Contratto dipendenti comunali, aumenti da 152 euro e arretrati fino a 1.170 euro

In arrivo il rinnovo del contratto nazionale 2025-2027 dei dipendenti di Regioni ed enti locali: verso la firma con aumenti e arretrati

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Buone notizie per i dipendenti comunali e non solo: sono infatti in arrivo aumenti e arretrati sullo stipendio. È attesa all’Aran la firma dell’accordo per il rinnovo del contratto nazionale 2025-2027 dei dipendenti di Regioni ed enti locali.

L’intesa riguarda circa 404mila lavoratori del comparto e arriva a meno di cinque mesi dalla firma definitiva del precedente contratto, un intervallo davvero ridotto rispetto ai tempi abituali. In busta paga si attendono aumenti medi superiori rispetto a quelli previsti in altri comparti della pubblica amministrazione.

Aumenti fino a 152 euro al mese e arretrati fino a 1.170 euro

Il rinnovo contrattuale prevede aumenti medi mensili fino a 152 euro, una cifra superiore alla media di 141 euro registrata negli altri comparti pubblici.

Oltre agli aumenti retributivi, sono previsti anche gli arretrati, che varieranno in base all’inquadramento del dipendente e potranno andare da 920 a 1.170 euro.

Dopo l’intesa tra Aran e sindacati, il contratto dovrà affrontare i controlli della Ragioneria generale dello Stato e della Corte dei conti prima della firma definitiva e dell’entrata in vigore.

Perché gli aumenti sono più alti per i dipendenti comunali

Una delle principali novità riguarda il finanziamento destinato agli stipendi dei dipendenti dei Comuni.

Alle risorse già previste si aggiunge infatti il fondo introdotto dall’ultima Legge di Bilancio, pari a 50 milioni di euro nel 2027 e 100 milioni di euro dal 2028, pensato per ridurre il divario retributivo che negli anni ha penalizzato il personale degli enti locali rispetto ad altre amministrazioni pubbliche.

La misura interessa soprattutto i Comuni, che impiegano quasi l’85% dei lavoratori del comparto, mentre restano esclusi i circa 48mila dipendenti di Province e Città metropolitane.

Secondo quanto previsto dalla normativa, si tratta del primo finanziamento stabile dello Stato destinato specificamente al personale degli enti locali.

Le novità per incarichi e buste paga

Il contratto interviene anche sulle componenti accessorie della retribuzione. Tra le principali modifiche ci sono quelle dedicate alle elevate qualificazioni, cioè ai dipendenti che ricoprono gli incarichi più importanti tra il personale non dirigente.

Gli enti potranno utilizzare parte dei risparmi ottenuti dal mancato utilizzo completo degli spazi destinati alle assunzioni per finanziare questi incarichi, entro un limite massimo fissato al 15% delle risorse complessive.

Semplificazioni per i piccoli Comuni

Particolare attenzione viene riservata agli oltre 7mila Comuni privi di dirigenti, che rappresentano quasi il 90% del totale.

Per queste amministrazioni vengono semplificate le regole relative al fondo decentrato, sia nella componente stabile sia in quella variabile.

Il contratto punta inoltre a favorire le gestioni associate tra enti, con iniziative dedicate al welfare integrativo e alla formazione del personale.

Ferie, turni e Intelligenza artificiale

Ma c’è anche dell’altro: il contratto riconosce infatti anche durante i periodi di ferie le indennità collegate ai turni e alle particolari condizioni di lavoro.

Il testo recepisce inoltre le stesse novità già introdotte per le Funzioni centrali in materia di utilizzo dell’intelligenza artificiale, prevedendo specifiche tutele per i lavoratori.

Infine viene fissata una verifica nel luglio 2027 per valutare l’eventuale differenza tra l’andamento delle retribuzioni e quello dell’inflazione, così da monitorare gli effetti economici del contratto in corso d’opera.

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