L’ipotesi pensione a 64 anni accende il dibattito in vista della legge di Bilancio 2027. Come è noto, la proposta arriva dalla Lega e punta ad ampliare la possibilità di uscita anticipata anche ai lavoratori del sistema misto, che oggi non possono utilizzare questa strada perché hanno iniziato a versare contributi prima del 1996.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti approva l’idea e invita a contestualizzarla. Giorgetti ha parlato all’evento “A tua difesa – Verso la finanziaria 2027”, organizzato dal partito.
Indice
Giorgetti sull’ipotesi pensione a 64 anni
Secondo il numero uno del Mef, l’ipotesi si rende necessaria alla luce della differenza di trattamento che emerge dalla riforma Fornero.
Così ha argomentato Giorgetti:
La proposta della Lega sui 64 anni ha senso perché se si va a guardare la legge Fornero c’è una distorsione, chi ha iniziato a lavorare prima del 96 viene trattato peggio di chi ha iniziato dopo, io questa cosa non la capisco. Non è solo una questione di età pensionabile, anche costituzionalmente c’è qualche difetto, serve una sorta di equità tra tutti i lavoratori, questo è giusto e deve essere perseguito.
Il punto, ritiene il leghista, è garantire equilibrio dei conti ed equità: nella riforma Fornero, ha spiegato Giorgetti, c’è
non dico una ingiustizia ma una distorsione tra chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, che sostanzialmente viene trattato peggio, e chi viene dopo che viene trattato in modo diverso. Secondo me bisogna capire di cosa si sta parlando e guardare il sistema correttamente. Il sistema deve garantire un equilibrio dei conti e una equità di trattamento.
Pensione a 64 anni, come funzionerebbe
Come detto, la proposta della Lega prevede l’estensione della pensione anticipata a 64 anni anche ai lavoratori del sistema misto. Sulla carta, quindi, un’uscita anticipata rispetto alla pensione di vecchiaia. Ma l’accesso non sarebbe automatico. L’ipotesi allo studio prevede infatti:
- 64 anni di età;
- 25 anni di contributi;
- ricalcolo dell’intera carriera con il metodo contributivo;
- possibile utilizzo di una quota del Tfr trasformata in rendita integrativa per attenuare l’impatto sull’importo della pensione.
Quest’ultimo elemento nasce proprio dal problema dell’assegno: il passaggio dal sistema misto a quello contributivo può infatti determinare una pensione più bassa.
Chi oggi può andare in pensione a 64 anni
Una possibilità di uscita a 64 anni esiste già per i lavoratori interamente inseriti nel sistema contributivo: si tratta di chi ha effettuato il primo versamento dal 1996 in poi. In questo caso sono necessari almeno 20 anni di contributi.
Esiste però un vincolo: nel 2026 la pensione maturata deve raggiungere almeno tre volte l’assegno sociale, cioè 1.638,72 euro lordi al mese. Per le madri lavoratrici è prevista una soglia più bassa.
E c’è pure un altro limite: fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, l’importo erogato non può superare cinque volte il trattamento minimo Inps.
La Lega, tirando le somme, punta a estendere la possibilità anche chi ha contributi precedenti al 1996.
La replica di Elsa Fornero
Sul tema è intervenuta anche Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del governo Monti, sentita dall’agenzia Adnkronos. Secondo l’ex ministra, Giorgetti è in contraddizione con sé stesso:
Giorgetti conferma il profilo sempre molto pacato delle sue dichiarazioni, ma mi sembra di poter dire che questa ultima è un po’ in contraddizione rispetto ad altre sue affermazioni sulla riforma del nostro governo: in particolare, di fronte ai cambiamenti demografici mi pare avesse detto che una controriforma della Fornero, diciamo così, non sarebbe stata possibile, visto per l’appunto l’invecchiamento della popolazione, il deterioramento molto rapido e molto forte che avremo nei prossimi decenni tra il numero delle persone anziane e il numero delle persone in età di lavoro. Quindi qualche volta ci si contraddice, anche questo è possibile in politica.
Poi una critica di merito, ovvero relativa alla creazione di nuove disparità con la proposta della Lega:
Ma l’ultima proposta della Lega dice che la flessibilità i lavoratori se la devono pagare, e quindi permette loro di andare in pensione ma sostanzialmente con l’applicazione della formula contributiva che è molto meno generosa di quella applicata ai lavoratori che sono andati in pensione con una fetta importante di formula retributiva. E anche questa è una diversità di trattamento, quindi l’osservazione che Giorgetti fa alla nostra legge vale anche per questa, perché comunque le persone vanno in pensione ma non con il beneficio che avevano coloro che ci sono andate finora, con una fetta più o meno rilevante di pensione calcolata con una formula più generosa. Quindi, purtroppo, quando ci sono costi da pagare qualcuno deve farlo.