Rinnovo del contratto dei dipendenti degli enti locali, fino 140 euro al mese in più

È stato approvato il rinnovo del contratto 2022-2024 per più di 440mila dipendenti degli enti locali, con aumenti fino a 140 euro lordi al mese

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Matteo Runchi

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È stato ufficialmente approvato il rinnovo del contratto di oltre 440mila dipendenti di vari enti locali, dai Comuni alle Regioni. Tra di loro ci sono anche 13mila dirigenti. Gli aumenti raggiungeranno i 140 euro al mese lordi, ma si tratta soltanto del contratto dello scorso triennio, quello che va dal 2022 al 2024.

Ci saranno quindi arretrati da incassare, ma L’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran) ha subito promesso una nuova trattativa per arrivare quanto prima a un accordo anche per il triennio in corso, quello che è iniziato lo scorso anno e che finirà nel 2027.

Il rinnovo dei contratti dei dipendenti degli enti locali

Gli stipendi e i privilegi dei lavoratori degli enti pubblici locali sono regolati da un contratto diverso rispetto a quello dei dipendenti statali e ministeriali. Questo contratto include le persone che lavorano per:

La novità principale sono gli aumenti. Per i dipendenti si tratta del 5,78% in più rispetto al monte salari del 2021, con un aumento accessorio dello 0,22%. In totale questo dovrebbe tradursi in 140 euro al mese in più in busta paga in media. Per i dirigenti coinvolti, che sono circa 13mila, l’aumento medio arriverà a 444 euro al mese, sempre prima delle tasse.

La soddisfazione del Governo

Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto tra i rappresentanti dei lavoratori pubblici e gli enti locali. Zangrillo ha riaffermato che l’obiettivo rimane quello di ridurre progressivamente il divario tra le retribuzioni della Pa locale e di quella centrale:

È necessario portare innovazione e riconoscere, nei fatti, il ruolo strategico di chi opera ogni giorno sul territorio a contatto con i cittadini. Gli aumenti medi previsti rappresentano un segnale tangibile di attenzione verso il personale, tanto della dirigenza quanto del comparto, perché la qualità della Pubblica amministrazione passa dal riconoscimento di competenze e professionalità delle persone.

Zangrillo ha poi espresso la volontà di intavolare immediatamente le trattative per aggiornare ulteriormente i contratti al triennio in corso, riducendo il ritardo della contrattazione collettiva pubblica.

Le trattative per il triennio in corso

Ha insistito sullo stesso tema anche Antonio Naddeo, presidente dell’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran), che rappresenta i lavoratori della Pa in questo tipo di contrattazioni:

L’obiettivo ora è avviare tempestivamente la nuova tornata contrattuale 2025-2027, non appena i Comitati di settore trasmetteranno al ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, i relativi atti di indirizzo. Ringrazio le organizzazioni sindacali per il confronto costruttivo che ha consentito di giungere alla sottoscrizione definitiva del contratto.

Naddeo ha definito l’accordo raggiunto come un “equilibrio tra le legittime aspettative del personale e la sostenibilità”, e ha sottolineato anche dalla parte dei lavoratori la volontà di ridurre il divario con le amministrazioni centrali.

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