Prada PE 2027 Clarity, Miuccia e Raf Simons scelgono la sottrazione come atto creativo

Al Deposito della Fondazione Prada, Miuccia Prada e Raf Simons presentano Clarity: una collezione che trasforma la precisione e l'essenziale in una dichiarazione di stile contemporaneo

Pubblicato:

Matteo Calzaretta

Giornalista

Giornalista pubblicista, collabora con alcune tra le principali testate nazionali di lifestyle e spettacoli.

Per la Primavera Estate 2027, Prada sceglie una direzione netta. Al Deposito della Fondazione Prada, trasformato dallo studio OMA di Rem Koolhaas in uno scenario futuristico e rigoroso, Miuccia Prada e Raf Simons presentano Clarity: una collezione che mette al centro il valore della sottrazione.

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Blazer oversize su camicia trasparente: la silhouette asciutta e controllata di Clarity reinterpreta i capi più comuni con un approccio chirurgico, lontano dalle logiche dello streetwear di lusso

L’ambiente riflette perfettamente il messaggio creativo: geometrie essenziali, luci al neon e un equilibrio studiato tra pieni e vuoti. Nessun elemento superfluo, nessuna distrazione. La stessa logica che guida l’intera collezione.

Il nuovo lusso passa dall’essenziale

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Tre dettagli che sintetizzano l’approccio di Clarity: la precisione costruttiva sostituisce la decorazione, ogni elemento è parte di una costruzione pensata senza elementi superflui

La proposta maschile di Prada si sviluppa attraverso una silhouette asciutta e controllata. Jeans, giacche in denim e t-shirt vengono reinterpretati con un approccio quasi chirurgico, lontano dalle logiche dello streetwear di lusso che hanno dominato l’ultimo decennio.

I designer parlano di “rimaterializzazione”: un processo che ridefinisce il significato stesso dei capi più comuni. Il risultato è un guardaroba che non cerca di stupire attraverso l’eccesso, ma attraverso la precisione. Anche gli accessori seguono questa filosofia: ridotti all’essenziale, diventano parte integrante della costruzione dell’outfit senza mai prevalere sull’insieme.

Nelle note di collezione, Prada e Simons descrivono il rifiuto come un gesto progettuale consapevole, uno strumento per definire e mettere a fuoco. In questa visione, il concetto di novità non nasce dall’aggiungere, ma dall’eliminare. Un approccio che trasforma la semplicità in un esercizio di ricerca e di consapevolezza.

Chi c’era nel front row

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Il pavimento a neon di OMA per Rem Koolhaas riflette i colori saturi della collezione: geometrie essenziali dell’allestimento e precisione cromatica dei look si rispondono

Attorno alla passerella si è riunita una delle platee più internazionali della stagione. Presenti artisti, attori e protagonisti della cultura pop globale: Troye Sivan, Mahmood, Joachim Trier, Thomas Vinterberg, Anthony Edwards e Louis Partridge. Accanto a loro Jaehyun degli NCT, Jaafar Jackson, gli ENHYPEN, Saint Levant, Greg Hsu, Jarred Vanderbilt, Louis Hofmann, Noah Jupe e Kentaro Sakaguchi.

Una presenza trasversale che conferma la capacità di Prada di interpretare linguaggi, generazioni e geografie differenti. La parola chiave della stagione è concentrazione: non una semplificazione della realtà, ma un’intensificazione dello sguardo. Con Clarity, Prada propone una moda che sceglie la precisione invece del rumore, trasformando la chiarezza in una delle forme più contemporanee di coraggio creativo.

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