Filler, tossina botulinica e non solo: procedure quasi raddoppiate in un anno

Boom dei trattamenti estetici, dal filler al botox: nel 2024 sono state effettuate più di 760mila procedure. Gli esperti puntano l’attenzione sull’ecografia cutanea, sulla formazione e sull'esperienza del medico

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Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Maneggiare con cura. Handle with Care. Viene in mente la scritta che si trova sulle confezioni contenenti oggetti fragili, rileggendo le indicazioni che vengono dagli esperti riuniti in occasione del Congresso Nazionale SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse, tenutosi a Rimini.

Perché a fronte dell’aumento dell’impiego dei trattamenti iniettabili – dai filler alla tossina botulinica – che oggi rappresentano alcune tra le procedure cosmetologiche più praticate in dermatologia, occorre sempre rispettare le indicazioni in termini di appropriatezza e sicurezza. Non bisogna mai dimenticare che si tratta di atti medici che seppur raramente possono comportare complicanze che è meglio prevenire ed evitare.

Un mercato in crescita

“Le procedure iniettive sono veri e propri atti medici e richiedono diagnosi, conoscenza approfondita dell’anatomia e formazione specifica. La sicurezza del paziente dipende dalla corretta indicazione del trattamento e dalla capacità di prevenire e gestire eventuali complicanze”

commenta Nicola Zerbinati, Ordinario di Dermatologia Università degli Studi dell’Insubria-Varese e membro del consiglio direttivo della SIDeMaST.

D’altro canto, a spiegare le ragioni di questo avvertimento degli specialisti concorrono i numeri. Le statistiche dicono infatti che ogni anno viene eseguito un numero di procedure con iniettabili estremamente elevato. Secondo i dati dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS), in Italia nel 2024 i trattamenti iniettabili – in particolare tossina botulinica, filler a base di acido ialuronico e idrossiapatite di calcio – superano complessivamente le 760 mila procedure.

Il confronto con il 2023 evidenzia una crescita molto marcata: la tossina botulinica passa da 194.335 a 316.385 trattamenti (+62,8%), mentre i filler a base di acido ialuronico crescono da 190.606 a 430.598 procedure (+125,9%), confermandosi come il segmento più dinamico. Complessivamente, nel nostro Paese, dal 2023 al 2024 procedure sono quasi raddoppiate.

Quali complicanze possibili

Sia chiaro. Stiamo parlando di eventi molto rari. Ma rimane una certezza. Prevenire è meglio che curare e soprattutto la conoscenza è la miglior forma di prevenzione, quando si parla di salute. Ad allora, dal convegno emerge che le complicanze oltre ad essere infrequenti sono nella maggior parte dei casi lievi e transitorie, come può avvenire per il gonfiore o la comparsa di ecchimosi. I dati in questo senso si riferiscono in particolare alla tossina botulinica, per la quale numerosi studi documentano un’incidenza bassa di eventi avversi.

Per quanto riguarda i filler, pur mantenendo un elevato standard di sicurezza, possono verificarsi asimmetrie, noduli, irregolarità e migrazione del filler; le complicanze vascolari rappresentano quelle più severe (come le compressioni e, nei casi più gravi, le occlusioni arteriose), con un’incidenza stimata compresa tra circa 0,004% e 0,5%, confermandone comunque la rarità. Anche questi rischi possono essere ulteriormente ridotti grazie alla formazione, all’esperienza del medico e all’utilizzo di tecniche avanzate, come la guida ecografica.

Quando serve l’ecografia

In questo senso, gli esperti puntano l’attenzione sull’ecografia cutanea che appare di grande utilità non solo per diagnosticare eventuali problemi, ma anche per pianificare interventi mirati, come la gestione di accumuli di filler o alterazioni dei tessuti che possono causare compressioni e irregolarità. Una delle innovazioni più promettenti è rappresentata dalle iniezioni ecoguidate, che consentono di eseguire il trattamento osservando in diretta le strutture anatomiche. Un approccio che migliora la precisione permette di evitare aree sensibili e può contribuire a ridurre il rischio di complicanze.

“L’ecografia non serve solo a valutare eventuali problemi dopo il trattamento, ma può diventare uno strumento fondamentale per prevenirli. Le iniezioni ecoguidate rappresentano una delle innovazioni più rilevanti degli ultimi anni per aumentare la sicurezza delle procedure. L’utilizzo di queste tecniche richiede però competenze specifiche, sia nella lettura delle immagini sia nell’applicazione pratica durante le procedure stesse”

commenta Stefania Guida, Professore Associato di Dermatologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e membro del Direttivo SIDeMaST.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

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