Il settore delle crociere si conferma uno dei motori dell’economia turistica italiana, registrando un volume d’affari superiore ai 18 miliardi di euro e sostenendo una forza lavoro di oltre 113 mila occupati. I numeri del 2026 sono tutti positivi e, secondo le previsioni degli esperti, anche nel 2027 ci si aspetta lo stesso andamento.
Da quello che è emerso infatti dalle stime diffuse in occasione dell’Italian cruise day di Livorno, i porti italiani si preparano a movimentare quasi 16 milioni di passeggeri, con una crescita del 4% rispetto ai valori attesi quest’anno e un traffico di passeggeri che ricadrà in alcuni attracchi più che in altri.
Ovviamente, per i territori, la vera sfida consiste nel trasformare i passeggeri in una maggiore spesa turistica locale. Non basta cioè accogliere più navi ma servono collegamenti efficienti, servizi adeguati, itinerari ben organizzati e un’offerta capace di distribuire i visitatori anche al di fuori delle aree più frequentate, così da poterne avere un ritorno anche nel lungo termine.
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Perché è importante il business delle crociere in Italia
Al di là degli effetti su occupazione ed economia in generale, il comparto delle crociere genera ricadute ben oltre le attività portuali, coinvolgendo:
- alberghi;
- attività di ristorazione;
- trasporti;
- commercio
Dei 18 miliardi stimati da Clia Europe, l’associazione che riunisce le principali compagnie del settore, è facile intuire come da ogni scalo si sviluppi una filiera articolata che comprende terminal e servizi portuali, approvvigionamenti, manutenzione attività ricettive e servizi per i passeggeri. Infine, una parte importante della ricaduta economica riguarda anche le escursioni organizzate durante le soste. I crocieristi possono visitare centri storici, siti archeologici, borghi e località costiere, generando spesa nelle attività commerciali e contribuendo alla promozione delle destinazioni italiane sui mercati internazionali.
La classifica dei porti leader in Italia
Secondo le previsioni dell’Italian cruise watch 2026, presentate da Risposte Turismo a Livorno il 23 ottobre 2026, nel 2027 i porti italiani dovrebbero raggiungere 15.995.000 passeggeri movimentati e 6.375 accosti.
Dai dati riportati è possibile risalire alla classifica dei principali porti crocieristici italiani previsti per il 2027, ordinati per volume di traffico passeggeri e accompagnati dalle rispettive dinamiche di crescita. Nel dettaglio, sul podio troviamo:
- Civitavecchia, dove sono previsti 3,8 milioni di passeggeri (+2,7% rispetto al 2026);
- Napoli, con 1,95 milioni di passeggeri (+11,4% rispetto al 2026);
- Genova, con 1,6 milioni di passeggeri (stabile rispetto al 2026).
Il primo elemento che emerge, in questo caso, è la distanza tra il primo e gli altri porti. Con 3,8 milioni di passeggeri attesi, lo scalo laziale movimenterebbe quasi il doppio dei crocieristi previsti a Napoli e oltre il doppio di quelli di Genova. La leadership è probabilmente sostenuta dalla centralità di Roma negli itinerari internazionali e dalla capacità del porto di accogliere volumi elevati di traffico.
A seguire troviamo:
- Palermo, con 1.204.508 passeggeri (+19,8% rispetto al 2026);
- La Spezia, con 845.000 passeggeri (+12,6% rispetto al 2026);
- Savona, con 840.000 passeggeri (stabile rispetto al 2026);
- Livorno, con 820.000 passeggeri (+0,6% rispetto al 2026).
Chiudono la top 10 invece:
- Messina, con 818.000 passeggeri (+4,1% rispetto al 2026);
- Salerno, con 530.000 passeggeri (+31,7% rispetto al 2026);
- Bari, con 525.000 passeggeri (Stabile rispetto al 2026).
Tra gli altri scali, fuori dai primi 10 posti ma comunque con un potenziale, anche Catania (con circa 375 mila passeggeri e un incremento del 29,6%) e Taranto, con una crescita attesa del 14,8%.