Business crociere in Italia vale miliardi, da Genova a Napoli: la classifica dei porti leader

Le stime 2027 del settore crocieristico in Italia: numeri, impatto economico e la classifica dei principali porti per traffico passeggeri.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Il settore delle crociere si conferma uno dei motori dell’economia turistica italiana, registrando un volume d’affari superiore ai 18 miliardi di euro e sostenendo una forza lavoro di oltre 113 mila occupati. I numeri del 2026 sono tutti positivi e, secondo le previsioni degli esperti, anche nel 2027 ci si aspetta lo stesso andamento.

Da quello che è emerso infatti dalle stime diffuse in occasione dell’Italian cruise day di Livorno, i porti italiani si preparano a movimentare quasi 16 milioni di passeggeri, con una crescita del 4% rispetto ai valori attesi quest’anno e un traffico di passeggeri che ricadrà in alcuni attracchi più che in altri.

Ovviamente, per i territori, la vera sfida consiste nel trasformare i passeggeri in una maggiore spesa turistica locale. Non basta cioè accogliere più navi ma servono collegamenti efficienti, servizi adeguati, itinerari ben organizzati e un’offerta capace di distribuire i visitatori anche al di fuori delle aree più frequentate, così da poterne avere un ritorno anche nel lungo termine.

Perché è importante il business delle crociere in Italia

Al di là degli effetti su occupazione ed economia in generale, il comparto delle crociere genera ricadute ben oltre le attività portuali, coinvolgendo:

Dei 18 miliardi stimati da Clia Europe, l’associazione che riunisce le principali compagnie del settore, è facile intuire come da ogni scalo si sviluppi una filiera articolata che comprende terminal e servizi portuali, approvvigionamenti, manutenzione attività ricettive e servizi per i passeggeri. Infine, una parte importante della ricaduta economica riguarda anche le escursioni organizzate durante le soste. I crocieristi possono visitare centri storici, siti archeologici, borghi e località costiere, generando spesa nelle attività commerciali e contribuendo alla promozione delle destinazioni italiane sui mercati internazionali.

La classifica dei porti leader in Italia

Secondo le previsioni dell’Italian cruise watch 2026, presentate da Risposte Turismo a Livorno il 23 ottobre 2026, nel 2027 i porti italiani dovrebbero raggiungere 15.995.000 passeggeri movimentati e 6.375 accosti.

Dai dati riportati è possibile risalire alla classifica dei principali porti crocieristici italiani previsti per il 2027, ordinati per volume di traffico passeggeri e accompagnati dalle rispettive dinamiche di crescita. Nel dettaglio, sul podio troviamo:

Il primo elemento che emerge, in questo caso, è la distanza tra il primo e gli altri porti. Con 3,8 milioni di passeggeri attesi, lo scalo laziale movimenterebbe quasi il doppio dei crocieristi previsti a Napoli e oltre il doppio di quelli di Genova. La leadership è probabilmente sostenuta dalla centralità di Roma negli itinerari internazionali e dalla capacità del porto di accogliere volumi elevati di traffico.

A seguire troviamo:

Chiudono la top 10 invece:

Tra gli altri scali, fuori dai primi 10 posti ma comunque con un potenziale, anche Catania (con circa 375 mila passeggeri e un incremento del 29,6%) e Taranto, con una crescita attesa del 14,8%.

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