Occupazione in calo al 62,5%, un terzo degli italiani è disoccupato e non cerca impiego

I dati di dicembre sull'occupazione chiudono un anno di stagnazione per il mercato del lavoro italiano: crescono solo gli inattivi, che sono un terzo delle persone tra 15 e 64 anni

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

L’Istat ha pubblicato i dati sull’occupazione relativi a dicembre 2025, segnalando un calo sia degli occupati sia dei disoccupati. Mentre il tasso di occupazione rimane sostanzialmente stabile, quello di disoccupazione cala. Movimenti che sono giustificati dall’aumento degli inattivi, le persone che non hanno né cercano un lavoro.

Questa è stata anche la tendenza dell’intero 2025. Con i dati di dicembre infatti si completa la serie degli ultimi 12 mesi, e la traiettoria che si è strutturata nel corso di tutto l’anno diventa evidente. Gli occupati in Italia sono stagnanti e non riescono a superare la soglia dei 24,2 milioni, mentre sempre più persone rinunciano a cercare un lavoro.

Gli occupati a dicembre e nel 2025

Rispetto a novembre 2025, gli occupati sono rimasti sostanzialmente stabili, riducendosi di sole 20mila unità su oltre 24 milioni di persone. Un calo di circa lo 0,1%, che ha mantenuto il tasso di occupazione al 62,5%, tra i più alti nelle serie storiche, ma anche tra i più bassi nel 2025, anno in cui la maggior parte dei dati mensili si è mantenuta sopra questa soglia.

Una stabilità che ha segnato tutto il 2025. A gennaio il numero di occupati registrati era di 24,14 milioni, lo stesso di dicembre. Nel mezzo ci sono state piccole oscillazioni che solo in un’occasione, a luglio, hanno visto la popolazione lavoratrice calare sotto i 24,10 milioni. Il mercato del lavoro sembra quindi aver raggiunto un suo massimo, incapace di superare i 24,2 milioni di occupati.

Eppure i posti di lavoro ci sarebbero. Secondo Istat, il tasso di posti vacanti nel terzo trimestre del 2025 è dell’1,8%, pari a circa 440mila posti. Si tratta di una situazione ben conosciuta dalle aziende, che faticano spesso a trovare lavoratori. Il mercato del lavoro italiano non sembra però più in grado di soddisfare questa domanda.

Il tasso di disoccupazione è in continuo calo

La difficoltà nel trovare lavoratori è testimoniata dal crollo del numero di disoccupati e quindi del tasso di disoccupazione. A dicembre sono calati in valore assoluto, in quantità paragonabili a quelle degli occupati, 15mila, ma partendo da una platea molto più piccola, di 1,4 milioni di persone. I disoccupati in Italia sono definiti come le persone che non hanno un lavoro e ne stanno cercando uno.

Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile, al 5,6%, tra i più bassi d’Europa. La media dell’Eurozona è infatti al 6,3%, quella dell’Ue al 6,0%. Ad aumentare, a dicembre come in tutto il 2025, sono stati gli inattivi, che sono saliti a 12,5 milioni di persone e il 33,7% della popolazione in età da lavoro.

L’Italia ha un problema con gli inattivi?

Il 2025 è stato l’anno degli inattivi in Italia. Dopo aver toccato il minimo nel 2023, scendendo sotto i 12,2 milioni, questa categoria, che include le persone che non hanno un lavoro e non lo cercano, ha ricominciato a ingrandirsi, arrivando ai livelli attuali. Si tratta però di una popolazione molto variegata. Secondo i dati di Pwc:

Quindi, delle persone non occupate e che non cercano lavoro, il 48,7% (la somma di studenti e pensionati) non è al momento parte della forza lavoro, perché lo è stato e ha smesso di lavorare o lo sarà in futuro. Se a questi si aggiungono le persone in attesa di risposta da un colloquio, si supera la metà degli occupati.

Chi non lavora per “motivi familiari” è quindi la demografica più ampia tra gli inattivi. Sono 3 milioni di persone, 2,9 delle quali sono donne. I motivi familiari sono molto spesso la cura dei figli, che per mancanza di servizi adeguati impone spesso a uno dei due genitori, quasi sempre la madre per ragioni culturali, di smettere di lavorare.

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