Il Ddl Concorrenza approvato dal Consiglio dei ministri arriva in versione ridotta rispetto alle bozze circolate nei giorni precedenti. Dal testo sono uscite due misure attese: la stretta sul telemarketing per il settore delle telecomunicazioni e le norme contro lo spreco alimentare, tra cui il diritto dei consumatori a ottenere la doggy bag nei ristoranti. Le due disposizioni potrebbero però rientrare durante l’iter parlamentare.
Fonti di maggioranza precisano infatti che i temi non sono stati accantonati in modo definitivo e che potranno essere ripresi nelle prossime fasi di esame del provvedimento. Nel testo approvato restano invece due capitoli centrali: la riforma della rete dei carburanti e la delega al governo per la riforma della Rc auto. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha definito la riforma dei distributori “una svolta storica”.
Indice
Cosa è uscito dal Ddl Concorrenza
La prima misura esclusa riguarda il telemarketing. Nelle bozze precedenti era prevista una stretta per il settore delle telecomunicazioni, con l’obiettivo di rafforzare le tutele per i consumatori contro chiamate commerciali aggressive o non desiderate. L’altra misura eliminata riguarda il contrasto allo spreco alimentare. Il testo prevedeva il diritto dei clienti a ottenere dai ristoratori la doggy bag, cioè il contenitore per portare via il cibo non consumato al tavolo. Questa disposizione era ancora presente fino a poche ore prima dell’inizio del Consiglio dei ministri, ma non è entrata nel testo finale approvato.
La riforma della rete dei carburanti
Il cuore del Ddl Concorrenza resta la riforma della rete dei carburanti. L’intervento punta a ridisegnare un settore considerato molto frammentato, introducendo requisiti più rigorosi per l’apertura e la gestione degli impianti. Si punta a favorire la chiusura o la riconversione dei distributori obsoleti e spingere l’evoluzione della rete verso carburanti alternativi, biocarburanti e ricarica elettrica. Dal 2028, per ottenere una nuova autorizzazione, un impianto dovrà offrire almeno una soluzione di alimentazione alternativa ai carburanti fossili. La norma si collega al regolamento europeo sulle infrastrutture per i combustibili alternativi.
Per accompagnare la trasformazione viene istituito un fondo da 120 milioni di euro per il triennio 2028-2030. Le risorse saranno destinate alla riconversione degli impianti e agli indennizzi per i gestori che non proseguiranno l’attività. Il ministero dell’Ambiente potrà riconoscere un contributo fino a 60mila euro, nella misura massima del 50% delle spese sostenute, per i titolari di impianti che scelgono di riconvertire l’attività in stazioni di ricarica per veicoli elettrici o in strutture per la produzione di biocarburanti. È previsto anche un ulteriore indennizzo, fino a 20mila euro, per il gestore che non continui l’attività nell’impianto riconvertito. Nella Relazione illustrativa al Ddl Concorrenza si legge:
“Nel 2022 l’Italia contava 22.187 punti vendita” di carburanti, “con un erogato medio di 1.370 metri cubi e 1.812 vetture per punto vendita, a fronte, ad esempio, di 14.069 impianti in Germania (erogato medio 3.641 metri cubi; 3.764 vetture per punto vendita), 10.609 in Francia (erogato medio 3.990 metri cubi; 3.509 vetture per punto vendita) e 11.734 in Spagna (erogato medio 2.275 metri cubi; 2.160 vetture per punto vendita). In questo quadro emerge una quota rilevante di impianti a bassissimo erogato: circa il 20% dei punti vendita distribuisce meno di 400.000 litri annui, mentre solo il 5% supera 3,5 milioni di litri, valore in linea con le medie dei Paesi europei con una rete meno numerosa”.
Nuove autorizzazioni entro 90 giorni
Il disegno di legge introduce anche regole più stringenti sulle autorizzazioni. Le nuove autorizzazioni dovranno essere rilasciate entro 90 giorni dalla richiesta, dopo una serie di verifiche sull’operatore. I controlli riguarderanno capacità economica e organizzativa, regolarità contributiva, rispetto dei contratti collettivi di lavoro e assenza di cause ostative previste dal Codice degli appalti. Diventano obbligatorie anche le verifiche antimafia prima del rilascio del titolo autorizzativo. Gli impianti già esistenti saranno sottoposti a controlli. In caso di perdita dei requisiti, è prevista la decadenza dell’autorizzazione, salvo un termine di 90 giorni per regolarizzare la posizione. Il provvedimento proroga inoltre dal 2024 al 2028 il termine entro cui dovranno essere chiusi gli impianti incompatibili con la normativa vigente.
I rapporti contrattuali nel settore dei carburanti
La riforma interviene anche sui rapporti contrattuali nel settore dei carburanti. Il testo punta a rendere più stabili e trasparenti i rapporti tra le parti, introducendo garanzie minime per i gestori e condizioni definite attraverso il confronto tra operatori. Sono previste sanzioni per l’utilizzo di forme contrattuali non conformi. Un altro punto riguarda la continuità del servizio nelle aree interne e nelle isole minori. La riforma prevede misure specifiche per evitare che la razionalizzazione della rete lasci scoperti territori dove il distributore rappresenta un presidio essenziale per cittadini e imprese.
La delega per riformare la Rc auto
Nel Ddl Concorrenza entra anche la delega al governo per la riforma della Rc auto. Si punta a collegare maggiormente il prezzo della polizza al rischio effettivo, valorizzando i comportamenti virtuosi degli automobilisti. La riforma dovrebbe ridurre il peso delle variabili indirette, a partire da quella territoriale, che oggi può incidere in modo rilevante sul costo dell’assicurazione. Il provvedimento interverrà anche sul sistema bonus-malus e sul risarcimento diretto. Sono previsti interventi per rafforzare il contrasto alle frodi e all’evasione dell’obbligo assicurativo. Un altro obiettivo è rendere più trasparente il confronto tra le offerte, così da aumentare la tutela dei consumatori e facilitare la scelta della polizza più adatta.
Cosa cambia per consumatori e imprese
Per i consumatori, il Ddl Concorrenza può incidere su due fronti principali: distribuzione dei carburanti e assicurazione auto. La riforma punta a modernizzare la rete dei distributori, favorendo ricarica elettrica e carburanti alternativi. Questo può modificare progressivamente l’offerta disponibile sul territorio. Per quanto riguarda la delega sulla Rc auto apre la strada a una revisione dei criteri con cui vengono calcolati i premi assicurativi. Per le imprese del settore carburanti, invece, il provvedimento introduce nuovi obblighi, controlli più stringenti e strumenti economici per la riconversione.