Poste verso 1.300 impianti fotovoltaici, il piano per produrre 40 GWh di energia annui

210 nuovi impianti nel primo semestre 2026 e 6.700 edifici smart: il piano green di Poste per arrivare alla carbon neutrality nel 2030

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Mirko Ledda

Editor e fact checker

Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

Nei primi sei mesi del 2026 Poste Italiane ha installato circa 210 nuovi impianti fotovoltaici, portando il totale a circa 1.080 unità, con una potenza installata di circa 31.700 kWp. Lo rende noto la stessa azienda con un comunicato datato 10 settembre. I numeri emergono dal consueto aggiornamento semestrale del Gruppo sulle proprie iniziative di sostenibilità e si inseriscono in un piano che punta a un totale di 1.300 impianti entro fine 2026, con una produzione attesa di oltre 40 GWh annui.

Il progetto Polis per l’efficientamento energetico

L’accelerazione sui nuovi impianti è legata anche al progetto Polis, il piano di Poste Italiane che prevede lo sportello unico digitale della Pubblica Amministrazione (ad esempio per il rinnovo dei documenti o per fare il passaporto), la riqualificazione degli uffici postali nei comuni sotto i 15.000 abitanti e la creazione di spazi di co-working.

Finanziato nell’ambito del Piano Complementare al Pnrr e promosso dal Governo, punta a favorire la coesione economica, sociale e territoriale del Paese e a superare il digital divide nei piccoli centri e nelle aree interne.

Secondo i dati pubblicati sul sito istituzionale del Gruppo, al 31 maggio 2026 il progetto ha comportato la ristrutturazione di 5.633 uffici postali e la realizzazione di 170 siti di co-working. Ogni intervento Polis prevede, oltre all’efficientamento energetico dell’edificio, l’installazione di pannelli solari dove le caratteristiche del tetto lo consentono.

Per dare un ordine di grandezza: a piano completato si arriverà alla produzione di circa il 15% del fabbisogno energetico complessivo del patrimonio immobiliare di Poste Italiane, come previsto nel 2023 dalla società. Raggiungere i 1.300 impianti entro dicembre 2026 allargherebbe notevolmente la copertura, con una produzione attesa di oltre 40 GWh annui, equivalente al consumo elettrico di quasi 15.000 famiglie italiane (basato sui 2.700 kWh medi annui per utenza domestica stimati da Arera).

Come funziona il fotovoltaico sugli edifici di Poste

L’installazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici di Poste Italiane avviene dopo la valutazione dell’esposizione solare, la superficie disponibile e i vincoli strutturali di ciascun tetto. Gli impianti sono dimensionati per l’autoconsumo dell’edificio su cui sono installati, con l’energia prodotta immessa nella rete interna del Gruppo e utilizzata per illuminazione, climatizzazione e dotazioni tecnologiche.

I circa 31.700 kWp attualmente installati rappresentano la potenza di picco teorica del parco impianti, che a regime pieno si tradurrebbe nei 40 GWh annui previsti dall’obiettivo di fine 2026.

Il piano rientra nella strategia più ampia di decarbonizzazione del Gruppo, che punta alla carbon neutrality entro il 2030. Il fotovoltaico contribuisce a ridurre l’acquisto di energia dalla rete nazionale e a coprire una quota crescente del fabbisogno con produzione da fonte rinnovabile.

Smart Building: 6.700 edifici con sensori

Sul fronte dell’efficienza, nel primo semestre 2026 il progetto Smart Building ha registrato un incremento di circa 2.400 edifici, portando il totale a circa 6.700 strutture monitorate.

Su ogni edificio sono installati sensori che raccolgono dati su temperatura, umidità e consumi, gestiti da una piattaforma unica di supervisione. Il sistema regola automaticamente illuminazione, riscaldamento e ventilazione, con una riduzione dei consumi elettrici stimata intorno al 15%. La piattaforma permette inoltre di mappare i consumi di ciascun immobile e di intervenire su inefficienze e anomalie.

Nel 2025 il progetto Smart Building ha generato un risparmio di 10,5 GWh di energia elettrica. L’obiettivo è arrivare a circa 17 GWh entro il 2027. Si tratta di risparmi su consumi del gruppo, dato che Poste Italiane gestisce oltre 13.000 edifici strumentali tra uffici postali, centri di smistamento e sedi direzionali, distribuiti capillarmente su tutto il territorio nazionale.

Nell’ambito del progetto sono state anche sostituite circa 250 caldaie con sistemi a maggiore efficienza, con una riduzione stimata di circa 9.700 tonnellate di CO₂.

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