Quasi mille professionisti, oltre sessanta partner e sponsor, un Premio Nobel, un ex presidente della Commissione Europea e una delle voci più autorevoli al mondo sull’intelligenza artificiale: la prima edizione del Forum Woma – Inspiring the WOrld of pharMA, tenutasi il 25 e 26 giugno, ha lasciato il segno nel panorama degli eventi dedicati a pharma, medtech, healthcare e life sciences.
Due giorni intensi all’Allianz MiCo di Milano hanno trasformato un’idea in un appuntamento che, già dalla prima edizione, ha riunito industria, ricerca, istituzioni e accademia per discutere di come costruire il futuro della salute.
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Milano come ecosistema europeo dell’innovazione
Milano si conferma così hub strategico per le life sciences a livello continentale, grazie a una combinazione difficile da replicare: università di eccellenza, infrastrutture di ricerca, capacità industriale e un tessuto imprenditoriale dinamico. Lo ha sottolineato Emmanuel Conte, Assessore al Bilancio del Comune di Milano, ricordando che:
le life sciences sono oggi una sfida strategica non solo scientifica, ma sociale e politica: riguardano l’accesso alle cure, la sostenibilità dei sistemi sanitari e la riduzione delle disuguaglianze. Woma rafforza l’ecosistema di relazioni e competenze che rende Milano un hub europeo dell’innovazione. La vera sfida resta trasformare la ricerca e la tecnologia in salute, sviluppo e opportunità condivise.
Le parole di Barroso
Ospite principale della prima giornata è stato José Manuel Barroso, ex presidente della Commissione europea e già Board Chair di Gavi, the Vaccine Alliance. Per Barroso, la cooperazione internazionale attraversa una crisi profonda, ma ci sono modi per risollevarsi. Ad esempio cambiando modello, come dimostra l’esperienza di Gavi:
unendo governi, industria, fondazioni e società civile attorno a una missione comune, in venticinque anni abbiamo dimezzato la mortalità infantile in 78 Paesi. Le partnership pubblico-private guidate da una missione sono il modo più realistico per affrontare le grandi sfide del nostro tempo, dalla salute globale alla sicurezza sanitaria, fino all’accesso equo all’intelligenza artificiale.
Di cosa si è parlato nella seconda giornata
La seconda giornata del Forum Woma ha messo al centro alcuni dei temi chiave per il futuro delle life sciences, a partire dal ruolo della ricerca scientifica. Tra gli interventi più attesi, quello di Jennifer Doudna, premio Nobel per la Chimica 2020 e co-scopritrice di Crispr-Cas9. La scienziata ha ripercorso l’evoluzione del gene editing, spiegando come lo studio del sistema immunitario dei batteri abbia aperto nuove prospettive per la medicina moderna, con ricadute destinate a trasformare diagnosi e terapie.
Nel pomeriggio, Bertalan Meskó del Medical Futurist Institute ha proposto una riflessione provocatoria sul futuro della sanità: ripensare l’intero sistema “come se dovesse essere ricostruito da zero, ad esempio su Marte”. Un esercizio utile, secondo Meskó, perché, come ha spiegato nel suo intervento:
il futuro della medicina va progettato a partire dall’esperienza del paziente. L’AI, la salute digitale e le tecnologie avanzate contano solo se potenziano quell’esperienza: la tecnologia non sostituisce il medico, lo amplifica.
Zack Kass: “AI, un nuovo Rinascimento”
Ampio spazio anche all’intelligenza artificiale con l’intervento di Zack Kass, ex manager di OpenAI. La sua visione ribalta la narrativa più diffusa: l’AI non è una minaccia, ma un “Rinascimento” da governare. Nel settore pharma e medtech, ha sottolineato:
la differenza non la faranno quelli che adottano la tecnologia più avanzata, ma quelli che hanno il coraggio di guidare la trasformazione invece di subirla.
Le conclusioni sono state affidate a Michele Barletta, presidente del Comitato scientifico di Woma e Presidente di BioPharma Network:
Il futuro della salute non è qualcosa da prevedere, ma qualcosa da costruire insieme, attraverso il dialogo tra scienza, industria, istituzioni, tecnologia e società. La partecipazione registrata a Woma conferma come nel settore esista una forte esigenza di approccio ecosistemico e collaborativo alle grandi trasformazioni in atto.