Italia tra le mete più scelte dagli stranieri in inverno, le regioni preferite

Turismo invernale 2026: l'Italia leader in Europa per occupazione delle strutture ricettive. Sempre più turisti, soprattutto stranieri, scelgono il Belpaese

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

L’Italia si conferma ancora una volta tra le destinazioni più scelte dai turisti stranieri durante il periodo invernale, soprattutto durante le festività di Natale, Capodanno ed Epifania. Secondo i dati recenti diffusi dall’Enit e dal Ministero del Turismo, il nostro Paese registra performance in termini di saturazione delle strutture ricettive superiori alla media europea, consolidando la sua posizione di leadership nel settore del turismo internazionale anche nei mesi più freddi dell’anno.

Turismo invernale in crescita in Italia

Nel 46,8% dei casi gli operatori turistici segnalano un incremento della domanda, che nel 43,8% ha registrato un aumento soprattutto per le prenotazioni provenienti da Stati Uniti, Canada, Messico e alcuni mercati asiatici.

Il tasso medio di saturazione delle strutture ricettive italiane, tra il 30 dicembre 2025 e il 7 gennaio 2026, ha raggiunto il 47,8%, segnando un incremento di 2,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Questa performance colloca l’Italia al vertice in Europa, davanti a Paesi tradizionalmente competitivi come Grecia, Spagna e Francia, che nello stesso periodo non superano il 47% di occupazione media delle strutture.

Montagna, attività outdoor e città d’arte

A livello regionale, la performance più elevata si registra in Valle d’Aosta, con un tasso di saturazione del 66,72%. Seguono le province autonome di Trento, con il 66,04%, e Bolzano, con il 64,35%.

In generale, le destinazioni alpine sono quindi le scelte preferite quando si tratta di turismo invernale, in particolare per gli appassionati di sport sulla neve e per chi cerca esperienze legate alla montagna.

Anche altre regioni, pur non appartenendo all’arco alpino, registrano risultati rilevanti: l’Umbria con il 56,03% e l’Abruzzo con il 51,5% di occupazione media testimoniano infatti come la domanda turistica sia diversificata, con interesse sia verso località storiche e culturali sia verso aree caratterizzate da paesaggi naturali e attività outdoor.

Per quanto riguarda le preferenze dei turisti stranieri, il monitoraggio Enit evidenzia che il prodotto artistico-culturale resta invece il più venduto in Europa, con Roma, Firenze e Venezia come mete principali.

Questo segmento rappresenta il 24% delle vendite per i tour operator europei, mentre nei mercati long-haul la quota si attesta al 9,3%. I viaggiatori cercano soprattutto pacchetti che combinino visite ai musei, monumenti storici e percorsi culturali, approfittando delle festività per scoprire le principali città d’arte italiane.

Da dove arrivano i turisti

Le destinazioni montane e sciistiche continuano a rappresentare una scelta rilevante, soprattutto per mercati come Austria, Germania e alcuni Paesi asiatici. Le Dolomiti, la Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano sono le mete che registrano il tasso di prenotazione più alto.

I borghi e i centri minori italiani sono molto apprezzati dai turisti provenienti da Canada, Usa e Australia, che cercano autenticità e esperienze locali, lontano dai circuiti turistici più tradizionali.

Il Sud Italia, infine, rappresenta una scelta forte sia per i mercati europei sia per quelli extra Ue. Tour operator segnalano Napoli, la Costiera Amalfitana, la Sicilia, la Puglia e Matera come mete particolarmente richieste durante le festività, con un 12% delle vendite in Europa e un 11,6% nei mercati oltreoceano.

Turismo enogastronomico e religioso

C’è poi il turismo enogastronomico, molto richiesto dai visitatori provenienti dall’America e dall’Asia, attratti dalla cucina e dai percorsi legati al vino e ai prodotti tipici.

Circa l’11,6% dei tour operator long-haul segnala questo interesse, che dimostra come il cibo e le esperienze autentiche rappresentino un fattore di attrattiva determinante per il turismo internazionale.

Anche il turismo religioso e dei pellegrinaggi continua a registrare una domanda significativa, favorita anche dal Giubileo 2025. Roma e Assisi restano le destinazioni di riferimento, con un’attenzione sia ai mercati europei (8%) sia a quelli oltreoceano (7%).

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