Pensioni, ok dell’Inps all’esenzione totale Irpef: a chi spetta e come fare domanda

L'Istituto recepisce l'orientamento consolidato della giurisprudenza e amplia la defiscalizzazione dei trattamenti previdenziali per specifiche categorie protette. Tutto quello che c'è da sapere

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Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

L’Inps ha reso operative le nuove regole che consentono l’esenzione totale dall’Irpef su alcune pensioni. Il beneficio riguarda le cosiddette vittime del dovere, i soggetti equiparati e i loro familiari superstiti e si applica, dal 2026, a tutti i trattamenti pensionistici erogati dall’Istituto a favore di queste categorie.

Le istruzioni sulle nuove modalità sono state diramate con la comunicazione n. 1943 del 10 giugno 2026, che completa quanto già previsto dalla precedente circolare n. 51 del 30 aprile scorso. La novità più importante riguarda l’estensione dell’agevolazione fiscale anche alle pensioni che non derivano direttamente dall’evento che ha determinato il riconoscimento dello status di vittima del dovere.

Chi ha diritto all’esenzione totale Irpef sulle pensioni

Partiamo dal dato più dirimente per i contribuenti interessati. E diciamo subito che l’agevolazione fiscale è riconosciuta a:

L’Inps recepisce così un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, ampliando l’applicazione del beneficio fiscale rispetto al passato. La conseguenza pratica più immediata è che, a partire dal periodo d’imposta 2026, l’esenzione dall’Irpef non riguarda soltanto specifici trattamenti pensionistici legati all’evento che ha causato l’infermità o il decesso, ma tutte le pensioni erogate dall’Istituto a favore dei soggetti che possiedono i requisiti previsti dalla legge.

Quali pensioni sono esenti dall’Irpef

Uno degli aspetti più rilevanti chiariti dall’Inps riguarda proprio l’estensione del beneficio. L’esenzione fiscale si applica infatti:

In sostanza, lo ribadiamo, non conta più il collegamento diretto tra il trattamento pensionistico e l’evento che ha portato al riconoscimento dello status di vittima del dovere. Ad assumere rilevanza è il possesso della qualifica riconosciuta dalla normativa.

Come fare domanda per ottenere l’esenzione

Come specificato nelle comunicazioni ufficiali, per beneficiare della nuova defiscalizzazione è necessario presentare una specifica richiesta all’Inps. Chi inoltra una nuova domanda di pensione dovrà quindi dichiarare:

Per le pensioni già in pagamento, invece, è possibile richiedere l’applicazione del beneficio attraverso una domanda di ricostituzione documentale. L’Istituto sta aggiornando le procedure telematiche per consentire l’inserimento diretto della richiesta all’interno delle domande pensionistiche.

Dove si presenta la richiesta

Fino al completamento dell’aggiornamento delle procedure informatiche, gli interessati possono utilizzare il servizio “Ricostituzione per motivi documentali – esenzione fiscale vittime del dovere”. L’Inps procederà poi alle verifiche necessarie sulla documentazione e sul possesso dei requisiti.

La domanda può essere inviata online sul portale Inps attraverso i consueti canali di identità digitale (Spid, CIE, CNS, credenziali eIDAS) oppure rivolgendosi a un patronato.

Cosa succede alle pensioni di reversibilità

Le istruzioni dedicate ai familiari superstiti rappresentano un altro elemento centrale della circolare dell’Inps. Quando una pensione si trasforma in reversibilità, l’esenzione fiscale continua ad applicarsi anche al trattamento percepito dal superstite. È il caso, ad esempio, dell’orfano che riceve l’assegno derivante dal genitore riconosciuto vittima del dovere.

La situazione cambia però quando il beneficiario acquisisce un diritto pensionistico autonomo. In questo caso viene infatti meno il collegamento con la pensione ai superstiti e l’esenzione non può più essere riconosciuta sulla nuova pensione personale.

Per il coniuge superstite, invece, il beneficio continua ad applicarsi anche alle eventuali pensioni liquidate successivamente, purché restino validi i requisiti previsti per l’erogazione del trattamento previdenziale ai superstiti.

Come funziona per i familiari superstiti

E veniamo al punto. I familiari che chiedono l’esenzione devono autocertificare la propria condizione di superstiti di una vittima del dovere o di un soggetto equiparato.

Nella dichiarazione devono essere indicati anche gli estremi del provvedimento che ha riconosciuto tale status. Successivamente toccherà all’Inps effettuare i controlli necessari, anche attraverso il confronto con le amministrazioni pubbliche che conservano la documentazione relativa.

Cosa succede ai ricorsi ancora aperti

La circolare dell’Inps affronta anche il tema dei contenziosi pendenti. E precisa che le sedi territoriali potranno definire in autotutela i ricorsi amministrativi ancora aperti, quando risultino soddisfatti i requisiti previsti dalle nuove disposizioni.

In questi casi il ricorso accolto sarà considerato equivalente a una domanda di ricostituzione per il 2026 e consentirà l’applicazione dell’esenzione fiscale.

Diversa è invece la situazione per gli anni precedenti al 2026. I contribuenti che ritengono di aver diritto al beneficio per periodi d’imposta passati, dovranno presentare un’apposita istanza all’Agenzia delle Entrate secondo le procedure previste dalla normativa fiscale.

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