Medici al lavoro fino a 72 anni, la nuova norma sulla Sanità nel Milleproroghe

Un emendamento del Governo al decreto Milleproroghe rinnoverà la possibilità per i medici di lavorare fino a 72 anni come richiesto dalle Regioni per contrastare la crisi della Sanità

Pubblicato:

Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Il Governo ha proposto un emendamento al decreto Milleproroghe che, appunto, proroga la possibilità per i medici di continuare a lavorare fino a 72 anni. La misura risale al 2024 ed è una deroga alla legge che prevede che i medici non possano continuare a prestare servizio negli ospedali dopo aver compiuto 70 anni.

Si tratta di una norma che avrebbe dovuto avere carattere straordinario, ma molte Regioni hanno chiesto al governo di rinnovarla per non aggravare ulteriormente la crisi della Sanità. Anche il prolungamento della carriera dei medici diventa un esempio del motivo per cui, ogni anno, è necessaria una legge come il decreto Milleproroghe.

I medici potranno continuare a lavorare fino a 72 anni

Il nuovo emendamento che il Governo vuole introdurre nel decreto Milleproroghe estenderebbe la norma introdotta in un altro Milleproroghe, quello del 2024, che agisce sull’età massima dei medici in Italia. La legge prevede infatti che, nel nostro Paese, non si possa esercitare la professione medica nel Servizio sanitario nazionale oltre i 70 anni.

Nel dettaglio, la legge prevede che i medici che lavorano per il Ssn, per le Asl, per il Ministero della Salute e per le Università (a patto che facciano anche assistenza negli ospedali) possono scegliere di continuare a lavorare fino a 72 anni su base volontaria. Per ogni medico che decide di continuare a lavorare è necessaria l’autorizzazione dell’Asl di riferimento. Gli ospedali potranno inoltre richiamare i medici andati in pensione e che non hanno ancora compiuto 72 anni.

L’Italia ha i medici più vecchi d’Europa

La norma era stata introdotta nel 2024, con validità fino alla fine del 2025, per evitare migliaia di pensionamenti di medici in tutta Italia ogni anno. Le Regioni, che nel nostro Paese hanno la responsabilità di gestire la Sanità, hanno chiesto al Governo di rinnovarla anche per il 2026, a causa della mancanza di personale negli ospedali.

L’Italia ha circa 5,3 medici ogni 1.000 abitanti, un dato superiore a quello della media europea di 4,07. I medici sono però anche una delle forze lavoro più anziane nel nostro Paese. Quasi la metà di loro ha più di 55 anni e uno su cinque supera i 65 anni. Questo spiega la ragione per cui è necessaria una norma che prolunghi l’età massima fino a cui i medici possono lavorare.

Le emergenze strutturali e il decreto Milleproroghe

L’emendamento sull’età dei medici è però anche un chiaro esempio di come funziona il Milleproroghe. Ogni anno il Parlamento approva questo decreto, che contiene, come suggerisce il nome, norme molto diverse tra loro che servono a prorogare diverse leggi. Uno strumento che si è reso necessario negli anni, perché spesso i governi tendono ad agire con leggi d’emergenza, che tamponano situazioni di crisi senza fornire una soluzione strutturale.

Per quanto riguarda i medici, la norma risponde a una necessità di un maggior numero di dottori. Invece di favorire la formazione di nuovi medici, operazione costosa ma soprattutto lunga, visto che si tratta di un decennio di studi universitari e specializzazioni, il Governo ha tamponato ritardando, su base volontaria, la pensione dei medici già in servizio.

A due anni da quella decisione, la situazione è rimasta invariata e le Regioni hanno quindi chiesto al Governo di prorogare nuovamente la norma, senza la quale l’emergenza, ancora presente in quanto mai davvero affrontata, si aggraverebbe.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963