Dpfp, via libera allo scostamento in Manovra: così Giorgetti rassicura i mercati

Il Governo vorrebbe usare la Clausola di salvaguardia in aiuti per il caro energia e ipotizza il rientro dal debito già a primavera 2027.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Con l’avvicinarsi del 15 ottobre, data di scadenza per l’invio a Bruxelles del Documento Programmatico di Bilancio, il Governo entra in una fase decisiva per la definizione della Manovra.

In Parlamento è iniziato l’esame congiunto del Documento Programmatico di Finanza Pubblica e della Relazione sullo scostamento di bilancio. Attraverso questi testi, l’Esecutivo traccia la rotta dei conti pubblici del prossimo anno sostenendo che, rispettando i target fissati dalla governance europea, sarà comunque possibile l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo già a partire dalla primavera del 2027.

Che cos’è lo scostamento di bilancio e cosa prevede il Dpfp

I testi del Dpfp e la Relazione allegata delineano la cornice entro cui muovere le risorse previste per il triennio 2027-2029. Il Governo ha avanzato formale richiesta di scostamento di bilancio per l’attivazione della clausola di salvaguardia europea per difesa ed energia.

L’operazione permette di richiedere un margine finanziario pari allo 0,3% del Pil per l’energia e allo 0,3% per la Difesa nel biennio 2027-2028, sbloccando risorse aggiuntive per un totale di circa 28,8 miliardi di euro, fino a 14,4 miliardi per ciascuna voce. La flessibilità richiesta è rivolta a investimenti per la sicurezza energetica e il rafforzamento delle capacità operative e tecnologiche in coerenza con gli impegni verso la Nato.

Tuttavia, la linea del Governo sembra andare in direzione diversa. Si vorrebbe utilizzare questo margine, almeno nella fase iniziale della crisi, per sostenere in modo temporaneo e selettivo famiglie e imprese contro l’inflazione e i rincari energetici.

Quali sono i prossimi passaggi e le scadenze cruciali

L’iter di approvazione dei documenti contabili segue un calendario molto fitto:

Le dichiarazioni di Giorgetti in Parlamento

«Programmare, soprattutto a tre anni, in situazioni di grande turbolenza è assai complicato e gli aggiornamenti sono settimanali». Lo ha detto il Ministro Giancarlo Giorgetti nel suo intervento di presentazione alle Camere.

Spiegando l’impronta di prudenza data al Mef, ha utilizzato una metafora:

quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione.

Il Ministro ha definito la richiesta di scostamento un passo consapevole, specificando come si tratti di una misura che sia la Commissione che i mercati sembrano riconoscere come sostenibile.

Nella medesima direzione vanno le ultime rilevazioni del Fondo Monetario Internazionale, che ha rivisto al rialzo la crescita del Pil italiano per il 2026 portandola dal +0,5% al +0,8%, confermando un quadro di tenuta, pur in presenza di forte volatilità.

Anche l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha validato le previsioni programmatiche per il biennio, giudicando l’organizzazione delle voci di spesa tutto sommato accettabile rispetto ai modelli redatti da panel indipendenti.

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