L’Italia compie un nuovo passo verso il ritorno al nucleare. A due settimane dal voto finale del Senato sulla legge delega, il governo ha avviato la raccolta delle manifestazioni di interesse delle imprese italiane interessate a partecipare all’Ipcei Int – Innovative Nuclear Technologies. Si tratta del progetto europeo di comune interesse dedicato allo sviluppo delle tecnologie nucleari innovative. L’avviso è stato pubblicato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, in coordinamento con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Le imprese avranno tempo fino al 3 dicembre 2026 per presentare le proprie proposte.
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Nucleare, cosa prevede la manifestazione di interesse
La raccolta delle candidature serve a individuare i progetti italiani da portare nel percorso europeo dell’Ipcei. Gli Ipcei sono strumenti che consentono agli Stati membri di sostenere progetti industriali strategici anche attraverso deroghe alla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato.
In caso di valutazione positiva, i progetti selezionati potranno passare alla fase di notifica alla Commissione europea, con l’obiettivo di ottenere il via libera al finanziamento pubblico. Il Mimit gestirà la selezione delle proposte italiane e pubblicherà sul proprio sito le informazioni operative per le imprese interessate.
Le tecnologie al centro del progetto
L’Ipcei Int punta sulle tecnologie nucleari di nuova generazione. Tra gli ambiti indicati rientrano i piccoli reattori modulari, gli Advanced Modular Reactors, i micro-reattori, le soluzioni per la sicurezza, i materiali avanzati e la gestione del ciclo del combustibile.
Si punta così a rafforzare il ruolo dell’Italia nelle filiere industriali considerate strategiche per l’Europa e collegare imprese, ricerca e competenze tecnologiche. Il percorso europeo è partito il 10 aprile 2025, quando la Commissione europea ha approvato l’avvio della preparazione di un potenziale Ipcei sulle tecnologie nucleari innovative.
Il ruolo dell’Italia in Europa
Secondo quanto comunicato dai ministeri, per la prima volta dall’istituzione degli Ipcei all’Italia è stato riconosciuto un ruolo di coordinamento europeo, in particolare sulle tecnologie di fusione.
La strategia europea sui piccoli reattori modulari affida agli Stati membri il compito di progettare l’Ipcei, includendo anche gli Smr, con l’obiettivo di portare l’Europa a una posizione di leadership nel settore.
Per il ministro delle Imprese Adolfo Urso, l’avviso è collegato alla legge delega appena approvata e serve ad attrarre investimenti, sviluppare nuove tecnologie e rafforzare la capacità industriale del Paese.
Per il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, l’iniziativa si inserisce nel percorso di costruzione del quadro necessario allo sviluppo del nucleare in Italia.
La legge delega sul nucleare
Il Senato ha approvato la legge delega sul nucleare il 23 settembre, con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni. Il testo era già passato alla Camera il 4 giugno senza modifiche. La delega affida al governo il compito di adottare uno o più decreti attuativi entro dodici mesi dall’entrata in vigore.
Tra i punti previsti ci sono il Programma nazionale per il nucleare sostenibile e la fusione, la disciplina per costruzione ed esercizio degli impianti, la gestione del combustibile esaurito, la sicurezza nucleare e la riorganizzazione della governance.
Il governo dovrà inoltre definire regole per semplificare i procedimenti autorizzativi, garantire standard di sicurezza e salute, prevedere misure per i territori coinvolti e favorire la partecipazione dell’industria italiana alla filiera.