Sciopero autotrasportatori ad aprile, camionisti fermi contro caro gasolio e Governo

Lo sciopero dei tir viene annunciato contro il caro gasolio che assottiglia i margini delle imprese. Alcune di esse lavorano già in perdita

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Tir fermi per lo sciopero, merci bloccate, scaffali dei supermercati che si svuotano e prezzi che aumentano.

Il settore dell’autotrasporto italiano rischia uno stop su scala nazionale: dopo un fine settimana di assemblee in tutto il Paese, il coordinamento Unatras ha assunto una posizione compatta: imprese piccole, medie e più strutturate chiedono la sospensione dei servizi di trasporto su strada.

Rischio sciopero dei tir

La decisione definitiva è attesa per venerdì 17 aprile, quando il Comitato esecutivo sarà chiamato a pronunciarsi sull’avvio delle procedure per il fermo dei tir.

Le aziende del’autotrasporto denunciano in particolare il comportamento della committenza, accusata di comprimere i margini fino a determinare una riduzione dei compensi che può arrivare a 40 centesimi al litro.

Tale dinamica, viene denunciato, scarica sui trasportatori l’impatto del caro carburanti, figlio della crisi dello Stretto di Hormuz. E questo si traduce in margini più risicati. Ma nel mirino c’è anche il Governo, per la sua “mancanza di attenzione” alla problematica.

Unatras (Unione Nazionale Associazioni Autotrasporto Merci) in una nota afferma che nonostante il ministro delle Imprese Adolfo Urso abbia annunciato “decisioni a favore del settore”, non si rileva “alcun provvedimento concreto”. Secondo Unatras, manca qualsiasi misura tangibile, inclusi i decreti attuativi attesi sul fronte degli aiuti, come il credito d’imposta legato al caro gasolio.

Questo sciopero dei trasporti su gomma, se confermato, inciderebbe direttamente su logistica, distribuzione e prezzi al consumo.

E non è tutto: l’associazione Codacons, ricorda Unatras nella sua nota, afferma che persistono fenomeni speculativi lungo la filiera.

Questa la denuncia di Unatras:

In questo quadro di tensione crescente, Unatras evidenzia dunque come sia desolante la scarsa responsabilità da parte della committenza, che sfrutta la situazione di difficoltà per incrementare i profitti, e, al contempo, la superficialità del Governo, che non avrebbe attivato alcun tavolo di confronto.

E ancora:

Tali condizioni di irresponsabilità e superficialità rischiano ora di ricadere sull’intero Paese.

Già in una nota della settimana precedente, Unatras denunciava come le aziende dell’autotrasporto stiano oggi “lavorando in perdita” a causa del caro carburante e come “non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari”.

Cosa chiedono i trasportatori al Governo

Le richieste al Governo, in concreto:

Scioperi in Sicilia

Intanto la protesta ha già assunto forma concreta in Sicilia, dove gli autotrasportatori hanno avviato un fermo di cinque giorni che coinvolge i porti e il trasporto intermodale.

L’obiettivo è interrompere i rifornimenti alla grande distribuzione organizzata, evidenziando il ruolo essenziale del trasporto su gomma nella catena di approvvigionamento. La scelta potrebbe portare a imminenti carenze di specifiche merci nei supermercati.

La testata Trasporto Europa riporta le rivendicazioni degli autotrasportatori siciliani:

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