Aumento stipendi personale sanitario (non medico): novità per biologi, fisici, chimici, farmacisti

Tutti i dettagli sul rinnovo 2022-2024 per dirigenti sanitari: aumenti tabellari, nuove tariffe straordinari e indennità di specificità.

Pubblicato:

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

Il 27 febbraio 2026 è stato sottoscritto il nuovo CCNL area Sanità 2022-2024. Si tratta di un rinnovo atteso, che interviene sia sulle retribuzioni tabellari sia su una serie di voci accessorie degli stipendi del personale sanitario non medico. Si tratta di professionisti che lavorano nei laboratori analisi, nelle farmacie ospedaliere, nei servizi di diagnostica, nella prevenzione e nella ricerca.

A quanto corrisponde l’aumento stipendi personale sanitario (non medico)

Dopo le anticipazioni già riconosciute nel 2022 e nel 2023, l’articolo 11 del nuovo contratto conferma un incremento di 230 euro lordi al mese, per tredici mensilità a partire dal 1° gennaio 2024, per: biologi, fisici, chimici, farmacisti e dirigenti delle professioni sanitarie. Lo stipendio tabellare annuo, comprensivo della tredicesima, per questi professionisti, viene rideterminato in 50.005,77 euro lordi.

Trattandosi di importi lordi, il netto in busta paga dipende dalle imposte e dalla situazione personale di ciascun lavoratore.

Aumentano gli importi legati agli incarichi

Oltre allo stipendio base, per molti dirigenti sanitari una parte consistente della retribuzione è legata al tipo di incarico ricoperto. Il contratto aggiorna anche questi valori, che variano in base alla responsabilità e si aggiungono allo stipendio base. Pertanto, chi dirige una struttura complessa (l’unità organizzativa di massimo livello all’interno di un’azienda sanitaria, ASL o ospedaliera), può arrivare a percepire oltre 52.000 euro lordi annui per la sola parte legata all’incarico.

Nel dettaglio, per i dirigenti con almeno 5 anni di esperienza e una valutazione positiva, il contratto garantisce che il trattamento economico legato all’incarico non può scendere sotto una determinata soglia minima, pari a 5.500,00 euro lordi annui. Per i dirigenti con almeno 15 anni di servizio, invece, la soglia minima garantita per la retribuzione di posizione sale a 6.500,00 euro lordi annui. Anche in questo caso, è subordinata alla valutazione positiva dell’attività svolta.

Cambiano anche per lo straordinario

Il CCNL aggiorna poi le tariffe per il lavoro straordinario, fissando a 30,72 euro lordi l’ora per lo straordinario diurno, a 34,73 euro per quello notturno o festivo e a 40,07 euro per il notturno festivo. Anche in questo caso si parla di importi lordi.

Inoltre, il testo stabilisce regole precise per il ricorso al lavoro straordinario, al fine di garantire che non sostituisca la normale programmazione del lavoro. Infatti, le prestazioni sono consentite esclusivamente per fronteggiare situazioni di lavoro eccezionali o in seguito a chiamata in servizio per pronta disponibilità, non possono essere utilizzate come strumento ordinario di programmazione o per coprire strutturalmente l’orario di lavoro. Inoltre, ogni ora di straordinario deve essere espressamente autorizzata dal direttore responsabile in base a specifiche esigenze organizzative. È esclusa qualsiasi forma di autorizzazione generalizzata e, in alternativa al pagamento, il dirigente può richiedere la compensazione con riposi sostitutivi o recuperi orari, da fruire entro i quattro mesi successivi, compatibilmente con le esigenze di servizio.

Prevista indennità di specificità sanitaria

Un ulteriore elemento di rilievo introdotto dal nuovo contratto riguarda l’indennità di specificità sanitaria, una voce retributiva dedicata esclusivamente ai dirigenti sanitari non medici, che ha l’obiettivo di valorizzare il ruolo peculiare e le responsabilità professionali di queste figure all’interno del sistema salute. L’importo di questa indennità viene aggiornato, raggiungendo un valore di 1.616,16 euro lordi annui. 

Quando scattano gli aumenti

Gli incrementi dello stipendio tabellare (pari a 230 euro lordi mensili per 13 mensilità) e le nuove tariffe per lo straordinario decorrono ufficialmente dal mese successivo alla firma del contratto. Pertanto, l’adeguamento ordinario dello stipendio dovrebbe essere visibile nel cedolino di marzo 2026 o, al più tardi, in quello di aprile 2026, a seconda dei tempi tecnici di elaborazione dei sistemi informatici.

Essendo il contratto retroattivo, i dirigenti sanitari hanno maturato il diritto agli arretrati per il periodo che va dal 2024 fino al momento dell’effettivo adeguamento. Questi importi, che comprendono la differenza tra il vecchio stipendio e quello nuovo (50.005,77 euro annui lordi a regime) per tutte le mensilità pregresse, inclusa la tredicesima.

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