Svolta Ue sulle bollette, arriva l’Electrification Action Plan per tagliare i costi

La Commissione punta al 46% di consumi puliti entro il 2040 con tariffe orarie dinamiche, incentivi per le famiglie e leasing sociale

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Il 17 luglio scorso la Commissione Europea ha presentato l’Electrification Action Plan, un insieme di revisioni e proposte per elettrificare i consumi di edifici, industrie e trasporti. Una strategia a tutto tondo che punta, in 15 azioni, a elettrificare fino al 46% dei consumi entro il 2040.

Il punto di partenza è il dato attuale, ovvero l’elettricità che copre appena il 23% dei consumi finali di energia nell’Unione Europea. Una percentuale ferma ormai da tempo e che si vuole provare a spingere fino al raddoppio o quasi. Il piano vuole rispondere ai cambiamenti sul tema elettrico europeo. Infatti il 70% dell’elettricità ormai viene prodotta da fonti rinnovabili, ma molta della domanda è dominata dai combustibili fossili.

Il piano per l’elettrificazione

Tra le diverse azioni che il piano per l’elettrificazione mette in campo, c’è anche la revisione dell’UE ETS, un pacchetto legislativo sulla tassazione dell’energia, tariffe di rete e connessione delle reti congestionate. Ursula von der Leyen l’ha presentato come il piano per “fare dell’Europa il primo continente al mondo alimentato dall’elettricità”.

Al momento è solo uno strumento di indirizzo, non certo un contenuto normativo, e al piano spetta tutta la procedura legislativa prima di poter dare reali indicazioni ai Paesi.

Elettricità al 46% entro il 2040

C’è un precedente indicatore di riferimento per l’elettrificazione del continente europeo ed era il 32% entro il 2030. Un obiettivo che non raggiungeremo e che è stato quindi rivisto al rialzo, allungando i tempi.

La Commissione infatti vuole valutare un nuovo obiettivo del 46% entro il 2040 da inserire nel prossimo pacchetto legislativo energia e clima in riferimento al periodo successivo al 2030.

Le stime della Commissione sono promettenti:

raggiungere il 46% dell’elettrificazione ridurrebbe l’importazione di gas di oltre il 70% e quella di greggio di oltre il 40%, con un risparmio fino a 260 miliardi di euro all’anno sulla bolletta energetica europea al 2040 e con un taglio delle emissioni di circa 2000 Mt di CO2.

Le nuove bollette elettriche

Il problema e la soluzione sono le bollette elettriche. L’elettrificazione dei consumi è ferma perché l’elettricità costa fino a tre volte di più del gas. Come spiega la Commissione, l’elettricità è penalizzata da una tassazione sbilanciata sul vettore elettrico, così come dai costi iniziali delle tecnologie elettriche che sono superiori alle alternative a combustibile.

Da qui il pacchetto normativo che vuole risolvere il sopraccitato problema. Il testo vuole introdurre delle tariffe di rete con componenti “dinamiche”, ovvero differenziate per fasce orarie, giorni della settimana, capacità impegnata e altro. L’obiettivo, si legge, è spostare i consumi nei momenti in cui l’energia rinnovabile è abbondante e più economica.

Per farlo servono:

In particolare il capitolo edifici è tra i più analizzati, perché questi da soli assorbono metà del gas consumato nell’Unione Europea. Come indicatore di progresso, il piano si è fissato un tasso di installazione di circa 4 milioni di pompe di calore all’anno entro il 2030.

Gli strumenti per le famiglie

Un altro capitolo è quello del supporto alle famiglie. Ancora oggi infatti il principale ostacolo all’elettrificazione è il costo iniziale e l’investimento che viene chiesto alle famiglie prima di iniziare a risparmiare.

Il piano propone quindi una serie di strumenti per le famiglie a reddito medio-basso come:

Comparto produttivo: industria e trasporti

Non viene dimenticato il comparto produttivo, dove il potenziale di elettrificazione è tra i più alti. Ci sono diversi segmenti dove l’elettrificazione potrebbe raggiungere il 90%, come quello tessile e l’agroalimentare.

Il piano prevede un’asta per il calore industriale nell’ambito dell’Innovation Fund nel 2026 e la creazione di un gruppo d’acquisto per l’energia elettrica basato su PPA.

Ma nel caso in cui l’elettrificazione non sia la scelta più efficiente, l’Unione Europea propone l’uso diretto di calore rinnovabile come quello della geotermia ad alta temperatura o del solare termico industriale.

Infine, il tema mobilità elettrica. La Commissione spinge verso le auto elettriche. Questo settore permetterebbe infatti di risparmiare molto, ma vanno pensati anche in questo caso pacchetti per l’accessibilità alla risorsa.

Intanto si ragiona sulla ricarica intelligente come opzione predefinita nei contratti EV e sui requisiti V2G per i nuovi veicoli elettrici, con norme da introdurre entro la fine del 2027 applicabili dal 2030.

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