Olio contraffatto venduto come italiano, rischio frodi sul falso Made in Italy in aumento

Il settore dell’olio d'oliva sta affrontando un periodo critico a causa dell'aumento dei prodotti contraffatti spacciati per Made in Italy

Pubblicato: 28 Gennaio 2025 11:24

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

Il settore dell’olio d’oliva, da sempre uno dei pilastri dell’eccellenza agroalimentare italiana, sta affrontando un periodo critico. Mentre l’Italia continua a essere il maggior produttore e consumatore di olio extravergine d’oliva, l’aumento delle importazioni di olio tunisino a prezzi estremamente bassi ha sollevato preoccupazioni riguardo alle speculazioni sui mercati e al rischio di frodi alimentari.

In particolare, la contraffazione del prodotto venduto come italiano è diventata una delle sfide più gravi per la sicurezza del consumatore e per la tutela dei produttori nazionali.

Olio extravergine spacciato per italiano, l’allarme sul falso Made in Italy

Il Made in Italy è sinonimo di qualità, autenticità e tradizione in tutto il mondo. Tra i prodotti più apprezzati, l’olio extravergine d’oliva italiano occupa una posizione di grande prestigio, grazie alla sua alta qualità e al suo ruolo centrale nella dieta mediterranea. Tuttavia, la crescente domanda globale e il commercio internazionale hanno creato terreno fertile per fenomeni di contraffazione che minacciano la reputazione di uno dei settori agroalimentari più preziosi dell’Italia.

Non a caso, secondo Coldiretti, negli ultimi anni, il rischio di frodi legate all’olio extravergine d’oliva si è intensificato, con prodotti venduti come italiani che in realtà provengono da altre nazioni. Questo fenomeno non solo danneggia i produttori italiani, ma inganna anche i consumatori, che pagano per un prodotto che non rispecchia le caratteristiche qualitative dell’olio extravergine italiano.

L’allarme sul “falso Made in Italy” lanciato dalle associazioni di categoria, come Coldiretti e Unaprol, sottolinea quindi l’urgenza di mettere in campo misure di tutela per contrastare queste pratiche fraudolente.

Cosa dicono i numeri

Con circa 250 milioni di piante di olivo distribuite in tutta Italia, e una varietà di oltre 533 tipologie di olive, l’olio d’oliva rappresenta uno dei settori strategici per l’agroalimentare italiano. Il nostro Paese vanta infatti il primato di oli extravergini d’oliva con denominazione di origine protetta (Dop) e indicazione geografica protetta (Igp), che certificano l’autenticità del prodotto.

Tuttavia, nonostante la forte regolamentazione e il rigoroso controllo della filiera, la crescente domanda globale di olio d’oliva ha alimentato il fenomeno delle frodi.

Come riportato da Coldiretti, alcuni produttori stranieri, in particolare quelli provenienti da paesi come la Tunisia, la Spagna e il Marocco, esportano olio che, pur non essendo prodotto in Italia, viene miscelato e venduto con etichette che lo presentano come “Made in Italy”,  per attrarre i consumatori ma, allo stesso tempo, ingannarli. Questa concorrenza sleale mette sotto pressione i produttori italiani, che si trovano a competere con olio di bassa qualità venduto a prezzi stracciati.

La legislazione italiana ed europea prevede che l’olio venduto come italiano debba provenire effettivamente da olive raccolte in Italia. Tuttavia è difficile per i consumatori distinguere tra un vero olio italiano e uno falso o contraffatto, poiché le etichette possono essere manipolate con tecniche ingannevoli.

Come riconoscere l’olio extravergine d’oliva autentico

La crescente diffusione delle frodi e della contraffazione rende ancora più cruciale per i consumatori essere in grado di distinguere l’olio extravergine d’oliva autentico da quello adulterato o di bassa qualità. Nel vademecum su come riconoscere un olio extravergine d’oliva Made in Italy, gli esperti ricordano di:

Le soluzioni per proteggere il Made in Italy

Per tutelare i produttori italiani e combattere la crescente diffusione delle frodi, Coldiretti e Unaprol chiedono l’introduzione di un sistema telematico di registrazione e tracciabilità unico a livello europeo. Questo sistema dovrebbe garantire la trasparenza lungo tutta la filiera produttiva, dalla raccolta delle olive fino al prodotto finale sugli scaffali, proteggendo così i consumatori e assicurando che solo l’olio d’oliva autentico e di qualità possa fregiarsi del marchio Made in Italy.

Inoltre, è stato chiesto al Governo di rivedere l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e la Tunisia e un rafforzamento delle politiche europee di protezione per il settore olivicolo, con l’obiettivo di limitare le importazioni di olio a basso costo – come quello tunisino appunto (sempre più diffuso in Italia) –  durante il periodo di raccolta dell’olio italiano. Ciò permetterebbe ai produttori nazionali di affrontare con maggiore serenità la concorrenza sui mercati internazionali.

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