Prezzi in aumento per chi viaggia, non solo accise sui carburanti: cosa costa di più

Dalle nuove accise sul gasolio ai pedaggi autostradali e le polizze RC Auto: ecco tutti i rincari che attendono gli automobilisti italiani nel corso del 2026

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

Nel 2026 spostarsi in auto costerà di più, e non solo per effetto del caro carburanti. Dal gasolio ai pedaggi autostradali, passando per le polizze Rc auto, col nuovo anno arrivano tutta una serie di rincari che colpiranno soprattutto chi viaggia ogni giorno per lavoro o necessità.

Caro carburanti: scattano le nuove accise sul gasolio

Il primo aumento, e forse più discusso, riguarda il gasolio. Dal 1° gennaio 2026 è infatti entrato in vigore il riallineamento delle accise voluto dal governo, che comporta un incremento della tassazione pari a 4,05 centesimi di euro al litro per il diesel. Una misura che interessa direttamente 16,6 milioni di italiani proprietari di autovetture alimentate a gasolio e che porterà nelle casse dello Stato un gettito stimato in 552 milioni di euro nel corso dell’anno.

Considerando anche l’Iva al 22%, il rincaro effettivo per i consumatori è ancora più elevato. Un pieno da 50 litri di gasolio costerà circa 2,47 euro in più rispetto al 2025. Su base annua, ipotizzando due pieni al mese, la maggiore spesa arriva a circa 59,3 euro per ciascuna autovettura.

Il quadro diventa ancora più oneroso se si tiene conto che questo aumento si somma a quello già scattato nel maggio scorso, pari a 1,5 centesimi al litro. In questo caso, il rincaro complessivo raggiunge i 3,38 euro a pieno e oltre 81 euro all’anno per automobilista.

Inoltre, anche se sulla carta, la manovra prevede una riduzione speculare dell’accisa sulla benzina, come osserva il Codacons, il rischio è che questo beneficio resti solo teorico. L’esperienza di maggio insegna infatti che, all’aumento dell’accisa sul gasolio era seguito un immediato rincaro ai distributori, mentre la riduzione per la benzina aveva prodotto effetti minimi sui prezzi finali.

Autostrade, pedaggi in aumento dall’1,5%

Non solo carburanti. Viaggiare in autostrada nel 2026 costerà di più. Dal 1° gennaio è infatti scattato un adeguamento dei pedaggi pari all’1,5%, in linea con l’indice di inflazione programmata per il nuovo anno. Un aumento che trova fondamento nella determinazione dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) e nella pronuncia della Corte Costituzionale, che ha di fatto sbloccato gli adeguamenti tariffari più volte congelati dall’Esecutivo a partire dal 2020.

La Consulta ha dichiarato costituzionalmente illegittime le norme che avevano rinviato gli aumenti dei pedaggi in attesa dell’aggiornamento dei piani economico-finanziari, ritenendole in contrasto con i principi di:

Di conseguenza, per tutte le concessionarie autostradali in fase di aggiornamento dei Pef, l’aumento dell’1,5% è diventato automatico.

Più alta l’aliquota Rc auto

Il terzo fronte dei rincari riguarda le assicurazioni. A partire dal 1° gennaio 2026 sale infatti dal 2,5% al 12,5% l’aliquota per l’Rc auto relativa ai rischi di infortunio al conducente e di assistenza stradale per i contratti stipulati o rinnovati da quest’anno. Una misura inserita nella legge di bilancio 2026 che dovrebbe garantire allo Stato un gettito aggiuntivo di circa 115 milioni di euro.

Secondo le associazioni di categoria e di tutela dei consumatori, è però quasi certo che questo aumento venga scaricato sui consumatori attraverso un incremento dei premi assicurativi. Del resto, i prezzi dell’Rc auto sono già in forte crescita. Rispetto al 2022, il costo medio di una polizza è aumentato del 17,5%, passando da 353 euro a 415 euro nel secondo trimestre del 2025. Un rincaro di oltre 60 euro a polizza che rende l’assicurazione un’altra voce sempre più pesante nel bilancio degli automobilisti.

Multe stradali: stop agli aumenti, ma solo per ora

L’unica buona notizia, in questo senso, arriva dal fronte delle sanzioni stradali. Il decreto milleproroghe ha infatti bloccato l’aggiornamento automatico degli importi delle multe, che altrimenti sarebbero aumentati di circa il 2% dal 1° gennaio 2026. Senza lo stop, ad esempio, la multa per divieto di sosta sarebbe salita da 42 a 43 euro, quella per l’accesso non autorizzato alle Ztl da 87 a 89 euro, e così via.

Si tratta del terzo blocco consecutivo dell’adeguamento delle sanzioni, dopo quelli già decisi negli anni precedenti per evitare un aggravio ulteriore in una fase economica complessa. Un rinvio con una misura tampone. 

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