Apple aumenta i prezzi anche in Italia: rincari per Mac e iPad oltre i 500 euro

Il colosso di Cupertino ritocca al rialzo i listini per l’impennata dei costi delle memorie legata all’AI. Gli iPhone restano esclusi dai rincari (almeno per ora)

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Emanuela Galbusera

Giornalista di attualità economica

Giornalista pubblicista, ha maturato una solida esperienza nella produzione di news e approfondimenti relativi al mondo dell’economia e del lavoro e all’attualità, con un occhio vigile su innovazione e sostenibilità.

Apple ha avviato un pesante ritocco verso l’alto dei listini ufficiali in Italia, aumentando in modo particolare i prezzi di Mac e iPad, mentre iPhone e AirPods restano per ora invariati. Una mossa non del tutto inattesa dopo le parole dell’ad uscente Tim Cook, che aveva spiegato come l’impennata dei costi dei componenti, alimentata dalla crescente domanda dei data center dedicati all’AI, avrebbe inevitabilmente avuto ripercussioni sui consumatori.

I rincari interessano diversi prodotti del catalogo Apple e, secondo le prime indicazioni, oscillano in media tra il 15% e il 25%, trainati soprattutto dall’aumento del costo dei microchip utilizzati per memoria e storage. Per il momento non aumentano i prezzi degli iPhone e di accessori come AirPods e Apple Watch, anche se non si esclude che i prossimi modelli possano essere rivisti al rialzo se la pressione sui componenti dovesse proseguire.

Le parole di Tim Cook: “Gli aumenti sono inevitabili”

A spiegare la situazione è stato lo stesso CEO uscente di Apple, Tim Cook, che il prossimo 1° settembre cederà la guida operativa a John Ternus per assumere il ruolo di Executive Chairman. In un’intervista al Wall Street Journal, Cook ha ammesso che la situazione era diventata insostenibile e ha definito “inevitabili” gli aumenti di prezzo a causa dell’impennata del costo delle memorie utilizzate nei dispositivi elettronici.

“Stiamo facendo del nostro meglio per mitigare gli enormi rincari che ci vengono scaricati addosso e abbiamo cercato di proteggere i nostri clienti, ma la situazione è diventata insostenibile”

ha affermato Cook, spiegando che Apple ha assorbito i maggiori costi finché è stato possibile, senza però riuscire più a evitare un adeguamento dei listini.

Il manager ha anche descritto la situazione come “un evento che capita una volta in un secolo”, sottolineando di non aver mai visto, in oltre quarant’anni di carriera, una pressione simile sulla catena di approvvigionamento dei componenti. Alla base c’è la domanda senza precedenti di chip di memoria da parte dei grandi operatori dell‘intelligenza artificiale, che stanno costruendo enormi data center e assorbendo una quota crescente della produzione mondiale di memorie DRAM e di flash NAND.

Il nuovo listino in Italia: di quanto aumentano Mac e iPad

I primi effetti degli aumenti riguardano soprattutto Mac e iPad. Secondo le prime indicazioni di mercato, i MacBook registrano aumenti medi nell’ordine di alcune centinaia di euro, con i modelli entry-level che partono da rincari più contenuti e le configurazioni superiori che arrivano a superare anche i 300-500 euro nelle versioni più accessoriate.

Ad esempio, il MacBook da 13 pollici, che rappresenta il modello d’ingresso per i portatili Apple, subisce un incremento di 100 euro, posizionandosi a un prezzo di partenza di 799 euro.
Per quanto riguarda la gamma MacBook Air, si registra un aumento lineare di 200 euro, che porta la versione da 13 pollici a quota 1.449 euro e il modello da 15 pollici a 1.749 euro.
Gli aumenti diventano più importanti sulla linea professionale. Acquistare un MacBook Pro da 14 pollici con chip M5 base richiede ora una spesa di 2.249 euro (300 euro in più rispetto al listino precedente). Le configurazioni di fascia alta, destinate a professionisti e sviluppatori e dotate di chip M5 Pro e M5 Max, fanno registrare variazioni rispettivamente di 400 e 600 euro, portando i modelli di punta verso la soglia dei 5.000 euro.

Anche gli iPad risultano interessati dagli aumenti, anche se generalmente più moderati rispetto ai Mac: in questo caso i ritocchi si concentrano tra circa 100 e 200 euro, a seconda del modello e della capacità di memoria.
L‘iPad base aumenta di 90 euro, arrivando a quota 499 euro. Gli incrementi interessano anche la fascia media: l’iPad Air da 11 pollici cresce di 160 euro attestandosi a 829 euro, mentre per il modello top di gamma iPad Pro da 11 pollici il nuovo prezzo è di 1.319 euro, con un aumento netto di 200 euro.

iPhone risparmiati (per ora)

La buona notizia, almeno per il momento, è che i prezzi degli iPhone, degli Apple Watch e degli AirPods sono rimasti invariati. Apple ha preferito non ritoccare il suo core business (per ora), anche se gli occhi degli analisti sono già puntati al prossimo settembre 2026, quando John Ternus debutterà sul palco per presentare la nuova gamma iPhone 18. Secondo la società di ricerca TechInsights, i soli componenti di memoria per l’iPhone 18 Pro potrebbero costare ad Apple circa 196 dollari, contro i soli 52 dollari della generazione precedente. Il rischio per gli utenti è che la tregua duri ben poco.

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