Il Ministero della Salute ha pubblicato una serie di avvisi di richiamo datati 15 luglio 2026 che riguardano diversi formaggi a latte crudo, ritirati per la presenza di Stec, il gruppo di ceppi di Escherichia coli produttori di shiga-tossina. L’indicazione è di non consumare i prodotti dei lotti coinvolti e di riportarli al punto vendita.
I richiami, disposti dallo stesso operatore, interessano cinque tipi di formaggio prodotti dall’azienda agricola Capriss di Alseno, in provincia di Piacenza.
Indice
Quali formaggi Capriss sono stati richiamati
I prodotti coinvolti, tutti a latte crudo di capra, con i rispettivi lotti e le date di scadenza, sono:
- Atio (2 kg) – lotto 14/03/2026, da consumare entro il 1° e il 2 agosto 2026;
- Capreggio (300 grammi) – lotto 15/06/2026, scadenza 1° agosto 2026;
- Dublè (200 grammi) – lotto 04/06/2026, scadenze 24 luglio, 1° e 2 agosto 2026;
- Formaggella (500 grammi) – lotto 10/04/2026, scadenze 19 luglio e 1° agosto 2026;
- Robiola (300 grammi) – lotto 26/06/2026, scadenza 3 agosto 2026.
Tutti i formaggi provengono dallo stabilimento di strada Bianca 381 ad Alseno (Piacenza), con marchio di identificazione IT N 275 U CE.
Per riconoscere i prodotti a rischio valgono la denominazione, il numero di lotto e la data di scadenza riportati in confezione. Il richiamo riguarda solo i lotti indicati: gli altri formaggi a marchio Capriss non compresi nell’elenco non sono coinvolti.
Perché è scattato il richiamo: il rischio Stec
Il ritiro è stato disposto per la presenza di Stec, sigla che indica i ceppi di Escherichia coli produttori di shiga-tossina. I ruminanti ne sono il serbatoio principale e la contaminazione può raggiungere l’uomo attraverso alimenti come latte crudo e formaggi a latte crudo, oltre a carne poco cotta e vegetali.
L’infezione si manifesta di solito dopo 3 o 4 giorni con diarrea, spesso con sangue, forti dolori addominali, nausea e vomito. Nei casi più gravi, soprattutto nei bambini piccoli, può evolvere nella sindrome emolitico-uremica (Seu), una complicanza che colpisce i reni.
L’invito a non consumare il prodotto vale anche quando sapore e aspetto sembrano normali, dato che la contaminazione non è visibile.
Dove vengono venduti i formaggi Capriss
Capriss è una piccola azienda agricola con caseificio, in strada Bianca 381 ad Alseno (Piacenza), che alleva capre di razza Camosciata delle Alpi e produce formaggi, latte, yogurt e ricotta con latte crudo di capra.
I prodotti vengono venduti soprattutto attraverso i canali diretti dell’azienda, compresi la vendita in sede e lo shop online sul sito aziendaagricolacapriss.it.
È importante sottolineare che gli avvisi di richiamo da parte dell’operatore indicano l’efficacia dei controlli effettuati in azienda e la volontà di tutelare la salute dei consumatori.
Cosa fare se si hanno i formaggi in casa
Chi ha in casa i formaggi Capriss dei lotti richiamati non deve consumarli e deve riportarli al punto vendita dove sono stati acquistati, dove è previsto il rimborso o la sostituzione.
Per informazioni è possibile contattare l’azienda all’indirizzo info[at]aziendaagricolacapriss.it.
Se dopo il consumo compaiono sintomi, è bene rivolgersi subito al medico.