Crociere in Italia, con 5 milioni di passeggeri superati i livelli pre Covid

Il turismo crocieristico in Italia supera i livelli pre-pandemia. Con 5 milioni di viaggiatori, il settore ora valorizza borghi ed entroterra

Pubblicato:

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

L’Italia si conferma il baricentro del turismo crocieristico in Europa. A certificarlo sono gli ultimi dati diffusi da Istat, che fotografano un settore in piena ripresa e, soprattutto, capace di superare i livelli pre-pandemici. I porti italiani hanno accolto quasi 5 milioni di crocieristi in un anno, diventando un moltiplicatore economico di molti altri comparti, come ristorazione, commercio e filiere turistiche locali.

Business delle crociere in Italia, superate Spagna, Grecia e Francia

Il dato numerico assume ancora più rilevanza se inserito nel contesto europeo. Il Mar Mediterraneo rappresenta una delle aree più competitive al mondo per il turismo crocieristico, con player come Spagna, Grecia e Francia in costante crescita. Eppure, l’Italia è riuscita a mantenere il primato grazie a una combinazione unica di fattori, tra cui la posizione geografica, la densità di porti attrezzati, il patrimonio culturale diffuso e la capacità di attrarre i grandi operatori internazionali.

I principali scali – da Civitavecchia a Genova, da Napoli a Venezia (pur con le nuove regolamentazioni sugli accessi lagunari) – hanno investito in ammodernamento, digitalizzazione e sostenibilità ambientale. L’intermodalità, la gestione dei flussi e la capacità di accogliere navi di ultima generazione sono oggi fattori decisivi nella scelta delle rotte da parte delle compagnie.

Tuttavia, ridurre il fenomeno crocieristico alla sola dimensione portuale sarebbe limitativo. Il vero vantaggio competitivo dell’Italia è l’integrazione tra infrastrutture e offerta turistica. Ogni scalo rappresenta una porta d’accesso a un patrimonio diffuso: città d’arte, borghi storici, paesaggi naturali, percorsi enogastronomici.

Dalla costa all’entroterra: la nuova sfida

La sfida per il futuro non è soltanto gestire numeri crescenti, ma distribuire meglio i benefici economici. Il turismo crocieristico, per sua natura, concentra il passaggio di migliaia di visitatori in poche ore. Se non ben governato, questo fenomeno può generare pressione sui centri storici e limitare l’impatto economico reale sul territorio.

Per questo motivo il Ministero del Turismo ha annunciato un impegno mirato a integrare nei pacchetti crocieristici informazioni e proposte legate alle bellezze locali meno conosciute. Nei prossimi mesi dovrebbero quindi essere promossi accordi con operatori turistici per la creazione di itinerari tematici verso borghi e aree interne, ma anche per la valorizzazione di prodotti tipici e l’artigianato locale.

Ogni euro speso da un crocierista a terra può generare un effetto moltiplicatore, soprattutto se intercetta filiere locali. Spostare anche una parte dei flussi verso l’entroterra significa sostenere economie marginali, contrastare il fenomeno dello spopolamento e rendere il turismo uno strumento di coesione territoriale.

Va inoltre sottolineato che il crocierista medio rappresenta un target con buona capacità di spesa. Ciò significa che l’impatto economico per passeggero è spesso superiore rispetto ad altre tipologie di turismo mordi e fuggi. Ma per avere dei benefici bisogna intercettare questa spesa in modo strutturato, favorendo collaborazioni tra compagnie, enti locali e imprese del territorio.

Soprattutto se si considera che, come emerso dai dati diffusi dall’Istat, prenotazioni per il Mediterraneo restano solide e l’Italia continua a essere inserita come tappa centrale nei principali itinerari, anche internazionali.

Quanto spende un turista in crociera

Secondo i dati più recenti di Clia (Cruise Lines International Association) e Risposte Turismo, aggiornati al 2025-2026, il ricavo medio che le compagnie ottengono da ogni passeggero (che include biglietto e spese a bordo) varia dai 1.750 o 1.850 euro, fino a superare i 2.950 euro.

Durante il viaggio, i croceristi spendono tra i 185 e i 275 euro in media al giorno, mentre l’impatto economico sui territori visitati cresce proporzionalmente alla qualità dei servizi offerti dai porti. In destinazioni ad alto valore, la spesa media per passeggero è stata di 107 euro nel 2024, concentrata in ristorazione, shopping e tour guidati.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963