Lavoratrici e lavoratori accedono con sempre maggiori difficoltà alla pensione anticipata. Infatti, nel corso del governo Meloni le pensioni di vecchiaia hanno superato le pensioni anticipate. I motivi sono riconducibili alle scelte del Governo, che a partire dal 2024 ha iniziato a restringere i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata e, allo stesso tempo, ha aumentato l’età pensionabile.
Un’analisi della Cgil, che prende i dati dall’osservatorio Inps, mostra come le pensioni anticipate siano diminuite di circa 8.000 unità. Ad aumentare in tre anni sono le pensioni di vecchiaia, di quasi il 41%, quindi 38.000 in più. A soffrire maggiormente del calo delle pensioni anticipate sono le donne (66%), con il restringimento dei requisiti pensati in precedenza proprio per le pensioni anticipate femminili.
Indice
Come sono cambiate le pensioni dal 2023 al 2026
La Cgil ha analizzato i dati dell’Osservatorio Inps sulle pensioni e ha verificato come sono cambiati i canali di accesso alla pensione nel corso della legislatura. I dati presi a confronto fanno riferimento ai primi semestri del 2023, 2024, 2025 e infine del 2026.
Due sono le modalità di accesso alla pensione confrontate: le pensioni di vecchiaia e le pensioni anticipate. L’obiettivo, come dichiara la Cgil, non è quello di verificare se sia aumentato o diminuito il numero complessivo delle prestazioni liquidate, ma comprendere come si stiano modificando i canali attraverso i quali lavoratrici e lavoratori accedono alla pensione.
Come cambiano le pensioni di vecchiaia
Tra il 2023 e il 2026 si evidenzia una crescita costante delle pensioni di vecchiaia. Secondo i dati Inps, le pensioni di vecchiaia liquidate passano da 93.774 a 132.039, un incremento pari al 40,8%. Coinvolge sia uomini che donne, anche se con intensità differenti.
Si sottolinea come la crescita dei pensionamenti di vecchiaia evidenzi come una quota crescente di lavoratrici e lavoratori acceda alla pensione attraverso il raggiungimento del requisito ordinario di età, anziché mediante forme di pensionamento anticipato.
Si legge:
Il progressivo incremento delle decorrenze di pensione di vecchiaia costituisce un indicatore coerente con il progressivo irrigidimento dei canali di uscita anticipata intervenuto negli ultimi anni.
Il fenomeno viene sottolineato soprattutto se si guarda alle platee che in passato avevano utilizzato Quote o altri canali di pensionamento anticipato. Per esempio, aumentano le pensioni di vecchiaia femminili (+35,9%). Si tratta di una crescita inferiore rispetto a quella maschile in termini percentuali (+45,4%), ma resta comunque molto consistente.
Come cambiano le pensioni anticipate
I dati della pensione di vecchiaia portano a domandarsi cosa sia accaduto alla modalità di accesso al pensionamento anticipato.
Con pensione anticipata si intendono non soltanto misure temporanee di flessibilità, ma anche la pensione anticipata ordinaria che si può conseguire con:
- 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini;
- 41 anni e 10 mesi per le donne.
Comprende però anche pensioni conseguite con cumulo e totalizzazione e prestazioni liquidate a persone che avevano maturato in precedenza il diritto a misure temporanee. In un approfondimento abbiamo spiegato come uscire dal lavoro prima dei 60 anni e a chi, invece, non basteranno neanche i 71 anni per uscire dal mercato del lavoro.
Dai dati emerge che il calo più rilevante si verifica nel primo semestre 2024, quando le pensioni anticipate diminuiscono di oltre 8.700 unità rispetto all’anno precedente. Nel 2025 continua la diminuzione, mentre nel 2026 si osserva un lieve recupero rispetto all’anno precedente.
Un piccolo rialzo dovuto a diversi fattori:
- andamento delle pensioni anticipate ordinarie;
- liquidazione di diritti maturati negli anni precedenti;
- pensionamenti in accumulo o totalizzazione;
- diversa velocità amministrativa nella definizione delle domande;
- residui accessi a Quota 103 e Opzione Donna da parte di chi aveva cristallizzato il requisito.
Differenza tra pensioni maschili e femminili
Per quanto riguarda le pensioni anticipate, si nota il peso di requisiti restrittivi sulla categoria femminile. Le anticipate maschili vedono una riduzione complessiva di 2.780 pensioni (-3,9%). Un andamento relativamente stabile, quindi, dovuto al peso della pensione anticipata ordinaria. Infatti gli uomini che riescono a maturare i 42 anni e 10 mesi sono maggiori rispetto alle donne.
Le pensioni anticipate femminili invece mostrano una riduzione più accentuata. Rispetto al 2023 la diminuzione è di 5.309 pensioni (-14,5%).
Quindi, delle 8.089 pensioni anticipate in meno rilevate complessivamente tra il 2023 e il 2026, circa il 66% riguarda le donne.
I motivi:
- drastico restringimento della platea di Opzione Donna;
- innalzamento del requisito anagrafico;
- applicazione del ricalcolo contributivo;
- limitazione alle sole lavoratrici appartenenti a determinate condizioni soggettive;
- difficoltà delle donne nel raggiungere 41 anni e 10 mesi di contribuzione;
- carriere discontinue e periodi di cura;
- maggiore presenza nel lavoro part-time e nei settori con retribuzioni più basse.