Chat Control, cos’è e cosa cambia dopo il voto Ue sulla scansione dei messaggi

Il Parlamento europeo ha prorogato fino al 2028 il regime volontario che consente alle piattaforme di analizzare email e le chat non cifrate

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

Si sta parlando tanto di Chat Control e c’è un buon motivo per questo. Parliamo del pacchetto di norme europee pensato per contrastare la diffusione di materiale pedopornografico online. Una svolta tecnologica che ha però numerose ramificazioni problematiche.

Il 9 luglio 2026 il Parlamento europeo ha prorogato il regime temporaneo e volontario fino al 3 aprile 2028. Ciò vuol dire che le piattaforme potranno scansionare regolarmente messaggi ed email alla ricerca di contenuti illegali. Una decisione che riguarda potenzialmente milioni di utenti, la cui privacy sarà compromessa.

Cos’è il Chat Control e la decisione dell’Europarlamento

Il Chat Control nasce come deroga al regolamento ePrivacy del 2020, quello che tutela la riservatezza delle comunicazioni. Guardando al pratico, aziende come i grandi colossi della messaggistica e della posta elettronica potranno analizzare volontariamente i contenuti scambiati dagli utenti. La proposta era arrivata dalla Commissione europea nel 2022 e, come detto, punta a individuare e segnalare materiale pedopornografico.

Per respingere la proroga nel corso del voto del 9 luglio era necessaria una maggioranza assoluta. Ciò vuol dire 360 su 719 voti totali. La proposta di rigettare l’estensione ha invece ricevuto 314 voti favorevoli, 276 contrari e 17 astensioni. Null’altro di una proroga del regime attuale, dunque, in attesa di una norma definitiva, che è ancora in discussione.

Chat cifrate salve

Il Parlamento ha anche approvato un emendamento che esclude dalla scansione i messaggi protetti da cifratura end-to-end. Possiamo dire che le principali app di messaggistica garantiscono ancora una tutela, dunque.

In quest’ottica, però, è importante ricordare una novità relativa al mondo Meta. Instagram ha rimosso la funzione “end-to-end encryption” lo scorso 9 maggio 2026. Detto ciò, restano scoperti molti altri canali: servizi mail e chat non cifrati. Parliamo di una fetta enorme di comunicazioni quotidiane in Europa.

Chat Control 2.0

Abbiamo parlato di un tassello provvisorio, a fronte di una partita decisiva ancora tutta da giocare. La norma permanente porta il nome di Chat Control 2.0 ed è in negoziato tra Parlamento, Consiglio e Commissione. A differenza dell’attuale regime, questa versione sarebbe obbligatoria e introdurrebbe i cosiddetti “ordini di rilevamento”.

Nel nostro futuro, dunque, ogni piattaforma potrebbe avere la possibilità di scansionare i contenuti, comprese le chat cifrate. Nulla sarà più realmente privato. Il Parlamento vorrebbe limitare queste analisi ai soli soggetti già sospettati (e dietro autorizzazione di un giudice).

Il Consiglio però spinge per un’applicazione molto più ampia. L’ultimo negoziato, il 29 giugno, è saltato proprio su questo nodo, e la trattativa prosegue ora sotto la presidenza di turno irlandese. Sul piano dei principi, nessuno intende schierarsi contro la lotta alla pedopornografia, ma il metodo è problematico, a dir poco.

Più di 800 esperti hanno messo in guardia il Parlamento europeo, denunciando il rischio di una sorveglianza di massa che finirebbe per trattare ogni cittadino come un potenziale sospetto, senza distinzione. C’è da dire, inoltre, che si rischierebbe anche un’ondata di segnalazioni infondate, a margine di una percentuale d’errore nei sistemi automatici. Il futuro del digitale è decisamente oscuro.

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