Affitti più cari da agosto, per chi scatta l’adeguamento Istat

L'adeguamento Istat può influire sui contratti di locazione: ecco come verificare se il proprio canone è soggetto a rivalutazione.

3 min di lettura

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Sì, è possibile che gli affitti diventino più cari da agosto. Per effetto dell’adeguamento Istat del canone all’inflazione, infatti, gli importi di alcuni contratti potrebbero aumentare. Va usato il condizionale in questo caso perché si tratta di un incremento che non riguarda automaticamente tutti gli inquilini e non può essere applicato in modo indistinto a ogni locazione.

Affitti, cosa cambia da agosto con il nuovo indice Istat

L’aggiornamento del canone non coincide semplicemente con l’aumento generale dei prezzi. Per le locazioni viene utilizzato uno specifico indice Istat, il Foi, parametro pubblicato ogni mese dall’Istituto e utilizzato per la rivalutazione dei canoni, così da adeguarli al costo della vita.

In base agli ultimi dati diffusi a luglio 2026, l’indice con base 2025 pari a 100 si è attestato a quota 103,1. Il valore risulta in crescita dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 2,8% se confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente, mentre l’aumento calcolato sul biennio arriva al 4,3%.

A partire da agosto 2026, l’aggiornamento dei contratti d’affitto che prevedono l’adeguamento annuale terrà conto dell’ultimo indice Foi calcolato dall’Istat. Di conseguenza, in base a questi dati ufficiali, la variazione percentuale annuale da considerare per l’aggiornamento dei canoni è pari al 2,8%. Questo significa che:

Tipologia contratto Percentuale di aggiornamento Esempio canone attuale Aumento mensile (euro) Nuovo canone mensile (euro)
Canone libero (100% Istat) 2,8% 1.000 € 28 € 1.028 €
Canone concordato (75% Istat) 2,1% 1.000 € 21 € 1.021 €

Chi deve pagare un affitto più alto

L’adeguamento non scatta tuttavia in automatico per tutti i contratti a partire dal mese di agosto, ma:

Come funziona in caso di cedolare secca

Per quanto riguarda i contratti assoggettati a cedolare secca, in questo caso il proprietario ha scelto un regime fiscale sostitutivo che, tra gli altri effetti, impedisce l’applicazione dell’aggiornamento del canone.

Il locatore può aumentare l’affitto applicando la rivalutazione Istat solo se il contratto:

Non si tratta quindi di un nuovo aumento deciso discrezionalmente dal proprietario, ma di un meccanismo di rivalutazione legato a un parametro statistico e applicabile solo quando il contratto lo consente e nel rispetto di precise scadenze e condizioni.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963