Una boutique Gucci come passerella, una galleria di personaggi come casting e una domanda al centro di tutto: chi è davvero il cliente Gucci? Con The Store Show, Demna costruisce per la maison un universo in cui aristocrazia, pop culture, borghesia milanese e logomania convivono senza chiedere il permesso.
Non c’è un solo Gucci, ma tanti Gucci diversi che finiscono nello stesso negozio, ed è proprio questa la chiave della collezione. Il set sembra un vero store della maison: vetrine, scaffali, borse, gioielli e abiti diventano parte dello show.
I modelli attraversano lo spazio come clienti e commessi di un grande teatro del lusso, mentre in passerella si alternano bomber oversize, abiti aderenti, maxi pellicce, completi sartoriali, gonne, cinture corsetto e dettagli Horsebit.
Lo styling spinge tutto al massimo, tra proporzioni esagerate, accessori protagonisti e riferimenti riconoscibili all’archivio Gucci.
Indice
Gli stereotipi diventano moda
Demna gioca con gli stereotipi della maison e li rimette in circolo: la sciura milanese, il playboy, la femme fatale, il rapper, il businessman e il cool boy possono convivere nello stesso guardaroba. Il risultato è volutamente sfacciato, a tratti ironico, ma soprattutto costruito per essere riconoscibile.
Tutti gli ospiti alla sfilata
Se la passerella mette in scena i diversi volti della maison, il front row sembra il casting di un film. Tra gli ospiti spiccano Cardi B, arrivata in una scenografica maxi pelliccia bianca, Donatella Versace, Bianca Jagger, Naomi Watts, Shawn Mendes e Bruna Marquezine. A rappresentare lo sport ci sono Jannik Sinner e Aryna Sabalenka, mentre tra gli altri nomi figurano Camila Morrone, Homer Gere e Mariacarla Boscono.
Gucci vuole tutti
È una scelta che racconta bene la direzione di Demna: mettere nello stesso spazio mondi lontani e trasformarli in un unico immaginario Gucci. Il negozio diventa più di un set: è il luogo in cui la maison espone tutte le sue identità e lascia che sia il pubblico a scegliere quale indossare. La vera operazione di Demna è questa: Gucci non sceglie un solo cliente, li vuole tutti. Il lusso incontra la cultura pop, l’heritage si mescola all’ironia e gli archetipi della maison diventano qualcosa di nuovo. Una Gucci gang affollata, dove entrare in negozio significa, prima di tutto, scegliere chi essere.