Aumento stipendi personale ATA, importi e arretrati che superano i 1.000 euro

Rinnovo Ccnl 2025-27: confermati aumenti medi di 137 euro lordi e arretrati fino a 1.250 euro per il personale ATA. Ecco quando arrivano in busta paga.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Grazie all’accordo raggiunto, con il rinnovo del Ccnl Istruzione e Ricerca, per il triennio 2025-2027 è confermato l’aumento degli stipendi del personale ATA, cioè amministrativi, tecnici e ausiliari. Oltre agli aumenti strutturali, è previsto anche il riconoscimento degli arretrati per le mensilità non ancora corrisposte.

Aumenti stipendiali: quanto cresce la busta paga del personale ATA

Entrando nel dettaglio degli importi, l’accordo prevede dal 1° gennaio 2027 un incremento medio per l’intero comparto pari a circa 137 euro lordi mensili per tredici mensilità. Per il personale ATA, che rientra a pieno titolo nel comparto scuola, questo valore rappresenta il riferimento medio. Quindi l’importo effettivo potrà variare in base all’inquadramento, all’anzianità di servizio e alla specifica posizione economica.

Un elemento importante da sottolineare è che circa il 95% delle risorse stanziate viene destinato agli stipendi tabellari. Questo implica un aumento stabile e strutturale della retribuzione base, che incide non solo sulla busta paga mensile, ma anche su tredicesima, Tfr e pensione. Il restante 5% è invece destinato alle indennità accessorie.

Si tratta di un risultato non scontato, raggiunto in tempi particolarmente rapidi. Il negoziato si è infatti concluso in sole tre riunioni, con l’accordo definitivo sul Ccnl Scuola, che coinvolge 1,2 milioni di dipendenti tra docenti, università, enti di ricerca e Afam.

Confermati anche gli arretrati

Oltre agli aumenti futuri, uno degli aspetti più attesi riguarda il pagamento degli arretrati. Poiché gli incrementi decorrono già dal 2025, ma non sono stati ancora interamente erogati, i lavoratori maturano il diritto a ricevere le somme relative al periodo pregresso.

Secondo le stime disponibili, al 30 giugno 2026 gli arretrati per il personale del comparto possono variare indicativamente tra circa 815 e 1.250 euro lordi. Anche in questo caso, la cifra precisa dipenderà dal profilo professionale e dalla posizione economica individuale.

Quando scattano i nuovi importi

I nuovi importi (aumenti e arretrati) non saranno erogati immediatamente. L’accordo attuale, infatti, seppur definitivo, è un’ipotesi contrattuale e deve ancora completare l’iter di approvazione. Sono ora previsti i passaggi di verifica della compatibilità finanziaria, il via libera del governo e la certificazione della Corte dei Conti. Solo al termine di questo percorso il contratto acquisirà efficacia definitiva e si potrà procedere con i pagamenti.

Se i lavori dovessero procedere senza intoppi, per il personale ATA la prima quota di incremento dello stipendio tabellare dovrebbe essere visibile nel cedolino di luglio 2026. E, in concomitanza con il primo aumento a regime, agli stessi verranno liquidati gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2025 fino al momento dell’adeguamento.

Prossimi passi: parte normativa e novità attese

C’è da dire, inoltre, che la questione economica rappresenta solo una parte del rinnovo contrattuale. Nei prossimi mesi si aprirà infatti il confronto sulla parte normativa, che potrebbe introdurre ulteriori novità di interesse anche per il personale ATA.

Tra i temi che saranno affrontati figurano:

Solo attraverso un intervento complessivo – capace di integrare aspetti economici, organizzativi e di tutela – sarà possibile rispondere in modo efficace alle esigenze di un comparto centrale come quello dell’istruzione e della ricerca.

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