Dl carburanti, via libera al decreto unico: anticipo d’imposta al 39% per le grandi società energetiche

Via libera al decreto unico su accise, energia, ex Ilva e autotrasporto: anticipo d’imposta del 39% per le grandi società energetiche

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Il Senato ha dato il via libera al testo che accorpa tre provvedimenti: il decreto legge di fine luglio e i due decreti di agosto. Il pacchetto, già approvato dalla Camera, contiene misure su accise, società energetiche, autotrasporto ed ex Ilva. Il testo è stato convertito in legge senza modifiche in assemblea. Le principali novità erano state introdotte in precedenza durante l’esame in commissione Finanze alla Camera. Tra i punti più rilevanti ci sono l’anticipo d’imposta chiesto alle grandi società energetiche per contribuire alla copertura del taglio delle accise e le nuove disposizioni sui finanziamenti pubblici legati all’amministrazione straordinaria dei gruppi Ilva e Acciaierie d’Italia.

Taglio accise, come funziona il credito d’imposta

Per finanziare il taglio delle accise, il governo chiede un contributo temporaneo alle grandi società energetiche. La misura non viene definita come tassa sugli extraprofitti. Si tratta invece di un anticipo d’imposta del 39% sugli utili delle società con ricavi superiori a 20 miliardi di euro, quando la distribuzione degli utili è stata deliberata nell’esercizio 2025.

Il versamento anticipato riguarda solo le ritenute e le imposte sostitutive relative agli utili la cui distribuzione sia stata decisa prima dell’entrata in vigore della norma e il cui pagamento sia previsto dopo il 31 dicembre 2026.

A fronte del versamento anticipato, alle società viene riconosciuto un credito d’imposta di pari importo. Il credito potrà essere utilizzato quando gli utili saranno effettivamente corrisposti, per scomputare le ritenute e le imposte sostitutive dovute.

Se le ritenute effettive saranno inferiori a quelle versate in anticipo, la differenza potrà essere usata subito in compensazione oppure chiesta a rimborso. Se invece le ritenute effettive saranno superiori, la differenza dovrà essere versata con le modalità ordinarie. Le modalità operative saranno definite da un decreto attuativo del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le nuove regole sui finanziamenti pubblici ex Ilva

Il decreto interviene anche sulla restituzione dei finanziamenti pubblici da parte degli organi commissariali del Gruppo Ilva e del Gruppo Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. La norma stabilisce che la restituzione allo Stato debba avvenire in prededuzione e con priorità rispetto agli altri crediti verso le procedure.

In pratica, il rimborso dei finanziamenti pubblici viene anteposto agli altri crediti, compresi quelli assistiti da pegno, ipoteca o altre cause di prelazione. Si tratta di una deroga alla disciplina ordinaria prevista dal Codice della crisi d’impresa. L’unica eccezione riguarda i crediti da lavoro. Questi continueranno a essere soddisfatti prima del rimborso allo Stato dei finanziamenti pubblici.

Il testo conferma inoltre l’esonero da responsabilità penale, amministrativa e civile per le condotte poste in essere dai commissari nell’attuazione del Piano ambientale. Un’altra novità riguarda l’Aia, cioè l’autorizzazione integrata ambientale. Per gli impianti dichiarati di interesse strategico nazionale, la competenza sarà statale e non regionale.

Più fondi per l’autotrasporto

Nel pacchetto trova spazio anche un incremento delle risorse per l’autotrasporto. L’emendamento del governo che ha accorpato i tre decreti ha aggiunto 11,4 milioni di euro per le agevolazioni destinate al settore. La dotazione è stata poi ulteriormente aumentata negli ultimi decreti legge, nell’ambito delle misure collegate alla gestione del costo dei carburanti e al taglio delle accise.

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