Nuove regole per gli acquisti online, come cambiano i resi dal 19 giugno 2026

Pulsante dedicato al recesso obbligatorio per tutti i siti di e-commerce, con ricevuta e termine di 14 giorni invariato per il consumatore

Pubblicato:

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Dal 19 giugno 2026 sono entrate in vigore nuove regole che modificano il modo in cui i consumatori possono esercitare il diritto di reso sugli acquisti effettuati online. Spesso molti consumatori si sono trovati ad affrontare percorsi complessi per restituire un prodotto (moduli da scaricare e stampare, documenti da compilare manualmente, e-mail da inviare a indirizzi difficili da individuare o procedure poco intuitive che scoraggiavano la restituzione del prodotto). Adattandosi alle direttive europee, il legislatore ha voluto eliminare proprio questi ostacoli.

Cosa cambia per i resi

La principale novità riguarda l’obbligo per i venditori online di mettere a disposizione una funzione dedicata al recesso direttamente sul sito internet o sull’app utilizzata per effettuare l’acquisto. Se il contratto è stato concluso attraverso un canale digitale, anche la procedura per annullarlo dovrà essere completamente digitale e facilmente accessibile.

Secondo la normativa, la funzione dedicata al recesso dovrà essere chiaramente visibile sul sito o sull’applicazione del venditore. L’utente dovrà poter individuare facilmente una dicitura esplicita come “recedi dal contratto” o formule analoghe che non lascino dubbi sulla finalità dello strumento.

Come dovrà funzionare il nuovo sistema di recesso

Secondo le regole entrate in vigore il 19 giugno, ogni procedura di reso dovrà consentire al consumatore di:

Una volta completata la procedura, il venditore sarà obbligato a trasmettere tempestivamente una ricevuta contenente la data, l’ora e il contenuto della richiesta di recesso. Questo documento rappresenterà una prova per il consumatore, che potrà dimostrare facilmente di aver esercitato il proprio diritto entro i termini previsti dalla legge.

Chi è obbligato ad adeguarsi

L’obbligo interessa tutti i professionisti che concludono contratti tramite un’interfaccia digitale, quindi chiunque venda online. 

Rientrano quindi nella normativa:

Nel caso delle vendite effettuate attraverso un marketplace, la gestione della funzione di recesso potrà essere affidata direttamente alla piattaforma. Diversamente, sarà il titolare del sito a dover implementare il sistema previsto dalla legge.

Il termine per il recesso

Pur cambiando le modalità operative, rimangono invariati i termini entro cui il consumatore può ripensare al proprio acquisto. Nella maggior parte dei casi il diritto di recesso può essere esercitato entro 14 giorni senza dover fornire alcuna motivazione. I termini decorrono dalla consegna del bene nel caso di prodotti fisici o dalla conclusione del contratto nel caso di servizi.

Inoltre, valgono le esclusioni già previste dal Codice del consumo. Esistono infatti alcune categorie di beni e servizi per le quali il diritto di ripensamento non può essere esercitato. Tra i principali casi di esclusione troviamo:

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