Mai così tanti voli cancellati: il traffico aereo è in tilt. Secondo FlightAware, nella sola mattinata di domenica 1 marzo quasi 7000 voli erano in ritardo e 1900 erano stati cancellati in tutto il mondo. È una delle dirette conseguenze dell’attacco degli Stati Uniti e Israele all’Iran, con la relativa risposta di Teheran nei confronti dei diversi Paesi del Golfo. Scali intercontinentali come Dubai, Doha e Abu Dhabi sono bloccati.
Una situazione simile non si vedeva dall’inizio della pandemia di COVID-19. Al momento la situazione è tanto complessa che potrebbero volerci giorni solo per smaltire i voli arretrati, per riportare i viaggiatori e gli aeromobili a destinazione. Poi c’è la fase di riposo di piloti e assistenti di volo e in tutto ciò continuano ad accumularsi ritardi e cancellazioni. Anche all’aeroporto di Roma Fiumicino, dove la situazione è piuttosto tranquilla, ci sono comunque stati 45 voli da e per Paesi del Medio Oriente cancellati nella giornata del 2 marzo.
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I voli da e per il Medio Oriente cancellati
La situazione in Italia è di relativa tranquillità, ma non senza conseguenze. Sul solo aeroporto di Roma Fiumicino, dove in media partono 800 voli al giorno, 45 in direzione o provenienti dal Medio Oriente sono stati cancellati nella giornata di lunedì 2 marzo. Per il 3 marzo sono previsti al momento 12 voli, ma non è chiaro se saranno cancellati o se subiranno ritardi.
È stato fatto sapere che le compagnie aeree hanno avvisato per tempo i passeggeri. Sono stati sospesi vari collegamenti, come per esempio quelli delle compagnie:
- ITA Airways;
- Emirates;
- Etihad;
- El Al;
- Wizz Air;
- Qatar Airways.
Come hanno reagito le compagnie aeree
Emirates ha temporaneamente sospeso le operazioni da e verso Dubai fino alle 18:00 (ora italiana) di martedì 3 marzo. Sul sito della compagnia si legge che la situazione è estremamente variabile, ma che è tenuta sotto controllo.
Inoltre, invita i passeggeri a consultare gli aggiornamenti sul sito prima di recarsi in aeroporto; per chi ha una prenotazione per viaggiare entro il 5 marzo, ci sono diverse opzioni: cambio prenotazione su un volo alternativo o richiesta di rimborso.
Wizz Air invece ha cancellato i voli da e per l’Arabia Saudita fino al 7 marzo compreso. Sono sospesi i voli anche da e per Israele, Dubai, Abu Dhabi e Amman.
Poi c’è la Turchia, che come nazione ha cancellato tutti i voli verso Iran, Iraq, Giordania, Siria e Libano fino a venerdì 6 marzo. Mentre fino a martedì 3 marzo sono cancellati i voli per Qatar, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti.
Traffico aereo in tilt
Si tratta di una situazione molto complessa, con oltre 1 milione di persone a terra e oltre 5000 partenze annullate da e per il Medio Oriente solo tra sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo. Sono solo i numeri iniziali degli effetti collaterali del conflitto in corso, ma che potrebbero allargarsi considerando anche le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Questi ha dichiarato che le operazioni potrebbero proseguire per altre quattro o cinque settimane.
Si sono così accumulati quasi 7000 ritardi e poco meno di 2000 cancellazioni, nello specifico 1900 voli cancellati in tutto il mondo solo nella domenica del 1 marzo.
Si tratta della più grande interruzione del trasporto aereo globale dall’inizio della pandemia di COVID-19, che sta mettendo in difficoltà gli scali intercontinentali più importanti del mondo tra ritardi da smaltire e cancellazioni da recuperare con nuovi voli. Il blocco delle compagnie aeree serve proprio per recuperare, da e verso un aeroporto, tutti i passeggeri rimasti a terra. Ma soprattutto, come fa sapere l’agenzia europea per la sicurezza aerea, il blocco è necessario perché il rischio di volare sopra Bahrein, Iran, Israele, Giordania, Libano e altri Paesi dell’area è l’abbattimento.