Nuovi richiami alimentari per salami venduti nei supermercati e nei punti vendita. Il Ministero della Salute ha segnalato il ritiro di alcuni prodotti per rischio microbiologico e, in un caso, per presenza di salmonella ed escherichia coli STEC. Gli avvisi riguardano salami a marchio Antica Corte Pallavicina Fratelli Spigaroli e I Veneti. I prodotti interessati non devono essere consumati e possono essere restituiti al punto vendita in cui sono stati acquistati.
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Salami richiamati, i lotti interessati
Il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo da parte del produttore di un lotto di salame Antico Spigaroli senza nitrati e di salame Cresponetto a marchio Antica Corte Pallavicina Fratelli Spigaroli. Il motivo indicato nell’avviso è una non conformità per rischio microbiologico non specificata. I prodotti richiamati sono venduti in pezzi interi a peso variabile. Il numero di lotto interessato è 280426A.
Negli avvisi non è indicato un termine minimo di conservazione. Per questo motivo il riferimento principale per riconoscere il prodotto resta il numero di lotto riportato sulla confezione o sull’etichetta.
A scopo precauzionale, l’azienda raccomanda di non consumare i salami Antico Spigaroli e Cresponetto con il lotto indicato. Chi ha acquistato uno dei prodotti coinvolti può restituirlo al punto vendita. In genere, in caso di richiamo alimentare, il consumatore può riportare il prodotto anche senza consumarlo e chiedere informazioni sulle modalità di rimborso o sostituzione previste dal negozio.
Nel fine settimana, il Ministero della Salute ha segnalato anche il richiamo di un lotto di salame nostrano a marchio I Veneti. In questo caso il motivo indicato sull’avviso è più specifico: presenza di salmonella spp. e di escherichia coli STEC. Il prodotto è venduto in pezzi da 700 grammi. Il lotto interessato è 3366 e il termine minimo di conservazione indicato è 22/03/2027. Anche in questo caso l’azienda invita i consumatori a non mangiare il prodotto e a riportarlo nel punto vendita d’acquisto.
Perché salmonella ed escherichia coli sono un rischio
La salmonella è un batterio che può causare infezioni gastrointestinali. I sintomi più comuni possono includere nausea, diarrea, vomito, febbre e dolori addominali. L’escherichia coli STEC è un ceppo produttore di tossina Shiga. Anche questo microrganismo può provocare disturbi gastrointestinali e, in alcune situazioni, complicazioni più serie, soprattutto nei soggetti fragili.
Il rischio è maggiore per bambini piccoli, anziani, persone con difese immunitarie ridotte e soggetti con patologie pregresse. Per questo, quando un prodotto viene richiamato per la presenza di batteri o per rischio microbiologico, la raccomandazione è di non consumarlo nemmeno dopo cottura o trattamenti domestici, salvo diversa indicazione specifica delle autorità o del produttore.
Gli ultimi richiami alimentari
A luglio erano già stati pubblicati quattro richiami alimentari. Il Ministero della Salute aveva comunicato il richiamo per alcune forme di Formae Val di Fiemme, un formaggio di latte crudo, e un lotto di pesto rosso De Cecco. Successivamente i richiami hanno riguardato un lotto di Hummus a marchio Zorbas (rischio Salmonella), un lotto di carciofi alla contadina Consilia Optima (rischio presenza di frammenti di vetro) e il Cremoso vari gusti della Latteria Moro (rischio Listeria). Ritirati dai banchi frigo anche lotti di insalate di riso a marchio Il Ceppo, I Prontissimi e I Freschissimi per il rischio listeria e un lotto di salame pepperino per presenza di salmonella.