Negli ultimi anni alcune banche sono finite in liquidazione e ciò ha alimentato i dubbi dei correntisti su cosa succede ai soldi depositati. È importante sapere che questi ultimi, entro certi limiti, sono tutelati dal Fitd ovvero dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Ecco dunque quando quest’ultimo interviene per rimborsare i correntisti e quali sono i tempi previsti dalla legge per ottenere le somme depositate così da evitare confusione, ritardi e aspettative sbagliate.
Indice
Cos’è il Fitd e come funziona la tutela dei depositi
Il Fitd, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, è un sistema al quale partecipano gli istituti di credito italiani con l’obiettivo di proteggere i correntisti.
Funziona in questo modo: nel caso una banca finisca in liquidazione e sia impossibilitata a restituire i soldi ai clienti, il Fondo garantisce fino a 100.000 euro a depositante e per ogni istituto di credito. La copertura riguarda anche le principali forme di deposito bancario come i conti deposito e i conti correnti. Restano invece esclusi strumenti come le azioni, le obbligazioni e i fondi di investimento.
Qual è la tempistica del rimborso Fitd
Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi interviene solo se l’istituto di credito viene messo in liquidazione coatta amministrativa. Non basta che la banca attraversi una crisi o sia in difficoltà, è necessario un provvedimento ufficiale delle autorità competenti in quanto solo da quel momento scatta il meccanismo di tutela.
Significa che i depositi non sono più accessibili e si attiva il processo di rimborso. Per quanto riguarda le tempistiche di quest’ultimo, sono molto più veloci rispetto al passato. La legge prevede infatti che i correntisti ricevano il denaro entro sette giorni lavorativi dalla dichiarazione di insolvenza così da garantire un accesso più rapido alla liquidità.
Quando può esserci ritardo
I 7 giorni lavorativi per il rimborso non sempre vengono rispettati. Possono infatti esserci sospensioni o ritardi:
- se si hanno debiti verso l’istituto bancario;
- nel caso vi siano controversie legali sul deposito;
- se il conto dormiente è senza operazioni da più di 24 mesi;
- nel caso di depositi dati in garanzia o vincolati.
In questi casi, infatti, c’è un commissario liquidatore che effettua le verifiche prima di autorizzare i rimborsi per cui i pagamenti potrebbero slittare di qualche mese.
Come avviene la procedura di rimborso
La procedura di rimborso del Fitd è semplice ed automatica. Solitamente chi possiede un conto corrente non deve fare alcuna domanda per ottenere le somme che gli spettano in quanto è il Fondo che si attiva direttamente a seguito della liquidazione della banca. Il pagamento, poi, avviene mediante un istituto scelto come banca tesoriera con bonifico bancario su un altro conto corrente oppure:
- con assegno circolare;
- in contanti entro i limiti previsti dalla legge.
Le informazioni operative vengono fornite mediante il sito ufficiale del Fitd e i canali dedicati alla procedura di liquidazione della banca interessata.
Quali documenti esibire per ottenere il rimborso?
Per ottenere il rimborso del proprio denaro è necessario presentare la carta di identità o un altro documento in corso di validità come il passaporto o la patente insieme al codice fiscale.
Se il rimborso riguarda, poi, un’impresa, il legale rappresentante deve esibire anche una visura camerale per dimostrare i poteri di rappresentanza.
Gli interessi accumulati sui depositi si possono recuperare?
Anche gli interessi maturati sui conti deposito si possono recuperare. Il limite dei 100.000 euro comprende infatti sia il capitale investito che gli interessi maturati fino alla data in cui scattano gli effetti della liquidazione amministrativa della banca.
Ecco un esempio:
Se un cliente possiede 80.000 euro sul conto corrente e alla data della liquidazione ha maturato 5.000 euro di interessi, riceverà un rimborso totale di 85.000 euro.
Se il deposito supera i 100.000 euro che succede?
Qualora vi sia liquidazione coatta amministrativa dell’istituto di credito, la parte del deposito che supera i 100.000 euro non viene rimborsata dal Fitd.
L’importo eccedente, però, non è perso ma viene trasformato in credito che il correntista può far valere nella procedura di liquidazione della banca, partecipando agli eventuali riparti futuri.
Nel caso di conti cointestati, ogni intestatario ha diritto a una copertura separata fino a 100.000 euro. Significa che un conto con due titolari può essere garantito fino a 200.000 euro complessivi.
Se però uno dei cointestatari ha anche altri conti nella stessa banca, tutte le somme vengono sommate per il calcolo del limite di copertura
Se il deposito è in valuta estera cosa succede?
Nel caso in cui si abbia un deposito in valuta estera, il rimborso viene effettuato in euro oppure nella valuta del paese in cui risiede il titolare del conto corrente.
Se la valuta è diversa, il cambio viene calcolato sulla base del tasso in vigore al momento in cui l’istituto di credito viene posto in liquidazione coatta amministrativa.
Cosa succede invece in caso di saldi temporanei?
I saldi temporanei sono gli importi superiori ai 100.000 euro che per esigenze sociali particolari godono di una tutela rafforzata da parte del Fitd. In queste situazioni, il limite dei 100.000 euro viene sospeso per nove mesi dalla data dell’accredito o da quando le somme sono disponibili, se il denaro proviene da eventi particolari come:
- pensionamento;
- licenziamento;
- divorzio;
- acquisto o la vendita di una casa;
- invalidità;
- morte;
- risarcimenti per gravi danni;
- ingiusta detenzione.
Il rimborso si ottiene solo se la banca entra in liquidazione coatta amministrativa e in tal caso, il correntista che ha diritto alla tutela deve presentare una domanda ai liquidatori entro 60 giorni dall’inizio della procedura.
I liquidatori controllano poi la documentazione e inviano la richiesta al Fitd che valuta e comunica la decisione. In caso di esito positivo, l’importo viene poi incluso nei pagamenti della liquidazione.
I conti dormienti rientrano nella garanzia?
Il conto corrente dormiente è quello su quale non vengono effettuate operazioni nei 24 mesi precedenti la data di liquidazione coatta amministrativa della banca, come stabilisce la direttiva 2014/49/Ue.
Tale conto rientra nella garanzia e il rimborso viene effettuato dal Fondo Interbancario di Tutela Depositi entro sei mesi dalla data di liquidazione. Non è previsto, però, alcun rimborso se il saldo del conto è inferiore ai 100 euro.
In queste circostanze interviene il commissario liquidatore che effettua delle verifiche prima di autorizzare il pagamento. Il rimborso può quindi avvenire successivamente, anche dopo diversi mesi.