L’estate 2026 rischia di essere una delle più costose degli ultimi anni per chi va in vacanza. A pesare sono i rincari legati all’alloggio o ai servizi turistici, ma anche l’aumento dei costi di trasporto, con i carburanti che stanno continuando ad aumentare.
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Vacanze estive più care: quanto sono aumentati benzina e gasolio
Secondo le stime elaborate dall’Ufficio Economico di Confesercenti, il riacutizzarsi della crisi nell’area dello Stretto di Hormuz rischia di tradursi, tra luglio e agosto, in una spesa aggiuntiva di circa 700 milioni di euro per famiglie e piccole imprese italiane.
L’area rappresenta uno dei principali snodi mondiali per il trasporto del petrolio e, quindi, ogni tensione geopolitica si riflette sulle quotazioni internazionali del greggio e, a cascata, sui prezzi dei carburanti distribuiti nei vari Paesi.
Dopo che nelle ultime settimane la situazione è peggiorata – con l’interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti – per i consumatori italiani l’effetto è stato quasi immediato. Dal 4 luglio, giorno in cui è tornato pienamente operativo il cosiddetto prezzo di mercato dopo la conclusione del precedente decreto di contenimento delle accise, benzina e gasolio hanno registrato aumenti rilevanti.
Come emerso dall’analisi di Confesercenti:
- la benzina è aumentata di 13,5 centesimi al litro, pari a circa il 7,5%;
- il gasolio ha registrato un incremento di 23 centesimi al litro, corrispondente a circa il 12,5%.
Ad oggi, un normale rifornimento da 50 litri costa:
- circa 7 euro in più per chi utilizza benzina;
- fino a 11 euro in più per chi viaggia con un’auto diesel.
Una famiglia che percorre oltre mille chilometri tra andata, ritorno e spostamenti locali potrebbe sostenere diverse decine di euro di spesa aggiuntiva soltanto per il carburante. Se il viaggio viene effettuato con un camper, il maggiore consumo rende l’impatto economico ancora più elevato.
Non solo carburanti, cosa costa di più per chi parte
L’impatto della spinta inflazionistica non si esaurisce tuttavia ai rifornimenti alla pompa. Analizzando infatti le variazioni di prezzo registrate da Istat ed elaborate da Codacons, gli aumenti interessano l’intera filiera del comparto turistico, coinvolgendo diverse fasi della vacanza. Dalle modalità di spostamento alternative all’auto fino alla permanenza vera e propria nelle località di soggiorno, tutto costa di più quest’anno.
Il settore dei trasporti registra gli incrementi più marcati, spinto in particolar modo dall’andamento dei carburanti e dei biglietti aerei. Nel dettaglio:
- i voli nazionali hanno infatti riportato un’impennata su base mensile pari al +38%;
- per gli altri mezzi di trasporto o di spostamento locale si osservano variazioni più contenute ma comunque positive, con i noleggi auto in crescita del +4,8% e i traghetti del +3,7% su base annua.
La spesa aumenta anche per i servizi usufruiti una volta giunti a destinazione:
- gli stabilimenti balneari presentano l’adeguamento verso l’alto più consistente tra le attività di svago, con un incremento del +12,9% su base annua;
- i pacchetti viaggi “tutto compreso” hanno visto un rincaro del +3,4%;
- bar e ristoranti hanno registrato un aumento medio dei listini del +3,2%.
Infine, per chi trascorre le vacanze in alloggi in affitto, si aggiunge la spesa per la gestione dell’abitazione, con le tariffe dell’elettricità nel mercato libero che hanno segnato una variazione del +14% su base annua a giugno.