Giochi Preziosi, accordo con i cinesi di Superhisen ma futuro in bilico per 150 lavoratori

Giochi Preziosi firma l'intesa con Superhisen per il rilancio. Salvi fino a 900 addetti del wholesale, resta aperto il nodo di 150 lavoratori

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Giochi Preziosi prova a uscire dalla crisi e guarda alla Cina. L’azienda ha firmato un investment agreement con l’investitore internazionale Superhisen. Un’intesa che potrebbe favorire l’ingresso del gruppo cinese nel capitale e sostenere il piano di ristrutturazione della società, oggi in concordato preventivo presso il Tribunale di Milano. Il gruppo cinese, già legato alla società, sarebbe pronto a entrare nell’azionariato attraverso un aumento di capitale da circa 80 milioni di euro.

La mossa arriva mentre il dossier resta ancora aperto su più fronti: il rilancio del business, il futuro dei negozi e, soprattutto, la tutela dei dipendenti coinvolti nella crisi.

Il peso del nodo occupazionale

Secondo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’accordo con Superhisen riguarda soprattutto il settore wholesale, che impiega tra gli 800 e i 900 addetti e che potrebbe beneficiare dell’accordo in termini di continuità occupazionale.

Più complessa la situazione del retail, dove risultano tra i 100 e i 150 lavoratori già in cassa integrazione e per i quali il confronto con istituzioni e parti sociali dovrà essere più strutturato. In altre parole, la tutela occupazionale non è automatica per tutti. La tenuta dell’azienda dipenderà dalla capacità di trasformare l’accordo in un piano credibile e sostenibile.

Il tema occupazionale è diventato ancora più evidente nelle settimane precedenti, quando lo stato di agitazione ha coinvolto decine di negozi e centinaia di lavoratori, in un quadro di forte incertezza sul futuro della rete commerciale.

Perché guardare alla Cina

L’ingresso di Superhisen conferma una tendenza sempre più frequente: imprese italiane in difficoltà che cercano partner esteri capaci di apportare liquidità e visione industriale. Nel caso di Giochi Preziosi, il profilo dell’investitore cinese è rilevante perché si parla di un fornitore già inserito nella catena del valore dell’azienda, dunque non di un soggetto estraneo al settore.

Giochi Preziosi è un nome storico del mercato italiano dei giocattoli e ha costruito nel tempo una presenza molto riconoscibile, sia nel wholesale sia nei negozi diretti. Nata nel 1978 da Enrico Preziosi, che è stato anche presidente del Genoa dal 2003 al 2021, l’azienda inizialmente fungeva da commercio all’ingrosso di giocattoli. Successivamente, inizia a sviluppare accordi di distribuzione esclusiva con alcuni produttori internazionali di giocattoli, tra cui Tomy e Bandai.

Nel 2023 il Gruppo ha registrato ricavi per 350 milioni di euro, in ripresa rispetto ai 341 milioni del 2022, anno in cui il bilancio ha subito perdite per 52,5 milioni.

Ristrutturazione e tempi stretti

Sul piano procedurale, i tempi restano serrati. Il Tribunale di Milano ha concesso una proroga di 60 giorni per completare il progetto di rilancio, che dovrà essere presentato entro il 6 agosto. Un nuovo tavolo ministeriale è previsto in autunno, dopo la decisione dei giudici. In parallelo, l’azienda sta cercando ulteriori investitori per raccogliere le risorse necessarie al piano industriale 2027/2031.

Al prossimo tavolo saranno coinvolti anche rappresentanti delle Regioni, dove sono presenti i punti vendita Giochi Preziosi, per avviare politiche attive a tutela dei dipendenti coinvolti. La prossima riunione si terrà il 7 ottobre.

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