Christine Lagarde valuta le dimissioni dalla Bce, c’entrano le elezioni in Francia del 2027

Lagarde è preoccupata per l'avanzare delle forze euroscettiche in Francia. Ma non solo: c'è dietro anche un calcolo politico legato alla Bce

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Christine Lagarde non esclude le dimissioni anticipate dalla guida della Banca centrale europea. La presidente della Bce ha ammesso che lasciare l’incarico prima della scadenza naturale del mandato, fissata per ottobre 2027, potrebbe essere una possibilità. E già sorgono gli interrogativi in merito al “dopo”.

Le dichiarazioni sono arrivate in un’intervista concessa al quotidiano economico francese Les Echos. Ma già a febbraio il Financial Times aveva ipotizzato una sua uscita anticipata, ipotesi che allora era stata smentita dalla stessa Lagarde.

Lagarde sull’ipotesi dimissioni anticipate

Interrogata sulla possibilità di lasciare la Bce prima della fine del mandato, Christine Lagarde ha risposto senza chiudere la porta:

È possibile. Penso che una voce europea debba farsi sentire nel dibattito presidenziale francese.

La presidente della Bce ha spiegato che, qualora il confronto politico in Francia dovesse mettere in discussione il ruolo del Paese nell’Unione europea, sarebbe necessario intervenire nel dibattito pubblico:

Se questo dibattito dovesse presentare una visione riduttiva del ruolo della Francia in Europa, credo sarebbe necessario spiegare [perché questa porterebbe su un percorso] doloroso per il nostro Paese e i nostri cittadini.

Traduzione: se in Francia dovessero alzare la testa le forze politiche euroscettiche, allora Lagarde scenderebbe in campo a vario titolo per dare manforte alle voci europeiste.

C’è anche un altro motivo

Se Lagarde abbandonasse prima l’incarico (cioè prima delle elezioni in Francia) allora Macron avrebbe voce in capitolo nel nominare il nuovo numero uno della Bce. Un nuovo numero uno gradito ai francesi.

Il mandato di Lagarde alla Bce scade nel 2027

Nonostante l’apertura all’ipotesi di dimissioni anticipate, Lagarde ha ribadito che l’attuale fase internazionale richiede continuità alla guida della Banca centrale europea:

Il capitano della nave Bce deve rimanere a bordo [durante questo] periodo di turbolenze.

Le tensioni geopolitiche, il conflitto in Ucraina, la crisi in Medio Oriente e le prospettive dell’inflazione continuano infatti a rappresentare elementi di preoccupazione.

Già nelle scorse settimane la presidente della Bce aveva spiegato di aver preso in considerazione l’idea di un pensionamento anticipato, salvo poi ribadire il proprio senso del dovere davanti al mutato contesto internazionale. A metà giugno la presidente si era espressa in questi termini (riferendosi al periodo precedente alla crisi iraniana):

Potevo dire con un certo sollievo che la missione era compiuta, che avevo 70 anni e che, alla fine, potevo forse andare in pensione un po’ in anticipo.

Ora il futuro di Lagarde è più incerto.

Le ipotesi sul futuro europeo

Negli ambienti di Bruxelles da tempo circolano indiscrezioni su possibili cambiamenti ai vertici delle istituzioni europee in occasione del prossimo riassetto degli incarichi comunitari. Al momento, però, non esiste alcuna decisione ufficiale e le ipotesi restano prive di conferme.

L’eventuale uscita anticipata di Lagarde aprirebbe il confronto sulla successione alla guida della Bce, in una fase delicatissima per la politica monetaria dell’Eurozona.

Il legame con le presidenziali francesi

Come appare evidente, l’intervista lascia emergere l’attenzione di Christine Lagarde per il futuro politico della Francia. Pur senza annunciare alcuna candidatura, la presidente della Bce ritiene che il dibattito in vista delle elezioni presidenziali del 2027 debba preservare il ruolo della Francia all’interno dell’Unione europea.

Al momento Lagarde non ha annunciato alcun progetto politico né una possibile candidatura all’Eliseo. L’ipotesi candidatura, almeno per ora, rimane solo un’ipotesi di parte della stampa.

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