Badanti e colf, nel 2029 saranno 2,2 milioni in Italia, il 69% stranieri

I lavoratori domestici raggiungeranno in tre anni i 2,2 milioni in Italia, a causa della domanda sempre maggiore per l'invecchiamento della popolazione, ma anche colf e badanti stanno invecchiando

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Nell’edizione 2026 di Family (Net) Work, vengono evidenziate alcune previsioni per i prossimi tre anni riguardo il lavoro domestico e soprattutto la composizione della forza lavoro. Colf e badanti continueranno ad aumentare vista l’alta domanda per queste professionalità, dovuto all’invecchiamento della popolazione italiana. Buona parte di loro sarà straniera, soprattutto proveniente da fuori l’Ue, e di conseguenza saranno necessarie nuove modifiche al decreto flussi.

Anche i lavoratori domestici stessi, però, stanno invecchiando. L’età media di colf e badanti è sempre più alta e aumentano i casi di lavoratori over 65, costretti a continuare nel proprio impiego anche a causa della saltuarietà e dell’irregolarità radicate nella professione.

2,2 milioni di badanti e colf in Italia nel 2029

Assindatcolf (Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico) ha commissionato al Centro Studi e Ricerche IDOS un nuovo rapporto nell’ambito del progetto Family (Net) Work, che si occupa di dati e previsioni sul lavoro domestico in Italia. In questo studio si analizzano soprattutto le componenti della popolazione lavoratrice, sottolineando le future necessità della popolazione italiana in questo ambito.

La popolazione italiana sta invecchiando. Entro il 2029 circa 2,2 milioni di anziani avranno bisogno di un aiuto in casa. Tra tre anni, l’orizzonte temporale scelto dal rapporto per le sue previsioni, ci saranno in Italia

Il risultato è di 2,211 milioni di lavoratori domestici, una aumento di 122mila unità rispetto alla situazione attuale.

Le modifiche necessarie al decreto flussi

Il rapporto calcola inoltre che il 73,4% dei badanti e il 64,8% dei colf saranno stranieri nel 2029, per una media pesata del 69%. Le 122mila unità che si aggiungeranno saranno spartite ogni anno tra:

Questa situazione crea un problema legislativo. È impossibile immigrare in Italia legalmente da fuori l’Unione europea a meno che non si passi per uno specifico strumento: il decreto flussi, più precisamente decreto di programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro stagionale nel territorio dello Stato.

Si tratta di una norma che decide quanti immigrati possono entrare in Italia da fuori l’Ue per un intero anno e per quali mansioni. Il decreto flussi è triennale. L’ultimo vale fino al 2028 e permette di entrare in Italia a poco meno di mezzo milione di persone, 166mila all’anno. Di questi, solo 16mila sono lavoratori domestici per ogni anno.

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Rispetto alle stime, quindi, mancano circa 8mila posti per badanti e colf  all’anno nell’attuale programmazione dei flussi, almeno fino al 2028. Se si aggiunge a questa prospettiva che il decreto flussi, in realtà, non fa arrivare immigrati dall’estero ma viene usato semplicemente per regolarizzare la posizione di lavoratori già presenti sul territorio nazionale, si rischia, nei prossimi anni, di andare incontro a una crisi per la mancanza di colf e badanti.

Anche colf e badanti invecchiano

L’altra criticità segnalata dal rapporto è quella dell’età dei lavoratori domestici. Gli ultimi dati risalgono al 2024 e riportano che più dell’11% del lavoro in questo settore era svolto da stranieri over 65. Secondo il report, il settore è:

caratterizzato da scarso ricambio generazionale e da una crescente dipendenza da lavoratori “anziani”, spesso ancora attivi per necessità economiche e per la natura poco tutelata delle carriere nel settore.

Le badanti in particolare soffrono di questa tendenza. In 10 anni, tra il 2015 e il 2024, la quota di persone oltre i 65 anni che praticano questo mestiere è passata dal 4,3% al 16%.

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