Italia seconda al mondo per la produzione di pomodoro, superata la Cina

L'Italia supera la Cina nel pomodoro da industria: secondo posto mondiale dopo gli USA. Crescono superfici, export e consumi interni.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Secondo il recente report Ismea, pubblicato il 31 marzo 2026, nel 2025 l’Italia si è posizionata al secondo posto mondiale per produzione di pomodoro da industria, superando la Cina e posizionandosi subito dopo gli Stati Uniti. In particolare, California, Italia e Cina continuano a rappresentare oltre la metà della produzione mondiale, ma con equilibri profondamente mutati. Il ridimensionamento cinese ha infatti aperto spazi competitivi che l’Italia è riuscita a intercettare, rafforzando il proprio ruolo.

Produzione pomodoro in aumento in Italia

Nel 2025 la produzione italiana ha superato i 5,8 milioni di tonnellate, in crescita dell’11% rispetto al 2024 e dell’8% rispetto alla media dell’ultimo triennio. Tuttavia, l’incremento non è stato trainato da un miglioramento delle rese agricole, bensì dall’espansione delle superfici coltivate.

Gli ettari investiti hanno raggiunto quota 78.700, con un aumento del 3,7% su base annua e del 13% rispetto alla media delle tre campagne precedenti. Al contrario, le rese medie nazionali si sono attestate a 74,2 tonnellate per ettaro, uno dei livelli più bassi dell’ultimo decennio. A incidere sono stati soprattutto fattori climatici: crisi idrica nel Mezzogiorno e condizioni meteorologiche anomale nel Nord Italia.

Nord e Centro-Sud: due modelli produttivi a confronto

Analizzando nel dettaglio le aree produttive, emergono differenze significative tra il bacino del Nord e quello del Centro-Sud.

Nel Nord Italia, le superfici coltivate hanno raggiunto i 45.030 ettari (+8% rispetto al 2024), sostenute dalla forte domanda industriale. La produzione ha toccato oltre 3,1 milioni di tonnellate, con un incremento del 30% su base annua. Tuttavia, anche qui le rese sono rimaste sotto la media storica, fermandosi a 69,3 tonnellate per ettaro. Le alte temperature di inizio estate hanno provocato la cascola dei fiori, mentre le piogge intense successive hanno ulteriormente penalizzato la produttività. Nonostante ciò, la qualità delle bacche è risultata elevata, grazie a un buon grado Brix.

Nel Centro-Sud, invece, la situazione è stata fortemente condizionata dalla scarsità d’acqua. Le superfici si sono attestate a 33.665 ettari, in lieve calo rispetto al 2024 ma in crescita rispetto al triennio precedente. La produzione ha raggiunto circa 2,7 milioni di tonnellate (-5% su base annua), con rese medie di 80,7 tonnellate per ettaro, anch’esse in calo. Particolarmente critica la situazione nel bacino di Foggia, dove la crisi idrica ha inciso in modo diretto sui volumi produttivi.

Prezzi ed esportazioni in aumento: quanto vale il mercato

Oltre all’incremento della produzione, nel 2025 si è registrato anche un aumento dei prezzi per il pomodoro tondo (+3%) e per quello allungato (+22%), mentre il pomodorino da conserva è rimasto stabile. Rispetto alla media del triennio precedente, tutte le tipologie hanno mostrato una tendenza al rialzo, sostenute anche dalla buona qualità del prodotto.

Sul fronte dell’export, l’Italia inoltre consolida la propria leadership globale. Anche nella campagna 2024/25, il Paese si conferma primo esportatore mondiale di conserve di pomodoro, davanti a Cina, Spagna e Stati Uniti. Le esportazioni hanno superato i 2,8 miliardi di euro, con un volume di circa 4,7 milioni di tonnellate (espresso in peso equivalente di pomodoro fresco). Il saldo della bilancia commerciale ha oltrepassato i 2,5 miliardi di euro, rendendo questo comparto il più performante dell’intero settore ortofrutticolo italiano.

Questo primato si basa su diversi fattori, quali:

L’Italia, dunque, non compete solo sui volumi, ma soprattutto sulla qualità e sulla trasformazione.

Consumi interni in crescita e prezzi in calo

Un altro segnale positivo arriva dal mercato domestico. Nella stagione commerciale 2024/25, gli acquisti di conserve di pomodoro da parte delle famiglie italiane sono aumentati del 2% in volume, sia rispetto all’anno precedente sia rispetto alla media delle ultime tre stagioni. Nello stesso periodo, si è registrata una lieve riduzione dei prezzi medi al dettaglio, che ha interrotto la fase di rincari iniziata nel 2022 a seguito dell’aumento dei costi energetici.

Questa dinamica – più acquisti a prezzi leggermente più bassi – ha determinato un incremento dell’1,3% della spesa complessiva delle famiglie. Infatti, si è rafforzata la domanda di prodotti a maggiore valore aggiunto, come sughi pronti, passate premium e conserve biologiche.

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