La ripresa a pieno regime delle attività lavorative dovrà fare i conti con un calendario fin da subito affollato di agitazioni sindacali. Tra il 7, l’8 e il 10 settembre si preannuncia una settimana complessa per i pendolari e per chiunque debba spostarsi sul territorio nazionale. A uno sciopero dei treni di rilevanza nazionale si sommano infatti diverse proteste nel trasporto pubblico locale.
Migliaia di cittadini subiranno gli effetti collaterali dell’esercizio di un diritto da parte del personale viaggiante. Nonostante la presenza delle consuete fasce di garanzia, i tabelloni orari della mobilità su ferro e su gomma potranno andare incontro a cancellazioni e ritardi accumulati.
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Orari dello stop, fasce garantite e proteste locali
La mobilitazione principale scatta dalle ore 21:18 di stasera, lunedì 7 settembre e termina alle ore 21:00 di martedì 8 settembre. L’astensione dal lavoro coinvolge i dipendenti dei gruppi Trenitalia, Italo e Trenord, con ripercussioni sia sull’alta velocità sia sulle linee interregionali e regionali.
Alla protesta ferroviaria si affiancano poi le agitazioni del trasporto pubblico locale distribuite tra il 7 e il 10 settembre:
- lunedì 7 settembre in Trentino-Alto Adige il personale mobile regionale di Trenitalia si ferma dalle ore 9:01 alle 17:00, mentre la società Sasa attua un blocco delle corse dalle 9:01 alle 11:59;
- giovedì 10 settembre, in coincidenza con la riapertura delle scuole e il rientro a pieno ritmo nelle città, si tiene uno sciopero di quattro ore, dalle 11:00 alle 15:00, per i lavoratori di Trentino Trasporti e altre sigle del Tpl a livello locale.
Sulla rete ferroviaria restano comunque attive le fasce di garanzia previste per i giorni feriali:
- la fascia mattutina, dalle ore 6:00 alle 9:00;
- la fascia serale va dalle ore 18:00 alle 21:00.
In queste finestre temporali la circolazione dei treni essenziali sarà assicurata. Saranno inoltre garantiti i collegamenti con i principali aeroporti, come il Leonardo Express tra Roma Termini e Fiumicino e i bus sostitutivi di Trenord per Malpensa.
Come gestire i viaggi e chiedere i rimborsi
Chi è costretto a spostarsi nelle tre giornate di protesta tra il 7 e il 10 settembre e non può beneficiare del telelavoro dovrà pianificare accuratamente ogni movimento. L’impatto effettivo sulla quotidianità dei viaggiatori dipenderà dal tasso di adesione del personale, ma è opportuno mettere in conto tempi di percorrenza più lunghi e un potenziale aumento del traffico privato nelle aree urbane.
Per chi si trova nella condizione di dover rinunciare al viaggio a causa di modifiche o soppressioni dei convogli, le compagnie hanno predisposto specifiche procedure di tutela e rimborso.
Le modalità di rimborso con Trenitalia
Con Trenitalia i passeggeri possono richiedere il rimborso integrale del biglietto fino all’orario di partenza previsto del treno per Frecce e Intercity. Per i treni regionali, la richiesta va invece inoltrata entro la mezzanotte del giorno precedente lo sciopero. In alternativa, il cliente ha sempre la facoltà di riprogrammare il viaggio a condizioni di trasporto simili, non appena sia disponibile un posto.
Come funziona la richiesta per i passeggeri Italo
Per i clienti di Italo, la società pubblica tempestivamente sul proprio portale l’elenco dei convogli garantiti. Qualora il proprio treno sia soppresso o subisca variazioni rilevanti, la compagnia consente di modificare gratuitamente l’orario del viaggio oppure di presentare istanza di rimborso integrale del titolo acquistato attraverso i propri canali digitali e di assistenza dedicati.
La disciplina degli indennizzi per ritardo
Un aspetto fondamentale riguarda la gestione degli indennizzi per ritardo: la normativa di settore stabilisce che la scelta di rinunciare al viaggio ottenendo il rimborso integrale del biglietto esclude la possibilità di accedere al risarcimento contestuale per il ritardo accumulato dal convoglio.