tutto il territorio. L’occasione per la presentazione dell’iniziativa, fondamentale per il mondo sanitario, è offerta dalla terza Riunione Nazionale GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto) in programma a Roma.
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Un progetto unico
Gli obiettivi dell’iniziativa sono semplici: garantire esami diagnostici sofisticati in tutta Italia, ridurre i tempi di refertazione ed evitare ai pazienti spostamenti impropri, con effetti positivi di riduzione dei costi anche per il Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta del quinto progetto della rete LabNet, il servizio gestito da Fondazione GIMEMA che collega, attraverso una piattaforma digitale, centri clinici e laboratori specialistici del SSN.
Forte dell’esperienza nella gestione di questa rete che è già operativa per altre patologie – la leucemia mieloide cronica e acuta, le sindromi mielodisplastiche e le neoplasie mieloproliferative croniche Philadelphia-negative – la Fondazione GIMEMA estende così il servizio anche al mieloma multiplo. Nello specifico, LabNet MRD Mieloma Multiplo (MM) metterà in contatto i medici ematologi italiani con laboratori dove si esegue la diagnosi e la valutazione della malattia minima residua (MRD) tramite esami altamente sofisticati.
Perché è importante
Il monitoraggio della malattia residua minima o MRD mira a valutare il numero di cellule tumorali che rimangono nell’organismo durante o dopo la terapia oncologica. Ed è oggi una priorità strategica per migliorare la valutazione del paziente, ottimizzare la durata del trattamento, quando possibile sospenderlo, e identificare precocemente la ricomparsa della malattia anche in pazienti che non presentano sintomi. Purtroppo non tutti i centri ematologici italiani hanno la possibilità di effettuare le indagini di laboratorio necessarie a rilevare precocemente le cellule tumorali residue o quando sono presenti in numeri molto piccoli.
LabNet MRD Mieloma Multiplo nasce così dalla volontà di superare questi ostacoli e migliorare la vita dei pazienti e le possibilità di cura offerte dagli ematologi, così da consentire a tutti i pazienti di avere la migliore assistenza possibile.
Il monitoraggio periodico delle malattie ematologiche tramite analisi, si traduce inoltre in un beneficio netto per il SSN: è stato calcolato che, solo nel triennio 2021-23, il monitoraggio effettuato sui pazienti con leucemia mieloide cronica ha prodotto un risparmio superiore a 6,8 milioni di euro, grazie alla sospensione delle terapie.
Infine, una ulteriore possibilità offerta è quella di partecipare a progetti di ricerca correlati o a eventuali pubblicazioni scientifiche portate avanti o coordinate dal GIMEMA. Dagli anni Novanta, la Fondazione GIMEMA ha condotto oltre 120 studi clinici sulle malattie ematologiche. Dal 2022, ogni due anni, organizza la Riunione Nazionale, per l’aggiornamento sulle attività di ricerca dei nove gruppi di lavoro, i Working Parties, dedicati a tematiche specifiche nel campo dell’ematologia. La Riunione Nazionale GIMEMA è realizzata grazie al supporto di AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma, AIL Roma, AIL Bari e con il patrocinio di Società Italiana di Ematologia (SIE), Società Italiana di Ematologia Sperimentale (SIES), Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, cellule staminali emopoietiche e terapia cellulare (GITMO).
Cos’è la Fondazione GIMEMA – FRANCO MANDELLI Onlus
La Fondazione GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell’Adulto) promuove e gestisce da più di 40 anni studi clinici non profit con la finalità di trovare terapie innovative per la cura delle malattie del sangue. Coordina un network nazionale a cui partecipano la quasi totalità dei centri ematologici italiani (circa 150) e 61 laboratori biologici dislocati sul territorio nazionale che permettono di eseguire le più complesse analisi molecolari. Il Centro Dati, che ha sede a Roma, è la struttura operativa che coordina tutte le l’attività di ricerca della Fondazione e gestisce numerose collaborazioni internazionali.
Grazie all’introduzione di nuove terapie promosse anche da studi GIMEMA i pazienti con leucemia mieloide cronica – tra le più comuni forme di leucemia – oggi hanno un’aspettativa di vita praticamente normale. Tra i più recenti successi scientifici della Fondazione c’è la ridefinizione della terapia standard per la cura della leucemia acuta promielocitica (LAP) che ha trasformato una malattia tra le più letali in una guaribile nella quasi totalità dei casi, per di più con l’eliminazione del trattamento chemioterapico a favore di una rivoluzionaria terapia a base di ATRA e ATO. Anche nella leucemia linfoblastica acuta Philadelphia positiva (LAL Ph+), il GIMEMA ha realizzato studi clinici pionieristici che hanno dimostrato come strategie terapeutiche innovative senza chemioterapia, basate sull’associazione di farmaci mirati e immunoterapia, possano migliorare significativamente la risposta alla terapia e la sopravvivenza, riducendo al tempo stesso tossicità ed effetti collaterali per i pazienti.